Chiudi
Quarta partecipazione consecutiva al Masters per la kazaka di origi russe, campionessa in carica, che si è assicurata il primo pass dopo il trionfo allo Us Open e la conquista dello scettro mondiale. Il torneo sarà trasmesso in diretta su SuperTennis e SuperTennis Plus
Tiziana Tricarico | 27 ottobre 2026
La 27enne di origini russe (è nata e cresciuta a Mosca) ha raggiunto già con la semifinale a New York un traguardo che sembrava impensabile ancora a inizio giugno, chiudendo il 2026 in vetta al ranking, sei posti più su rispetto a dodici mesi prima: stesso discorso nella Race dove lo scorso anno aveva conquistato solo in extremis l’ottavo posto, l’ultimo utile per andare a Riyadh. Il ritorno a tempo pieno di Stefano Vukov a quanto pare ha portato serenità, oltre ad altri due trofei Slam, Australian Open e Us Open, a quattro anni di distanza dal primo Major, conquistato a Wimbledon 2022.
Il 2026 di Rybakina
W - Australian Open (Slam), Stoccarda (WTA 500), Us Open (Slam), Ningbo (WTA 500)
F - Indian Wells (WTA 1000), Toronto (WTA 1000)
SF - Miami (WTA 1000
QF - Brisbane (WTA 500), Doha (WTA 1000), Roma (WTA 1000), Londra (WTA 500), Cincinnati (WTA 1000)
R16 - Dubai (WTA 1000), Madrid (WTA 1000), Berlino (WTA 500)
R32 - Wimbledon (Slam)
R64 - Roland Garros (Slam), Pechino (WTA 1000)
R128 - nessuna
Il 2026 della “maestra” Rybakina inizia a Brisbane dove batte Zhang e Badosa prima di cedere a Muchova. A Melbourne va avanti come un treno superando senza perdere un set Juvan, Gracheva, Valentova, Mertens, Swiatek e Pegula: in finale cede il secondo set alla n.1 Sabalenka, nel set decisivo recupera da 0-3 e conquista il suo secondo trofeo Slam, tre anni e mezzo dopo Wimbledon 2022.
A Doha, primo step per lei della trasferta in Medio Oriente, dove è la numero tre del tabellone, fatica già a battere Zheng Qinwen negli ottavi: poi si ferma nei quarti contro Victoria Mboko. Non va meglio a Dubai dove si ritira all’inizio nel set decisivo del match di ottavi d finale contro la lucky loser croata Ruzic a causa dei postumi di un forte raffreddore.
Il suo “Sunshine Double” parte bene con la finale ad Indian Wells, dove trova dall’altra parte della rete di nuovo Sabalenka: la numero uno del mondo, desiderosa di rivincita, recupera un set ed un break di svantaggio e annulla anche un match-point (rovescio incrociato che si stampa sulla riga) sul 6 a 5 nel tie-break del set decisivo. A Miami, è ancora Sabalenka ad imporsi, stavolta in semifinale e in due set con poca storia.
La sua stagione sul “rosso” inizia già a Stoccarda (terra indoor), dove mette in fila Shnaider, Fernandez, Andreeva e Muchova mettendo in bacheca il 13esimo trofeo WTA della carriera. Il resto della “temporada” sulla terra, però, è abbastanza sotto tono. Ottavi a Madrid, fermata da Potapova, quarti a Roma, stoppata da Svitolina, e appena secondo turno al Roland Garros, eliminata da Starodubtseva.
L’approccio con i prati, sui quali il suo servizio diventa davvero un’arma micidiale, non è dei migliori: al Queen’s di Londra batte a fatica la tedesca Maria, campionessa in carica, prima di fermarsi nei quarti contro la “padrona di casa” Boulter. Ottavi addirittura (ma per lei l’esordio) a Berlino, stoppata da Eala. Altra delusione a Wimbledon dove per la seconda volta (consecutiva) in sei partecipazioni non raggiunge almeno gli ottavi: saluta infatti l’All England Club già al terzo turno, sconfitta da Elise Mertens.
La sua stagione sul cemento nordamericano inizia direttamente a Toronto dove mette in riga Kasatkina, Li, Samsonova, Osaka e Gauff (queste ultime due dopo aver perso il primo set) prima di perdere nettamente contro Swiatek. A Cincinnati nei quarti si ritrova di nuovo di fronte la polacca ma stavolta si ritira dopo appena cinque giochi (sotto 1-4) per un problema al tendine d’Achille sinistro, piuttosto preoccupante in prospettiva Us Open
Ed invece a New York succede di tutto: batte Frodin, Bouzas Maneiro, Starodubtseva ed Osaka, poi nei quarti arriva a due punti dalla sconfitta contro una ritrovata Zheng Qiwen e si qualifica per le semifinali, che significa assicurarsi la matematica certezza della prima posizione mondiale (30esima n.1 del mondo dell’Era Open), indipendentemente da quanto possano fare le altre. Ma non si accontenta Elena: in semifinale recupera un set di svantaggio a Gauff ed in finale dà un altro enorme dispiacere a Sabalenka, bi-campionessa in carica, assicurandosi il trofeo dello Us Open, terzo titolo Slam in carriera.
Con la qualificazione alle WTA Finals di Indian Wells già in tasca Rybakina - che rinuncia alla BJK Cup Finals di Shenzhen per il riacutizzarsi del fastidio al tendine d’Achille - affronta lo swing asiatico che inizia con un’eliminazione al secondo turno (per lei l’esordio) a Pechino contro l’armena Charaeva e prosegue con il forfait a Wuhan.
Ma rientra a Ningbo dove in finale batte in due set con poca storia Leylah Fernandez confermando il titolo conquistato 12 mesi prima.
Ora non le resta che confermare, stavolta ad Indian Wells, che la “maestra” è ancora lei. E chiudere l’anno da regina.
Partecipazioni: quarta
Risultati singolare: vittoria 2025, round robin 2024 e 2023
W-L singolare: 7-4
Quarta qualificazione consecutiva per Elena all’evento conclusivo del circuito WTA. Va detto che nel 2022 poi, pur vincendo Wimbledon, Elena non era nemmeno riuscita ad abbattere il muro delle top ten perché i “The Championships” non assegnavano punti per la classifica mondiale (vista la decisione della Federazione britannica di escludere tennisti russi e bielorussi). Ed aveva chiuso l’anno fuori dalle top 20 non potendo così beneficiare della regola che promuove alle Finals la vincitrice di uno Slam puché comunque classificato tra l’ottavo ed il ventesimo posto.
Rybakina debutta alle Finals nel 2023 a Cancun, in Messico, uscendo di scena nei round robin: dopo aver battuto Maria Sakkari perde infatti sia contro Jessica Pegula che contro Aryna Sabalenka.
Nel 2024 a Riyad, in Arabia Saudita, non fa meglio: dopo aver ceduto in due set sia a Jasmine Paolini che a Zheng Qinwen, nell’ultima giornata supera in tre set Aryna Sabalenka ma non basta per evitare l’eliminazione.
Nel 2025 sempre a Riyad, si trasforma in un rullo compressore: mette in fila Amanda Anisimova, Iga Swiatek ed Ekaterina Alexandrova nei round robin, rimonta un set di svantaggio a Jessica Pegula in semifinale e poi completa l’opera superando in finale in due set la numero uno del mondo Aryna Sabalenka. Presagio di un futuro “colpo di stato”.