Senza pause, soggette alla spada di Damocle della classifica le giocatrici gettano la spugna nel dopo Melbourne. Il WTA Tour affida alla star statunitense un ruolo decisivo nel nuovo organo che deve equilibrare i diritti anche degli organizzatori dei tornei
di Vincenzo Martucci | 18 febbraio 2026
Forse, come tutte le catastrofi, anche quella di Dubai si poteva evitare. Forse non era necessario che ben 22 giocatrici decapitassero in modo così eclatante il torneo fra rinunce e ritiri nei primi due turni. Forse si poteva agire prima sul calendario post-Australian Open, davanti a una prevedibile situazione di stress psico-fisico delle protagoniste. E forse l’utilizzo in prima persona di una una tennista istruita, illuminata, e impegnata come Jessica Pegula significa tantissimo e tanto ancora significherà nel futuro al vertice dirigenziale del massimo organismo che regola il tennis professionistico, sempre di forte impronta USA.
Per certo, fa scalpore quell’elenco con la rinuncia prima del via di Sabalenka, Swiatek, Mboko, Muchova, Osaka, Keys, Zheng, Kostyuk, Wang, Sakkari, Kessler, Boisson, Vondrousova, Kudermetova, Lys, con l’aggravio della rinuncia a torneo in corso di Cocciaretto (dopo le qualificazioni) e di Krejcikova e Kasatkina (dopo il primo turno), col ritiro di Baptiste (al primo turno), quello di Bejlek, Seidel e Badosa (al secondo turno). Un vero e proprio terremoto che rischia di lasciare strascichi nelle atlete all’alba della stagione appena iniziata.
Tennis, glamour, and a night to remember ???
— Dubai Tennis Champs (@DDFTennis) February 16, 2026
The 2026 @wta Players’ Party sets the stage for an incredible week at the Dubai Duty Free Tennis Championships. pic.twitter.com/bQZufOyiHz