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Domani alle ore 11:00 italiane è in programma il debutto delle azzurre contro la Cina: "Match durissimo ma noi in questi casi riusciamo sempre a trovare delle energie speciali".
Francesca Paoletti, da Shenzhen (Cina) | 23 settembre 2026
5 titoli in bacheca (sui 6 complessivi vinti dall’Italia nella storia della competizione); record-woman per numero di tie disputati (28) e record-woman per numero di vittorie (30, di cui 16 in singolare e 14 in doppio).
La Capitana la definisce una ‘pietra miliare’ del gruppo azzurro; le giovani avversarie la scrutano con lo sguardo di chi vede passare una leggenda di questo sport; le altre quattro tenniste convocate in azzurro la ascoltano come un oracolo. Sara Errani è un pezzo di storia di questa competizione: dal debutto, datato 2008, ai trionfi del 2009, 2010, 2013, 2024 e 2025. Sempre da protagonista.
2008-2026, una vita in azzurro. Ne è passato di tempo dalla prima convocazione…
“Ne è passato un bel po’, ne sono successe tante e mi sono divertita tantissimo. Tante edizioni, tante emozioni, tante vittorie…”.
Da giocatrice con maggiore esperienza nel Team Italia, ci spiega cosa vuol dire giocare questa competizione? L’ha vissuta in fasi diverse della sua vita, accompagnando il ricambio generazionale del tennis italiano…
“Per me è sempre stata una settimana molto speciale. È tutto un po’ diverso dal giocare i tornei del circuito, tutti i giorni: qui si avverte una responsabilità diversa, una energia diversa. Giocare con la maglia azzurra è sempre stato un onore, un privilegio e anche un sogno. In Fed Cup prima, in Billie Jean King Cup poi, e anche alle Olimpiadi… è sempre speciale”.
Quali sono stati i momenti più belli che ha vissuto in Fed Cup / Billie Jean King Cup, e non ci riferiamo necessariamente alle vittorie?
“Sicuramente i momenti condivisi con la squadra fuori dal campo. Nei tornei, nel corso della stagione, non siamo abituate a passare del tempo con un team e uno staff medico che ci tiene d’occhio e si prende cura di noi. Ci si diverte, e questo è un aspetto fondamentale. Fin dai tempi di Flavia, Schiavo e Roby, ricordo che giocavamo tantissimo a burraco. Alla fine, probabilmente ci si ricorda di più di quei momenti: condividere le emozioni, parlare, giocare... oltre ovviamente alle vittorie”.
Siamo a poche ore dal debutto dell’Italia in queste Finals 2026. La Cina, pericolosissima già di per sé, questa volta può contare su Qinwen Zheng. Una ragazza fortissima, tornata a giocare al meglio proprio nelle ultime settimane a New York.
“Sarà durissima, contro la Cina, in casa loro e con tutto il tifo contro. Però ogni anno ci sono stati match tosti, e noi in questi casi siamo sempre riuscite a trovare delle energie speciali. Faremo del nostro meglio, dobbiamo essere preparate a tutto. Giocheremo con il cuore, come abbiamo sempre fatto”.
Al di là degli aspetti tecnici e del grande talento che vi caratterizza, qual è la vera forza di questa squadra?
“Noi italiane siamo propense a giocare per la Nazionale, ci teniamo tantissimo. Rispetto ad altre nazioni, ho l’impressione che noi affrontiamo questa competizione con delle energie supplementari. È come se giocare per il nostro Paese ci permettesse di dare qualcosa in più. Penso sia un’abilità che accomuna un po’ tutti gli atleti italiani, riusciamo a rendere bene in questi contesti. Poi, ovviamente, ogni partita è a sé ma noi questa qualità l’abbiamo”.
Diciamo che… accade sempre qualcosa di speciale quando giocate per la Nazionale.
“Sì, ognuna a modo suo riesce sempre a esprimersi al meglio. Difficilmente ci sono state brutte partite da parte delle ragazze dell’Italia; riusciamo sempre a dare tutto quello che abbiamo dentro: può andare bene o male, ma quando indossiamo l’azzurro giochiamo con uno spirito diverso”.