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World Tennis

Shenzhen, come un salto nel futuro!

Per il secondo anno consecutivo la città cinese ospita le BJK Cup Finals. Martedì aprono Rep. Ceca-Gran Bretagna; mercoledì Spagna-Kazakhstan; giovedì Ucraina-Belgio e Italia-Cina

| 20 settembre 2026

Lo Shenzhen Bay Sports Center (foto Billie Jean King Cup web site)

Lo Shenzhen Bay Sports Center (foto Billie Jean King Cup web site)

Lo chiamano ‘Spring Cocoon’; un bozzolo di primavera, immerso tra i grattacieli multiforme e avveniristici di Shenzhen. Per il secondo anno consecutivo, lo Shenzhen Bay Sports Center è sede delle Billie Jean King Cup Finals; lo chiamano così per la sua forma e, a proposito di Cocoon… ricorderete il film… beh, qui transitano solo giovani e giovanissimi. All’interno della struttura ci sono, infatti, una cittadella dello sport e una della musica: nuoto, scherma, boxe, basket, accanto a teatri e scuole di musica per i più giovani. 
 
Sfrecciano veloci, e anche decisamente disordinai, sugli scooter – rigorosamente elettrici – che affollano le strade della città e raggiungono il palazzetto polivalente per la loro ora di lezione; chi con la sacca della palestra, chi con guantoni e racchette, chi con le fodere delle armi, chi con la custodia degli strumenti musicali.
Shenzhen è la città dell’elettronica, una delle potenze tecnologiche del pianeta e la popolazione supera largamente i 13 milioni di abitanti. Lo skyline è sensazionale, il futuro qui è già arrivato, e fa impressione pensare che fino a 40 anni fa qui c’era solo un immenso villaggio di pescatori; ostriche e perle hanno lasciato il posto all’hardware.
 
La Silicon Valley cinese, a due passi a Hong Kong, che in questa ultima parte di settembre si trasforma per accogliere la prestigiosa competizione del tennis femminile inaugurata nel 1963 (nota inizialmente come Federation Cup, rinominata poi Fed Cup e, dal 2020, intitolata alla grande BJK, ndr).  
Lo skyline di Shenzhen (foto Getty Imagers)

Lo skyline di Shenzhen (foto Getty Imagers)

I numeri e la tecnologia aiutano il tennis moderno, ma per una settimana saranno le emozioni a guidare la racchetta delle quaranta tenniste convocate. Gli allenamenti sono appena iniziati; sul Campo Centrale ci sono le sofisticate britanniche, mentre accanto alle tribune le spagnole si scaldano e salutano la loro leggenda Conchita Martinez, qui in veste di Direttrice del Torneo. Sui tre campi practice c’è l’orgogliosa macchia azzurra delle bi-campionesse in carica – oggi primo allenamento a Shenzhen per Jasmine, Sara, Lucia, Elisabetta e Tyra - e accanto le talento-centriche della Repubblica Ceca; in palestra le kazake sulla cyclette, le belghe a fare stretching, l’Ucraina sul tapis roulant e le padrone di casa della Cina a raccolta intorno al capitano.
 
Otto nazioni, otto bandiere. Le maglie colorate si alternano sui campi in carpet indoor della struttura cinese; intanto, appena fuori dai cancelli, cominciano a sostare gli appassionati, a caccia di selfie e autografi. Per una settimana il talento delle giocatrici e il calore dei fan cinesi trasformeranno questo angolo del mondo: cuore, sudore... e un trofeo che ha il potere di trasformare i lineamenti di una carriera.
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