Chiudi
A 44 anni e nove mesi, Serena Williams tornerà a disputare il singolare a Wimbledon quasi quattro anni dopo la sua ultima partita. Soltanto Martina Navratilova, Renée Richards e Venus Williams hanno giocato nel tabellone principale di un Major a un’età superiore
24 giugno 2026
Il ritorno di Serena Williams nel singolare di Wimbledon non rappresenta soltanto uno degli eventi più attesi dei Championships. A 44 anni e nove mesi, la statunitense entrerà anche nella ristrettissima cerchia delle giocatrici capaci di disputare un torneo del Grande Slam oltre i quarant’anni.
Serena ha accettato l’ultima wild card disponibile per il tabellone femminile e tornerà a giocare una partita individuale quasi quattro anni dopo lo US Open 2022. Non sarà la partecipante più anziana nella storia di uno Slam durante l’era Open, ma si collocherà immediatamente alle spalle di tre figure straordinarie per longevità: Martina Navratilova, Renée Richards e sua sorella Venus. Il primato appartiene alla Navratilova, che nel 2004 partecipò al Roland Garros e a Wimbledon a 47 anni. La diciotto volte campionessa Slam aveva lasciato il singolare alla fine del 1994, ma dieci anni più tardi decise di concedersi due ultime apparizioni.
A Parigi fu eliminata al primo turno da Gisela Dulko. Sull’erba londinese riuscì invece a battere la colombiana Catalina Castano addirittura per 6-0 6-1, diventando a 47 anni e otto mesi la donna più anziana ad aver vinto un incontro di singolare nel tabellone principale di uno Slam durante l’era Open. Al turno successivo fu sconfitta proprio da Dulko.
Quella partecipazione non fu un episodio isolato all’interno di una carriera ormai conclusa. Martina continuava infatti a competere in doppio e nel misto, specialità nella quale avrebbe conquistato il suo ultimo titolo Major allo US Open 2006 insieme a Bob Bryan. Aveva 49 anni e 326 giorni: è ancora la più anziana vincitrice di un titolo del Grande Slam, considerando tutte le discipline.

Le più longeve dell'era Open: comanda Martina
Un’altra pagina particolare appartiene a Renée Richards. La statunitense disputò lo US Open 1981 pochi giorni dopo aver compiuto 47 anni. Fu eliminata al primo turno da Sylvia Hanika, ma quella partecipazione rimase per oltre quattro decenni l’ultima presenza di una giocatrice così anziana nel singolare di Flushing Meadows.
La Richards, prima transessuale professionista della storia, aveva debuttato nel circuito professionistico soltanto nel 1977, a 43 anni, dopo una lunga battaglia legale per ottenere il diritto di partecipare allo US Open. Nel 1979 raggiunse la finale del doppio femminile insieme a Betty Ann Stuart e arrivò fino al numero 20 del ranking mondiale in singolare. Il terzo nome della graduatoria è quello di Venus Williams, protagonista di una longevità senza precedenti nel tennis contemporaneo. Nel 2025, a 45 anni, ricevette una wild card per lo US Open, diventando la partecipante più anziana del torneo proprio dai tempi della Richards. La sua corsa si concluse al primo turno contro Karolina Muchova.
Venus ha continuato a giocare anche nel 2026. A gennaio, a 45 anni e sette mesi, è scesa in campo nel singolare dell’Australian Open, dove è stata sconfitta da Olga Danilovic dopo essere arrivata a due punti dalla vittoria. La maggiore delle sorelle Williams ha così occupato stabilmente il terzo posto fra le tenniste più anziane ad aver disputato il tabellone principale di uno Slam nell’era Open. Subito dopo si inserirà Serena. Quando comincerà Wimbledon avrà superato i 44 anni e nove mesi, collocandosi davanti a Kimiko Date, altra protagonista di uno dei ritorni più riusciti nella storia del tennis femminile.
La giapponese si era ritirata nel 1996, a soli 26 anni, ma era tornata nel circuito dodici anni più tardi. Nel 2015 disputò Wimbledon a 44 anni e nove mesi, perdendo al primo turno contro Venus. Serena, nata due giorni prima della Date nel calendario di settembre, sarà leggermente più anziana rispetto alla giapponese al momento dell’esordio londinese. Kimiko non si limitò però a partecipare. Nel 2011, a 40 anni, raggiunse il secondo turno e costrinse Venus a una battaglia di quasi tre ore. Due anni più tardi, a 42 anni e nove mesi, arrivò fino al terzo turno, diventando la donna più anziana dell’era Open a raggiungere quella fase ai Championships.
La longevità di Serena assume un significato ancora diverso se confrontata con i record relativi ai risultati. La statunitense è già la più anziana vincitrice di un titolo Slam in singolare nell’era Open: aveva 35 anni e 124 giorni quando conquistò l’Australian Open 2017, superando Venus in finale mentre era incinta. Detiene inoltre il primato di finalista Slam più anziana. Allo US Open 2019 aveva 37 anni e 346 giorni quando fu battuta da Bianca Andreescu. Poche settimane prima aveva raggiunto anche la finale di Wimbledon, persa contro Simona Halep.
Questa volta le aspettative saranno necessariamente differenti. Serena non disputa un incontro di singolare dal settembre 2022 e nelle ultime settimane ha giocato soltanto due partite di doppio, al Queen’s e a Berlino. Servizio, risposta e potenza dei colpi possono ancora renderla pericolosa sull’erba, ma la tenuta fisica e gli spostamenti rappresentano interrogativi inevitabili. Ogni vittoria avrebbe comunque un valore storico. Superando il primo turno, Serena diventerebbe la seconda donna più anziana ad aver vinto un incontro di singolare in uno Slam nell’era Open, dietro soltanto alla Navratilova. Per oltre vent’anni Serena Williams ha inseguito titoli, classifiche e record. A Wimbledon 2026 affronterà una sfida differente: dimostrare che, anche a 44 anni, la sua storia con il tennis non è ancora arrivata all’ultima pagina.