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Da Errani-Paolini a Bolelli-Vavassori, quando il doppio esalta e unisce, e quando migliora un tennista

Il gioco di coppia rimette in carreggiata carriere che in singolare sembravano finite, o quantomeno seriamente compromesse per mille motivi. Roma apre una finestra su questa interessante realtà

di | 16 maggio 2026

Sara Errani e Jasmine Paolini (foto FITP)

Sara Errani e Jasmine Paolini (foto FITP)

Aiuto, condanna o salvezza? Il doppio, al di là dei premi che elargisce, comunque importanti, è interpretabile nella sua funzione. Gli Internazionali d’Italia hanno proposto situazioni differenti ma ugualmente interessanti. Che, comunque, hanno lasciato qualche spiraglio ad una risposta definitiva al quesito, portandoci nel limbo del dubbio. Tra giocatori che hanno risultati altalenanti o limitati in singolare, ma nel specialità in tandem trovano continuità, fiducia e persino una carriera di alto livello. A volte in coppia si salva una carriera, altre volte si valorizzano caratteristiche che nel singolare non bastano per stare stabilmente al top.  Come vediamo a Roma, agli Internazionali d’Italia.

Diana Shnaider e Mirra Andreeva (foto FITP)

Diana Shnaider e Mirra Andreeva (foto FITP)

CASO ANDREEVA
Partiamo dalle donne e dalla star annunciata del futuro, Mirra Andreeva che, a 19 anni, viziata dagli esaltanti risultati da junior e dai primi eclatanti fuochi da pro, si sente stretta nella situazione di stallo che sta vivendo, fra sconfitte inattese e rocambolesche, delusioni, frustrazioni, momenti psicologici delicati e peccati d’inesperienza. Il numero 7 del mondo non le basta, aspira al primato come l’altra grande siberiana, Maria Sharapova. Ma intanto si consola col doppio, insieme all’amica del cuore Diana Shnaider, affinando anche il gioco a rete - che in singolare è un buco nero troppo grave - da accompagnare alle geometrie alle accelerazioni da fondo che cha già nella faretra.

Del resto anche la partner abituale, la connazionale russa più anziana di 3 anni, non è propriamente felice del ranking in singolare di numero 20 ma, malgrado l’apporto di coach Sasha Bajin, non riesce a migliorarsi nei limiti di duttilità e di varietà che l’affliggono. Per cui anche per lei il doppio diventa un limbo, magari asfissiante, ma comunque utile e a tempo.

Jessica Pegula in azione (foto FITP)

Jessica Pegula in azione (foto FITP)

PEGULA ECCEZIONE
Che cosa ha spinto la numero 5 WTA di singolare, la statunitense Jessica Pegula, ancora con grandi ambizioni d’élite, anche se la terra rossa non è propriamente la sua superficie, a disputare anche il doppio insieme all’australiana, Storm Sanders, sposata Hunter? A parte la vicinanza d’età e quindi anche la lunga frequentazione sul Tour, per Pegula, avere accanto una doppista pura - numero 1 del mondo tre anni fa - è molto utile perché la compagna copre benissimo la rete, serve bene, da mancina, ha gli automatismi giusti, e regge i ritmi e le geometrie del doppio moderno. Così Jessica può continuare a giocare qualche torneo di coppia senza dover investire tutta l’energia mentale e tattica che serviva con una compagna fissa e molto più impegnativa come Coco Gauff.

Così ha anche meno pressioni mediatici di quelle inevitabili con accanto l’erede delle sorelle Williams, ed è meno vincolata dall’impegno. Perché, in caso di un torneo di singolare troppo pressante, in parallelo, la Hunter le concede serenamente il nulla osta per la rinuncia in doppio. Da parte sua, l’australiana, dopo uno stop per infortunio, stava cercando partnership importanti per rientrare stabilmente nel top-level, quindi l’incastro con Pegula era abbastanza naturale.

L'abbraccio tra Jasmine Paolini e Sara Errani (foto FITP)

L'abbraccio tra Jasmine Paolini e Sara Errani (foto FITP)

ERRANI & PAOLINI
Al Foro Italico le difficoltà del momento di Jasmine hanno convinto la coppia d’oro olimpica di Parigi 2024 al ritiro dal torneo perché la finalista di due Slam e regina uscente di Roma potesse rimettersi al meglio in vista di Parigi. Ma per la toscana, come per la Errani, il doppio è salvifico. Per Jas, perché il gioco in tandem ha affinato tanti colpi, dal servizio alla risposta, dalla rete alla posizione in campo, per Sara, perché, dopo la prima, importante, esperienza con Roberta Vinci, la nuova avventura le ha dato la spinta per una seconda carriera di vertice, con soddisfazioni anche più eclatanti. Vista anche l’età. E comunque è giusto che non disperda la sua enorme esperienza e le grandi qualità.

Katerina Siniakova e Taylor Townsend (foto FITP)

Katerina Siniakova e Taylor Townsend (foto FITP)

SINIAKOVA & TOWNSEND
La teoria del doppio che ti salva la vita vale sicuramente per le singolariste imperfette Siniakova e Townsend, stoppate da limiti atletici e caratteriali nel tennis individuale, a dispetto di qualità tecniche notevoli che possono esprimere compiutamente in coppia. Come dimostrano i risultati e la classifica della ceca e della statunitense.

Simone Bolelli e Andrea Vavassori (foto FITP)

Simone Bolelli e Andrea Vavassori (foto FITP)

BOLELLI & VAVASSORI
Idem per Simone Bolelli e Andrea Vavassori. Con il bolognese che è stato davvero sfortunato quando stava per decollare con le sue grandi possibilità in singolare, ma prima con Fabio Fogjini e poi con Wave ha trovato una sua realizzazione nello sport dove eccelle. E si sta prendendo le grandi soddisfazioni che merita, integrando alla perfezioni le sue peculiarità tecniche con quelle atletiche di Vava.

Bole ha rinuncia definitivamente al singolare e a 41 anni stupisce il mondo per come interpreta la specialità e per come è reattivo e in ottime condizioni fisiche; Andrea, a sua volta, potrebbe pure “stare a livello di top 60”, come suggerisce il papà-allenatore di entrambe, Davide, ma c’è il rischio che a giocare entrambe i circuiti il motore non s’ingolfi come nei casi di Purcell e di Thompson.  

MIGLIORAMENTI
Molti sono i casi di singolaristi che devo ringraziare il doppio, in passato Jarryd e Stepanek, ad esempio,  sono nati dalla specialità in tandem e poi hanno avuto ottimi risultati anche nell’individuale.

Alex de Minaur, giocando in doppio ha molto migliorato in singolare: volée, lettura tattica, risposta.

Coco Gauff che ha avuto periodi molto altalenanti in singolare, soprattutto tecnicamente, deve ringraziare il doppio con Jessica Pegula le ha dato fiducia, varietà, capacità in avanzamento, miglior gioco di volo. Oltre ad aiutarla a restare competitiva mentre sistemava il tennis da singolarista.

La lista sarebbe infinita. E, se trovate un nome che non vi dice granché, guardatevi qualche suo scambio su You Tube per capire perché è protagonista ad alto livello.

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