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“Ho visto dei commenti, non su Twitter, perché sono in pausa da un po’, è un ambiente un po’ tossico, ma su Threads, dove dicevano che dovrei venire più spesso a rete. Ed è vero. È qualcosa che alleniamo tanto"
24 marzo 2026
Coco Gauff in ripresa? Forse è ancora presto per dirlo, ma intanto l'americana continua il suo percorso al Miami Open, conquistando per la prima volta i quarti di finale in casa dopo una battaglia complessa contro la rumena Sorana Cirstea. “È stata una buona giornata, anche se il match è cambiato velocemente più volte. Avevo tanto slancio positivo in avvio, poi la situazione si è ribaltata, ma questo è il tennis. Sto imparando proprio da questi momenti, da come restare ancorata al confronto anche quando tutto si complica. Sorana è una grande giocatrice, sta vivendo una stagione molto positiva e non ha nulla da perdere, quindi sapevo che non sarebbe stato facile”.
Gauff ha dovuto affrontare non solo una rivale insidiosa, ma anche una lunga interruzione della partita per un malore sugli spalti. “È stato un momento difficile. Sono contenta di aver saputo che la persona sta bene, perché da dove eravamo noi sembrava una situazione seria. C’è stata un’attesa abbastanza lunga, credo una decina di minuti, e non vedevo arrivare subito l’assistenza. La mia fisioterapista è stata tra le prime ad intervenire. Poi ci hanno detto che si trattava di un problema alla gamba e che era svenuta per lo shock. Sono davvero sollevata che stia bene”.
In campo, la statunitense ha dimostrato una solidità mentale diversa rispetto al passato recente, soprattutto a Miami, torneo che negli anni precedenti le aveva riservato più difficoltà che soddisfazioni. “Le altre volte qui ho avuto partite complicate e forse mentalmente non ero sempre presente. Quest’anno invece il mio obiettivo era restare dentro al match in ogni momento. Non importa come vinci, ma restare lì. E forse è giusto che per arrivare ai quarti io abbia dovuto lavorare così tanto”.
Un percorso costruito anche attraverso aggiustamenti tecnici e tattici, come la maggiore propensione a prendere la rete, un aspetto del suo gioco che lei stessa ammette di dover sfruttare di più. “Ho visto dei commenti – non su Twitter (X, ndr), perché sono in pausa da un po’, è un ambiente un po’ tossico – ma su Threads, dove dicevano che dovrei venire più spesso a rete. Ed è vero. È qualcosa che alleniamo tanto, i miei coach mi spingono a farlo. In partita a volte devi solo ricordarti quello che sai fare e fidarti. Non sono la miglior volleatrice del circuito, ma nemmeno la peggiore. E spesso la volée è il colpo più semplice, perché non hai tempo di pensare troppo”.
Proprio la gestione mentale, tra campo e vita digitale, è uno dei temi su cui Gauff sta lavorando di più. La scelta di allontanarsi temporaneamente da alcune piattaforme social nasce da un’esigenza precisa. “Sono in pausa da Twitter da un mese o due. È un ambiente che può diventare negativo. Preferisco concentrarmi su altro e mantenere una certa leggerezza. Penso che sia importante trovare un equilibrio”. Tornando al campo, sul servizio, uno dei fondamentali più osservati del suo gioco, Coco è consapevole di dover migliorare, soprattutto nella gestione del lancio di palla. “Ho visto quel grafico sul lancio di palla, e sì, è qualcosa su cui sto lavorando. Vorrei essere più costante, arrivare a un livello come quello di Rybakina, che è incredibilmente precisa. Ma in partita, sotto pressione, a volte pensi solo a mettere la palla in campo. È un equilibrio tra ciò che provi in allenamento e ciò che senti naturale in gara”.
Nel tennis moderno, sempre più orientato ai dati, la statunitense preferisce mantenere un approccio equilibrato anche all’analisi statistica. “Le statistiche sono importanti, ma cerco di non entrare troppo nei dettagli. I miei coach lavorano molto su questo e mi danno le informazioni giuste. Io preferisco avere indicazioni chiare, come le direzioni di servizio dell’avversaria, ma senza complicarmi troppo la testa. A volte i numeri non raccontano tutto, perché ogni partita è diversa”.
Ora nei quarti di finale affronterà Belinda Bencic, un’altra sfida ad alto livello. “Contro di lei abbiamo giocato di recente ed è stata una partita dura, finita al terzo set. Sta giocando molto bene, ha grande esperienza e può vincere qualsiasi torneo. A questo punto della competizione è quello che ti aspetti: partite difficili, avversarie forti. Devi solo farti trovare pronta”.