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Wimbledon, chi è e come gioca Nuno Borges: tutto sul prossimo rivale di Sinner

Scopri la storia e lo stile di gioco del portoghese Nuno Borges, avversario di Jannik Sinner al secondo turno a Wimbledon

di | 30 giugno 2026

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Dopo la prima semifinale ATP sull'erba a Mallorca, il numero 1 portoghese Nuno Borges si prepara, al secondo turno di Wimbledon, per una delle sfide più dure nel tennis di oggi: affrontare Jannik Sinner. 

"Voglio cercare di sfruttare tutto ciò che ho a mio favore, senza mettermi pressione, perché se non gioco una grande partita non ho alcuna possibilità. Essendo una sfida al meglio dei cinque set, ci saranno momenti in cui non giocherò bene, ma potrebbero esserci anche momenti in cui riuscirò a fare cose interessanti. Sarà divertente e, soprattutto, cercherò di godermela" ha detto dopo la vittoria al primo turno contro lo statunitense Tristan Boyer.

COME GIOCA BORGES

Borges si propone di giocare un tennis propositivo, offensivo. Come ha spiegato a Wimbledon, però, non è di quelli che parte subito a tutta. "Sono sempre cresciuto durante il match, a volte facendo fatica a trovare i giusti schemi di gioco, ma imparando a costruire la mia partita punto dopo punto. I tornei del Grande Slam mi aiutano molto sotto questo aspetto: mi permettono di mostrare ancora di più ciò che so fare meglio, forse meglio della maggior parte dei giocatori", ha spiegato alla testata portoghese Raquetc.

Ha sicuramente un servizio solido. Come dimostrano i dati ATP raccolti da Tennis Data Innovations ed elaborati da Tennis Viz, non ricorre molto alla prima al corpo. Nella sfida a Halle, persa in tre set contro Felix Auger-Aliassime, ad esempio, si nota come abbia servito in prevalenza "alla T", ovvero verso il centro del rettangolo di battuta.

La direzione dei servizi di Borges contro Felix Auger-Aliassime a Halle (Dati raccolti da Tennis Data Innovations ed elaborati da Tennis Viz)

La direzione dei servizi di Borges contro Felix Auger-Aliassime a Halle (Dati raccolti da Tennis Data Innovations ed elaborati da Tennis Viz)

Non è una casualità: anzi, a titolo di esempio, è emerso ancora con ancora maggiore forza, soprattutto da destra, contro Luciano Darderi nel quarto di finale a Mallorca.

La direzione dei servizi di Borges contro Darderi a Mallorca (Dati raccolti da Tennis Data Innovations ed elaborati da Tennis Viz)

La direzione dei servizi di Borges contro Darderi a Mallorca (Dati raccolti da Tennis Data Innovations ed elaborati da Tennis Viz)

In risposta, infine, difficile pensare a un Borges che prenda molti rischi contro Sinner. Le partite di quest'anno sull'erba evidenziano come contro la prima abbia giocato prevalentemente al cenntro, anche accorciando la traiettoria della palla, provando a togliere angolo all'avversario. Contro una prima esterna, inoltre, è più probabile aspettarsi una risposta in diagonale da sinistra, e un lungolinea o una soluzione verso il centro da destra.

Il suo colpo migliore è generalmente considerato il diritto. La sfida di Halle contro Auger-Aliassime, l'avversario più affine a Sinner che abbia affrontato sull'erba quest'anno, dimostra come effettivamente con questo fondamentale si sia aperto di più il campo, anche facendo ricorso alle accelerazioni in lungolinea. Di rovescio prende meno rischi, gioca in percentuale più spesso al centro, un aspetto emerso anche a Mallorca contro Mannarino, che gli ha offerto palle molto piatte ma certo senza la potenza che ha dovuto contrastare contro Aliassime, e che dovrà contrastare contro Sinner.

Il piazzamento dei colpi di Borges contro Felix Auger-Aliassime a Halle (Dati raccolti da Tennis Data Innovations ed elaborati da Tennis Viz)

Il piazzamento dei colpi di Borges contro Felix Auger-Aliassime a Halle (Dati raccolti da Tennis Data Innovations ed elaborati da Tennis Viz)

Sinner può aspettarsi un avversario che non rimane a palleggiare dietro la riga di fondo, ma prova a prendere l'iniziativa. A Mallorca, la percentuale di colpi eseguiti con i piedi dentro il campo non è mai scesa sotto il 19% (contro Darderi) e toccato punte del 24% (nella vittoria contro Mannarino e anche nella netta sconfitta contro Quinn in semifinale).

Borges laureato in kinesiologia

Figlio di un venditore di automobili, ex giocatore di pallavolo, e di una formatrice di impiegati e impiegate delle agenzie di viaggi, ha iniziato a giocare a tennis in un circolo di Maia, vicino a casa. Ma fino ai 16 anni, benché molto competitivo, giocava solo per divertimento. "Tutto è avvenuto un passo alla volta durante la mia crescita. Non ho mai avuto gli enormi investimenti che molti di questi ragazzi hanno ricevuto, dedicandosi praticamente a tempo pieno al tennis già a 13 o 14 anni. Alcuni di loro lavorano fin da piccoli con l'obiettivo di diventare i migliori al mondo, e io non posso dire di aver fatto lo stesso" ammetteva in un'intervista di qualche anno fa pubblicata sul sito dell'ATP.

Prima di diventare professionista, nel 2015 sceglie la strada del college negli USA e si iscrive alla Mississippi State University. "Non mi vedevo ancora pronto per avere successo. Pensavo di aver bisogno di più tempo" spiegava nella stessa intervista.

Durante gli anni universitari è stato  nominato per tre volte Giocatore dell'Anno della Southeastern Conference, ha ottenuto più volte il titolo di All-American sia in singolare sia in doppio e infilato una serie di 31 vittorie consecutive, interrotta soltanto nell'ultima partita della carriera universitaria, la finale NCAA di singolare del 2019, persa contro Paul Jubb. La sua esperienza non si limita al campo da tennis. Si conclude infatti con una laurea in chinesiologia.

L'abbraccio tra Nuno Borges e Rafa Nadal dopo la finale a Bastad del 2024 (Getty Images)

L'abbraccio tra Nuno Borges e Rafa Nadal dopo la finale a Bastad del 2024 (Getty Images)

Le curiosità su Nuno Borges

Il suo idolo d'infanzia è sempre stato Roger Federer: «Roger è stato il mio unico e solo idolo fin dagli inizi. Crescendo e imparando cosa significa essere un professionista, competere e giocare partite, apprezzi ancora di più quello che riesce a fare in campo: il modo in cui rimane calmo e positivo anche durante gli scambi più incredibili». Ma il suo nome resterà associato a quello di Rafa Nadal. L'ha infatti battuto nell'ultima finale disputata dallo spagnolo in carriera, a Bastad nel 2024. Ha festeggiato il primo titolo ATP ed è diventato solo il sesto giocatore capace di sconfiggere Nadal in una finale ATP dopo Djokovic, Federer, Murray e Zeballos.

Nel 2024, inoltre, è diventagto il primo portoghese agli ottavi all'Australian Open e ha raggiunto il quarto turno anche allo US Open, entrando così per la prima volta in Top 30.

Nel 2025, al Roland Garros, ha firmato un nuovo record nazionale. Ha messo a segno la prima vittoria per un tennista portoghese contro un Top 10 in un torneo del Grande Slam, battendo il numero 8 Casper Ruud per approdare al terzo turno. Ne ha aggiunta una seconda, contro il numero 8 Felix Auger-Aliassime (ritirato) all'Australian Open 2026.

Nella mente e nel cuore gli resta sempre il consiglio ricevuto gli è stato dato dal suo allenatore Rui Machado: "Mi disse: "Non vinci quando lo vuoi, vinci quando ne sei capace". In portoghese suona ancora meglio: 'Não é quando queres, é quando consegues' - racconta nella sua scheda sul sito dell'ATP - A volte durante una partita ti senti benissimo, le condizioni sono perfette e sembra che tutto sia allineato per farti vincere, ma alla fine non ci riesci. Altre volte, invece, quando meno te lo aspetti, ci riesci davvero".

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