Allo US Open Tommy Paul affronta Jannik Sinner per un posto nei quarti di finale. Il coach dello statunitense, Brad Stine, è stato ospite negli studi di SuperTennis a Flushing Meadows. Ecco cosa ci ha detto
02 settembre 2024
Un giocatore che non sale alla ribalta, ma che misura il tuo livello. Tommy Paul, avversario di Jannik Sinner sulla strada dei quarti allo US Open (diretta SuperTennis alle 3 di questa notte) ha il physique du role dell'attore non protagonista, ma di quelli indispensabili, quelle figure senza le quali la storia non va avanti, non funziona. Smessi da subito i panni del ribelle, dopo una giovanile parentesi immediatamente archiviata, Paul ha fatto del lavoro disciplinato e della volontà di miglioramento i binari della sua autostrada verso la vetta del gioco. E' ormai un Top 20 stabile, oggi numero 14 a due posizioni dal best ranking di 12 toccato l'anno scorso, non è un talento dai numeri circensi né incline a contro-prestazione. Non è uno di quei giocatori da cui aspettarsi cornette sbattute o bicipiti esposti, ma geometrica potenza e costanza. Ecco perché diventa parametro del livello dei suoi avversari, compreso Jannik.
"Paul e Sinner si sono sfidati un paio di volte. La prima, sull'erba un paio di anni fa, fu Tommy a vincere quando Jannik ancora non era così forte, non sono sicuro se si possa mettere nel conto o meno, e poi l'anno scorso in Canada. Partite toste e anche per domani mi aspetto che sia così. Sono due che amano competere, sarà una partita dura e difficile, vedremo come andrà ma dipenderà da piccoli dettagli" ha detto il suo coach Brad Stine, ospite nello studio di SuperTennis a Flushing Meadows.
Brad Stine (Getty Images)
Di Stine si ricorda il suo lavoro con Jim Courier, che con lui ha vinto due Australian Open e due Roland Garros ed è arrivato al numero 1 del mondo. Ma la sua è una carriera di costanti valorizzazioni di talenti. Ha iniziato come coach della nazionale giovanile USA nel 1986: ne facevano parte i futuri numeri 1 del mondo Courier e Pete Sampras, i Top 100 Michael Chang e Todd Martin, i Top 100 MaliVai Washington, Jonathan Stark, Jared Palmer, David Wheaton e Jeff Tarango.
Per nover anni ha allenato alla Fresno State University e ha portato la squadra di tennis per la prima volta nella sua storia tra le prime 20 nella Division I della NCAA, la "Serie A" del campionato inter-universitario USA.
Ha allenato Andrei Medvedev (maggio 1994-inizio 1995), ha portato Jonathan Stark alla posizione di numero 1 del mondo in doppio, in due anni ha migliorato la classifica di Mardy Fish (2000-agosto 2002) da 365 a 126). Ha lavorato con Taylor Dent, con il francese Sebastien Grosjean, con Sargis Sargsian e Byron Black, e nel 2018 con Kevin Anderson che sotto la sua guida ha raggiunto la posizione di numero 5 nel ranking ATP e la finale a Wimbledon.Lorem ipsum
Con Paul ha insisito sull'importanza dell'attenzione ai dettagli. Proprio i dettagli, ha detto a SuperTennis, saranno determinanti nell'ottavo di finale contro Sinner. "Dal punto di vista tattico occorrerà aggiustarsi durante il match a seconda di chi stia vincendo, di chi si senta meglio e di chi stia giocando meglio. L'aspetto mentale sarà molto importante in caso di partita tirata. Se si dovesse andare al quinto set, spero che il pubblico tifi per Tommy e spero che la cosa lo aiuti mettendo un po' di pressione su Jannik".
Questa sfida, a 24 ore dalla qualificazione ai quarti di finale di Taylor Fritz, conferma come l'Italia sia nel momento migliore della sua storia tennistica al maschile e allo stesso tempo come gli Stati Uniti stiano ritrovando centralità dopo anni di scarse soddisfazioni.

"Il tennis italiano al momento è davvero fuori controllo. Avete così tanti buoni giocatori. Tommy è stato battuto da Cobolli a Cincinnati, ha giocato contro Darderi un paio di volte. Ci sono tanti giocatori italiani e tutti forti. Ma anche il tennis americano ora è in buona salute, abbiamo cinque Top 20 e non succedeva da tanto tempo. Sarebbe bello vederne un paio entrare in Top 10 - ha concluso Stine -. Voi con Jannik ci siete riuscite e sarebbe bello se uno dei nostri arrivasse a vincere uno Slam perché darebbe ancora maggiore impulso a tutto il movimento. C'è stato Taylor Fritz che è stato numero uno americano per le ultime due stagioni e sta giocando alla grande e anche Nakashima sta facendo bene. Siamo in una buona posizione e sarebbe bello veder affacciarsi un altro paio di ragazzi, anche noi come voi - credo - abbiamo una grande competizione interna, vanno tutti d'accordo tra loro, si spingono e si sostengono l'un l'altro".
