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Per la Corea del Sud, che ha disputato la fase a gironi delle Finals nel 2022 e nel 2023, si tratterebbe di una storica prima volta ai quarti di finale, non essendosi mai spinta tra le migliori otto. Per l’India, invece, sarebbe un ritorno ai quarti a trent’anni esatti dall’ultima volta
Lorenzo Carini | 17 settembre 2026
Tra i sette spareggi di Coppa Davis in programma nel fine settimana, ce n’è forse uno che cattura l’attenzione più degli altri. Non ci sarà alcun attuale Top-100 all’Olympic Park Tennis Center di Seoul, ma non mancheranno i motivi d’interesse attorno alla sfida tra Corea del Sud e India, avversarie per la dodicesima volta nella storia in un confronto che metterà in palio un posto alle Finals di novembre a Bologna. La squadra vincitrice diventerà la prima proveniente dal continente asiatico a raggiungere i quarti di finale della competizione dall’introduzione della Final Eight nel 2022.
Per la Corea del Sud, che ha disputato la fase a gironi delle Finals nel 2022 e nel 2023, si tratterebbe di una storica prima volta ai quarti di finale, non essendosi mai spinta tra le migliori otto. Per l’India, invece, sarebbe un ritorno ai quarti a trent’anni esatti dall’ultima volta: era il 1996 quando la selezione indiana perse 5-0 in casa contro la Svezia di Thomas Enqvist e Jonas Bjorkman, dopo aver battuto l’Olanda nel turno precedente. Archiviate diverse stagioni trascorse tra World Group I e World Group II, con tanto di alcuni affascinanti sfide giocate sull’erba sia in casa (nel 2022 contro la Danimarca) che in trasferta (nel 2024 con il Pakistan), l’India si è regalata una nuova opportunità nel turno dei Qualifiers - dove mancava dal 2020 - superando Togo e Svizzera, per poi passare anche il primo turno ai danni dell’Olanda.
Corea del Sud e India arrivano a questo appuntamento attraverso percorsi differenti, ma entrambe hanno la volontà di arrivare a occupare uno spazio di rilievo nel tennis internazionale. La Corea del Sud ha vissuto il momento più alto della propria storia recente grazie a Hyeon Chung, una delle più grandi promesse degli ultimi tempi, semifinalista agli Australian Open 2018 e capace nello stesso anno di raggiungere il numero 19 del ranking Atp. Sprofondato in un lungo calvario a causa di infortuni che ne hanno condizionato la carriera, costringendolo a restare fermo per oltre due anni, è uscito dalla Top-500 e ora sta provando a rimettersi in mostra nel circuito minore.
I sudcoreani Nam (a sinistra) e Song
Chi lo affiancherà a Seoul sarà Soonwoo Kwon, numero 157 Atp ma con un passato a ridosso della Top-50 nel 2021. Vincitore di due titoli Atp in carriera, nel gennaio 2025 ha iniziato i diciotto mesi di servizio militare obbligatorio, ottenendo comunque alcune esenzioni per disputare tornei Challenger e Itf nel continente asiatico. In questa stagione ha eguagliato il suo miglior risultato in carriera a Wimbledon, bissando il secondo turno già centrato cinque anni fa. A completare la squadra saranno Seongchan Hong, anche lui reduce dal servizio militare, e i doppisti Jisung Nam e Uisung Park, i migliori interpreti della specialità a disposizione del capitano Jong-Sam Chung.
Oltre al fattore campo, la Corea del Sud potrà contare anche sui precedenti favorevoli con l’India (6-5), pur avendo perso nettamente l’ultima sfida giocata nel 2016 sull’erba di Chandigarh (4-1). Proprio per questo motivo, unito alla qualità media del roster di cui potrà disporre il capitano Rohit Rajpal, l’India sembrerebbe comunque molto competitiva in vista di un possibile approdo alle Finals. A guidare la squadra sarà il giocatore attualmente più rappresentativo del Paese, Sumit Nagal. Ex numero 68 del mondo, ha disputato tutte e quattro le prove del Grande Slam e raggiunto il secondo turno alle Olimpiadi di Tokyo.
Sumit Nagal, leader del team indiano
A dieci anni dal suo esordio con la maglia della Nazionale, avvenuto in singolare contro Marc Lopez in un confronto vinto per 5-0 dalla Spagna, il 29enne di Jhajjar avrà il compito di trascinare una squadra con poca esperienza ma importanti ambizioni. “Giocare per il proprio Paese è il sogno di tutti e io spero di continuare a farlo ancora per molto - ha detto Nagal ai canali ufficiali della Coppa Davis -. Scendere in campo con la maglia della nazionale comporta molta pressione, ma regala anche gioie ed emozioni forti”. Vincitore di sette titoli Challenger in carriera, Nagal si è mostrato ottimista circa il prossimo impegno: “Da quando il tennis è diventato uno sport globale, non siamo mai arrivati tra i migliori otto. Se dovessimo vincere a Seoul, sarebbe un momento speciale per tutti e sono certo che molti componenti della squadra scoppierebbero a piangere di gioia”.
Da sempre terra di grandi doppisti - si pensi a Paes, Bhupathi e Bopanna -, l’India schiererà due Top-100 del ranking di specialità come Sriram Balaji e Niki Kaliyanda Poonacha. In singolare, invece, il ruolo di vice-Nagal spetterà a uno tra Dhakshineswar Suresh e il diciottenne Manas Dhamne, di base al Piatti Tennis Center di Bordighera. Il primo ha avuto un ruolo determinante a febbraio contro l’Olanda e risulta ancora imbattuto nella competizione, mentre il secondo - arrivato poche settimane fa al best ranking di numero 362 Atp - è il più giovane tra tutti i convocati per questo turno di Coppa Davis e insegue l’esordio assoluto.
Al di là dei giocatori impegnati e delle loro classifiche, che in competizioni come la Coppa Davis assumono un valore relativo, quello di Seoul sarà un vero spareggio tra due nazionali che puntano a ragionare da grandi. Per entrambe c’è la ghiotta occasione di scrivere una piccola pagina di storia, in un evento che - pur avendo cambiato il suo format nel corso degli anni - continua a mantenere il fascino di sempre. Il fascino della competizione più antica del mondo, quella più emozionante quando c'è di mezzo il tifo per il proprio Paese.