Nel “1000” sul cemento degli Emirati Arabi Uniti Jessica dimostra di saper usare la testa e di aspettare il momento giusto. Nell’altra semifinale l’ucraina vince la maratona con Gauff
di Tiziana Tricarico | 20 febbraio 2026
La differenza la fanno la testa e la capacità di leggere la partita, e nel tennis femminile ancora di più. E Jessica Pegula ha dimostrato ancora una volta di essere dotata di entrambe, raggiungendo per la prima volta la finale al “Duty Free Tennis Championships”, secondo torneo WTA 10000 in stagione con un montepremi di 4.088.221 dollari, che si sta disputando sul cemento di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e che è trasmesso in diretta da SuperTennis, SuperTenniX e SuperTennis Plus.
In semifinale la 31enne di Buffalo, n.5 del ranking e 4 del seeding, si è aggiudicata in rimonta per 16 64 63, dopo oltre due ore di lotta, il derby a stelle e strisce contro Amanda Anisimova, n.6 WTA e seconda testa di serie. Pegula - rientrata a Dubai dopo una ventina di giorni pausa seguiti alla bella semifinale raggiunta all’Australian Open (persa contro Rybakina, poi vincitrice del titolo) - si è ritrovata sotto di un set e 3-1 nel secondo (peraltro rischiando anche un doppio break) ma è riuscita a far girare il match imponendosi per la quinta volta in altrettanti confronti con la 24enne di Frehold, New Jersey.
“All'inizio del terzo set, il punteggio era 1-1 - ha raccontato poi Jessica in conferenza stampa -. Ho guardato il mio allenatore e gli ho detto: ‘Sono solo felice di essere ancora qui’. Lei stava giocando un tennis incredibile e io ero un po' lenta. E quando sei lenta con Amanda, lei può davvero spazzarti via dal campo, ed è quello che stava facendo”. Non c'è stato un singolo punto di svolta: Pegula è riuscita a rimontare gradualmente, lavorando game dopo game.

Per analizzare meglio la partita, ecco i momenti chiave. Sul 61 20 Anisimova sembrava invincibile quando ha tirato un passante di rovescio - probabilmente il suo miglior colpo della partita - per procurarsi la chance del doppio break ma non è riuscita a mettere in campo la risposta e poi nel punto successivo ha mandato in rete un facile diritto in recupero su un drop-shot sbagliato da Pegula, che è riuscita a salvarsi portando a casa il turno di battuta (2-1). Anisimova sembrava poi aver evitato il peggio quando nel game successivo ha tenuto il servizio recuperando da 0-40 (3-1).
Pian piano, però, Pegula ha iniziato a provocare errori al volo da parte della sua avversaria con lob difensivi altissimi e a disturbare i tempi di Anisimova con slice difensivi. Dal 4-3 per Amanda nel secondo set, Jessica le ha inflitto un parziale di sette giochi ad uno ritrovandosi con un discreto vantaggio nella frazione decisiva (4-1). E la partita in pratica è finita lì. Curiosamente con un andamento che ha rispecchiato parecchio il quarto tra Anisimova e Andreeva di mercoledì.
A proposito della supremazia nei testa a testa su Anisimova, ha modestamente affermato di essere perplessa Pegula: “È stato un incontro davvero difficile - ha detto - ogni volta con lei è una battaglia. La chiave? Penso di riuscire a tenerla a distanza. Riesco a colpire palle basse e piatte, impedendole di prepararsi e di tirare i suoi colpi potenti, che sono il suo punto forte. Cerco di sfruttare al meglio questa mia capacità e poi aggiungo un po' di varietà, cambiando le cose. Abbiamo avuto molti scambi al cardiopalma, e per lo più sono andati a mio favore. Quindi è andata bene".
Sabato Pegula si giocherà il titolo con l’ucraina Elina Svitolina, n.9 del ranking e 7 del seeding, che ha eliminato per 64 67(13) 64, al termine di una maratona di oltre tre ore chiusa solo al sesto match-point (ne aveva mancati quattro nel tie-break più lungo del 2026), la statunitense Coco Gauff, n.4 del ranking e 3 del seeding. Pegula è avanti 5-3 nel bilancio dei precedenti con Svitolina, che però ha vinto il più recente, disputato negli ottavi ad Indian Wells lo scorso anno.
“Sono senza parole dopo questa partita - ha detto la 31enne di Odessa nell'intervista in campo -. Ho cercato davvero di dare tutto, ho giocato come se non ci fosse un domani, cercando di impegnarmi al massimo. Grazie mille per tutto il vostro sostegno. È davvero speciale essere di nuovo in finale qui dopo alcuni anni e avere un'altra possibilità di sollevare quel bellissimo trofeo".
Per Elina, campionessa a Dubai nel 2017 e nel 2018, infatti, non è solo la sua prima finale negli Emirati Arabi Uniti in otto anni, ma anche la sua prima finale WTA 1000 in assoluto. Dall'introduzione del format (2009), Svitolina detiene ora il record di intervallo più lungo tra due finali da “1000”: 7 anni e 277 giorni tra Roma 2018 e Dubai 2026.
Per mettere in bacheca il suo 20esimo trofeo - sarebbe il secondo in questo 2026 per lei che ha già vinto ad Auckland - l’ucraina deve superare Pegula: “Conosciamo bene il gioco l'una dell'altra, ci siamo affrontate già diverse volte. Per me, ad essere sincera, ora è importante recuperare perché sarà un'altra partita molto impegnativa dal punto di vista fisico. Qui, date le condizioni, devi davvero fare affidamento sulla tua forma fisica. Un'altra finale: per me è un bel momento, un'altra occasione per raccogliere questa sfida".

Per Elina, però, non è stato facile arrivare in fondo a Dubai. In avvio di partita Gauff ha colpito per prima, portandosi in vantaggio per 3-1 nel primo set, ma Svitolina non ha perso tempo e ha subito recuperato portandosi sul 3-2. È stato il primo segnale di un andamento che avrebbe caratterizzato tre set molto combattuti, in cui nessuna delle due giocatrici è mai riuscita a staccare davvero dall'altra. La prima svolta importante è arrivata sul 4 pari. Dopo che Coco aveva annullato due palle-break, sulla terza Elina ha tirato un diritto lungolinea vincente. Poco dopo, un errore in lunghezza del diritto della statunitense ha permesso all’ucraina di assicurarsi il 6-4.
Il secondo set è stato davvero avvincente. Svitolina ha centrato il break che le è valso l'1-0, Gauff ha messo a segno il contro-break nel quarto gioco per il 2-2. Le due si sono scambiate un altro paio di break prima di stabilizzarsi su una serie di servizi vincenti che hanno reso inevitabile il tie-break, che si è rivelato il più lungo del WTA Tour in questo 2026: 28 punti totali, 7 cambi di leadership, 5 set-point per Coco (che ne aveva avuti altri due, in risposta, nel dodicesimo gioco), 4 match-point per Elina. Alla fine, la brillantezza di Gauff sotto rete ha fatto la differenza.
Sfortunatamente per la 21enne di Delray Beach il terzo set ha seguito molto da vicino il copione del primo. L’americana ha strappato il servizio per portarsi sull'1-0, ma l’ucraina ha recuperato subito (1-1). Le due giocatrici hanno mantenuto i rispettivi turni di battuta fino al nono game, quando Svitolina è riuscita a tenere il turno di battuta annullando due palle-break dopo ben 20 punti (il game più lungo dell’incontro, tie-break escluso) e salendo 5-4 sull’ennesimo errore di diritto (largo) di Coco. E poco dopo ancora un diritto, stavolta in rete, ha consegnato a Svitolina la vittoria Elina ha lasciato cadere la racchetta, sopraffatta dall'emozione. Poi ha scritto sull'obiettivo della telecamera: “Combatti come l'Ucraina”.