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Wta

Mirra è tornata. Diventerà grande per davvero?

Tra continui alti e bassi, la russa ha conquistato due titoli Wta 500 nei primi tre mesi e mezzo del 2026, confermandosi tra le prime dieci del mondo. Il focus, adesso, deve ricadere sui Major

16 aprile 2026

Un primo piano di Mirra Andreeva (foto Getty Images)

Un primo piano di Mirra Andreeva (foto Getty Images)

Con due titoli vinti nei primi tre mesi e mezzo della stagione, Mirra Andreeva è riuscita a confermarsi nella Top-10 del ranking mondiale. La vittoria ad Adelaide a gennaio, giunta al termine di un percorso impeccabile chiuso con un massimo di cinque giochi persi nella stessa partita - nella semifinale vinta 6-3 6-2 contro la connazionale Diana Shnaider -, è stata seguita dalla più recente affermazione sulla terra battuta indoor di Linz, dove la 18enne di Krasnojarsk ha incontrato più difficoltà nel suo cammino, riuscendo a far suo il torneo Wta 500 austriaco grazie alla splendida rimonta operata in finale su Anastasia Potapova (1-6 6-4 6-3).

Stabile tra le prime dieci del mondo da oltre un anno - ha fatto il suo rientro in questo range di classifica nel marzo 2025, dopo la vittoria a Indian Wells, e da quel momento non vi è più uscita - Mirra Andreeva è all’apparenza una delle giocatrici più preparate, anche in prospettiva, per arrivare a insidiare le prime posizioni occupate dalle ‘solite note’ Sabalenka, Rybakina, Swiatek e Gauff.

Quel che ogni tanto le viene meno, però, è la continuità dal punto di vista mentale, la capacità di sapersi rialzare velocemente dopo momenti difficili o di inanellare vittorie importanti con costanza. È questo, di fatto, ciò che sta facendo una gran differenza là davanti, con Aryna Sabalenka - in particolare - che sotto questo aspetto sembra su un altro livello rispetto alla russa.

Martinez e Andreeva, la strana coppia

Martinez e Andreeva, la strana coppia

Anche nelle prime apparizioni stagionali, fatta eccezione per le cavalcate vincenti di Adelaide e Linz, non sono mancati i passaggi a vuoto nel percorso di Andreeva, uscita prematuramente agli Australian Open - battuta in due rapidi set agli ottavi da Elina Svitolina - e in tutti e quattro i Wta 1000 successivi al torneo di Melbourne, con un solo quarto di finale raggiunto a Dubai. La sfuriata al termine della partita persa al terzo turno di Indian Wells contro la ceca Katerina Siniakova ha messo in luce tutti i limiti caratteriali che Andreeva si porta dietro ormai da diverse stagioni e che, inevitabilmente, la stanno condizionando nella rincorsa al vertice. “Ce l’avevo con me stessa - spiegò la russa in conferenza stampa, interpellata a proposito degli insulti apparentemente rivolti al pubblico al momento dell’uscita dal campo -. Quando perdo mi arrabbio molto, quello sfogo era rivolto a me: la mia è stata soltanto un’esplosione di rabbia per come sono andate le cose”.

Il blackout improvviso in cui si è ritrovata Andreeva a Indian Wells rispecchia un po’ il percorso della russa da diverse stagioni a questa parte. Sebbene abbia già collezionato cinque successi nel circuito maggiore e fatto registrare una semifinale Slam, nel 2024 al Roland Garros, Andreeva continua a dare l’impressione di non essere ancora riuscita a esprimere pienamente le proprie potenzialità. Rispetto all’attuale nona posizione, il best ranking al numero cinque del mondo - raggiunto nel luglio dello scorso anno - appare senza dubbio più consono alle qualità di una giocatrice dotata di un tennis in grado di mettere in seria difficoltà le ‘big’. E, a tal proposito, non è un caso che sei delle dieci vittorie da lei ottenute in carriera contro Top-10 siano arrivate contro Sabalenka, Rybakina e Swiatek, tutte sconfitte per due volte.

L'esultanza di Mirra Andreeva (Getty Images)

L'esultanza di Mirra Andreeva (Getty Images)

Che la pressione possa talvolta arrivare a giocarle brutti scherzi è anche normale, considerando che la russa - in pianta stabile nel circuito da oltre tre stagioni - resta comunque una giocatrice di soli diciotto anni. A contribuire all’incremento delle aspettative sulla classe 2007 sono state le affermazioni dello scorso anno nei ‘1000’ di Dubai e Indian Wells. “Dopo aver vinto quei due tornei - disse Andreeva in un’intervista -, la gente si aspettava che potessi vincere tutto. Non avevo mai vissuto una situazione analoga, ma ora so cosa si prova e anche che saper convivere con tutto questo fa parte del processo di crescita di una tennista”.

Adesso mi sento più preparata - spiegò la russa all’inizio di questa stagione -, ho capito come gestire la pressione che c’è su di me e a non prestare attenzione a ciò che dicono gli altri. Affronto i vari tornei con la stessa mentalità che mi ha portato a vincere qualche titolo. Non voglio impormi di dover vincere uno Slam per essere una giocatrice di successo. Mi godo i momenti e do il massimo in ogni partita, poi vedrò cosa mi riserverà la vita”.

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