Chissà che il tempo di Martina sia arrivato proprio oggi, quando gli anni sono 28 e quando – all'ennesimo problema fisico, stavolta alla gamba – tre mesi di stop totale rischiavano di pesare come un macigno. In Sudamerica, la rinascita
30 ottobre 2025
La vicenda è peculiare e merita di essere raccontata. Martina Colmegna è stata – una decina d'anni fa – una promessa interessante del panorama italiano femminile. Una ragazza con intelligenza da vendere, un bagaglio tecnico completo e – soprattutto sulla terra – delle ambizioni importanti. Il seguito, tuttavia, non è stato semplice: la pesantezza di palla non era all'altezza delle più forti e le variazioni tattiche (palla corta ma non solo) non bastavano a coprire la distanza da quelle che puntavano alla top 100. Il fisico, poi, non l'ha aiutata, con stop and go continui e pure un'operazione alla spalla quando sembrava fosse il momento giusto per prendere il volo.
Ma ognuno ha i suoi tempi, ognuno ha il suo percorso. E chissà che il tempo di Martina sia arrivato proprio oggi, quando gli anni sono 28 e quando – all'ennesimo problema fisico, stavolta alla gamba – tre mesi di stop totale rischiavano di pesare come un macigno. Niente di tutto questo. Al rientro, la brianzola ha deciso di andare in Sudamerica affrontando una trasferta lunga ma in un luogo che in passato le aveva dato buone sensazioni. E ha infilato i due risultati migliori della sua carriera: quarti a Rio de Janeiro, semifinale a Queretaro (Messico). Non due Itf, bensì due Wta 125. Un circuito, il Tour maggiore, che in precedenza Martina aveva solo sfiorato.
A Rio, l'azzurra (entrata col ranking protetto) ha dominato per 6-2 6-2 l'argentina Maria Lourdes Carle, 127 Wta con un passato recente da numero 71, passando poi anche sull'altra argentina Taborda prima di arrendersi al terzo contro la francese Alice Rame, una rivale che conosce bene (avendoci spesso giocato il doppio insieme) ma che proprio per questo soffre parecchio dal punto di vista mentale. A Queretaro è andata addirittura meglio, con la padrona di casa Ana Sofia Sanchez (180 Wta) demolita per 6-0 6-0 e una semifinale raccolta a spese della toscana Jessica Pieri, contro la quale la lombarda si è presa la rivincita 'vendicando' una sconfitta netta patita in estate.
Un cambiamento radicale di rendimento, rispetto a quando arrivavano sconfitte nei primi turni dei tornei Itf da 15 o 30 mila dollari di montepremi. Un cambio di marcia che ha stupito tutti, ma non chi la conosce bene. Martina ha ripreso da poco ad allenarsi col suo allenatore storico, Manuel Cadeddu, che la segue a Cesano Maderno. Un ritorno alle origini che le ha dato serenità e che le ha permesso di ritrovare fiducia nel proprio tennis, giocando più leggera e – finalmente – senza limitazioni. Ma a dare una bella spinta alla brianzola c'era stato anche il campionato a squadre.
Il rovescio di Martina Colmegna
In gara in Serie B1 con il team bergamasco del Tennis Altopiano, Martina aveva affrontato diverse difficoltà durante la stagione. “Ma ha dimostrato anche – spiega Luca Brasi del circolo seriano – un grande attaccamento alla nostra realtà. Piano piano ha ritrovato fiducia in se stessa e grazie anche al ritorno con il suo allenatore storico sta ottenendo ciò che merita”. Il prossimo anno, lei e l'Altopiano saranno tra i protagonisti della Serie A2, ma intanto c'è un percorso in solitudine che ha bisogno di evolvere ulteriormente, adesso che le condizioni sono quelle ideali per giungere a un livello mai sperimentato prima.
Il best ranking di Martina in singolare è fissato a quota 347 e non è ancora stato migliorato. Ma in due settimane in Sudamerica la lombarda ha guadagnato 181 posizioni, risalendo fino a quota 476. Una cifra che è qualcosa in più di una promessa. Rappresenta la consapevolezza di valere un livello ampiamente superiore, almeno da qualificazioni degli Slam. È proprio quello, adesso, il vero obiettivo della 28enne azzurra. Quel mondo che appariva così lontano, mentre magari stava pensando già al post carriera, adesso diventa decisamente più abbordabile. Fra un paio di settimane, tornerà in Sudamerica per altri appuntamenti utili alla scalata. E a inizio 2026 sarà interessante capire quale sarà il nuovo punto di partenza.
La grinta di Martina Colmegna (foto Queretaro Open web site)