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ATP Shanghai, Jodar e Medvedev ai quarti

Lo spagnolo continua a collezionare successi nella sua prima vera stagione completa sul circuito mentre Medvedev si impone su Tsitsipas rilanciando la sua candidatura per le Nitto ATP Finals. Ritirato invece Auger-Aliassime. Vittoria anche per Paul

14 ottobre 2026

Rafa Jodar (Getty)

Rafa Jodar (Getty)

Prosegue così come era iniziata la stagione di Rafa Jodar: a suon di vittorie e collezionando record. La n.41 del suo 2026 è arrivata agli ottavi del Masters1000 di Shanghai e lo qualifica per il quarto quarto di finale dell'anno in un torneo di questa categoria dopo quelli già giocati a Madrid, Roma e Montreal (cui si aggiunge anche quello al Roland Garros). A finir battuto è stato l'olandese Botic Van De Zandschulp, dismesso in tre set col punteggio di 67(4) 64 62 per una vittoria che continua ad avvicinare il giovane spagnolo a una incredibile qualificazione per le Nitto ATP Finals, distanti ora solo 270 punti, quanti lo separano da Alex De Minaur, detentore della nona posizione in classifica, ulima utile per staccare il pass per Torino. 

"Stavo facendo le cose giuste, ma lui ha giocato meglio di me alcuni punti chiave del tie-break - ha dichiarato Jodar a fine match - Per questo ha vinto il primo set. Nel secondo invece ho subito avuto il break e questo mi ha permesso di giocarlo in condizioni migliori, ma resta che sono contento di come sia andata oggi la partita". 

Dopo un avvio all'insegna della solidità, l'olandese ha cominciato lentamente a perdere colpi chiudendo il match con ben 47 gratuiti all'attivo. Di contro, resiliente come sempre, Jodar dopo aver perso il primo parziale è salito d'intensità, doppiando il suo rivale nel numero di vincenti (34) e chiudendo in crescendo con quasi l'80% di prime messe in campo e oltre il 60% di punti ottenuti rispondendo alla seconda del n.41 del mondo. 

Ad attenderlo per un posto in semifinale troverà, in quello che sarà anche il loro primo scontro diretto in carriera, il norvegese Casper Ruud, vincitore contro Felix Auger-Aliassime grazie al ritiro del canadese, giunto quando il punteggio vedeva il canadese in svantaggio 5-2. La battuta d'arresto complica ora la rincorsa di Felix verso Torino, in una Race che lo vedeva nel folto gruppo di pretendenti a un posto (ben otto racchiusi in poco meno di 600 punti) che potrebbe adesso riaccogliere la candidatura di Ruud. Ancora distante ma autore, in caso di vittoria finale, di un potenziale balzo che gli permetterebbe di scavalcare proprio Jodar in decima posizione.

Giunta alla sua nona stagione, la rivalità tra Daniil Medvedev e Stefanos Tsitsipas ha vissuto il suo sedicesimo capitolo con in palio un posto per i quarti di finale del Masters1000 di Shanghai. A uscirne vincitore è stato il russo in due set col punteggio di 64 75, maturato in virtù di due soli break messi a segno lasciando a zero il suo rivale. Peccato, dettaglio o coincidenza poco importa. Sarà qualcosa su cui Tsitsipas tornerà a riflettere nella notte, perché per tutta la durata del match il greco non era affatto dispiaciuto: né per il gioco né per l'atteggiamento mantenuto, sempre positivo e disposto alla sfida anche quando gratuiti e traiettorie hanno contribuito a complicarne il copione. Le statistiche potranno aiutarlo a capire quale sezione del suo gioco potrà averlo tradito: se la bassa resa con la prima (67%) e la conseguente siccità di ace (4), i 18 gratuiti o le sette palle break complessive concesse. 

Ma la sensazione, anche a fronte dell'eliminazione, di aver ritrovato un giocatore non più alienato o alle prese con i fantasmi della sua mente è stata confermata anche da questo torneo. E con lei resta forse il rammarico per aver atteso così a lungo, quando obiettivi e ranking sono ormai miraggi cui guardare con ottimismo traguardandosi già alla prossima stagione.

Medvedev, che nel doppio cambio di coach avvenuto in stagione (Thomas Johansson fino a luglio e da lì in poi al fianco di Andrey Golubev) avrebbe potuto incontrare invece frizioni e incertezza, ha dimostrato di essere pienamente in corsa per recitare un ruolo da protagonista in questo finale di stagione. E chissà cosa sarebbe accaduto senza quel gesto avventato a Pechino che costò lui la squalifica in una finale contro Novak Djokovic che, se prolungata la terzo set, avrebbe potuto prendere tutt'altro indirizzo.

"Adoro Shanghai, è una delle mie tappe preferite sul circuito e cercherò di restarvi il più a lungo possibile - ha poi commentato Medvedev a caldo - Sto giocando alla grande. Oggi ho adottato uno stile diverso rispetto a quello usato sul Grandstand ma ho servito molto bene, non ho concesso alcuna palla break e sono davvero soddisfatto".

Anche se alla fine due soli stati i break su cui ha costruito la vittoria, la superiorità del russo è stata come una goccia che paziente ha finito con l'erodere certezze dal gioco di Tsitsipas. Numerose infatti sono state le occasioni in cui proprio Medvedev si è ritrovato sullo 0-30, e frequenti le situazioni in cui il greco ha dovuto dar fondo a tutto il suo talento per contrastarne l'implacabile pressione. Che, gli va riconosciuto, preso atto della tenuta del suo rivale dal fondo, ha declinato con successo anche la palla corta, lo slice, la rincorsa a rete per poi brillare con gli ace, calati nei momenti più delicati del match con la pesantezza di colpi simili a un KO. La vittoria permette a Medvedev di allungare un po' in chiave Race lasciando agli inseguitori il compito di ricucire uno strappo che il russo senza dubbio proverà ad estendere ancor di più. Qui a Shanghai o nei tornei che restano. 

A giocarsi un posto in semifinale contro di lui ci sarà Tommy Paul, bravo a contenere e infine eliminare Zizou Bergs, che nel turno precedente battendo Carlos Alcaraz aveva regalato al torneo una delle sorprese più grandi di questa edizione. 76(5) 64 il punteggio finale in favore dell'americano che torna così a giocare un quarto di finale in un Masters1000 dopo i due già disputati quest'anno a Miami e Cincinnati. 

Il match sembrava fosse durato un solo set, e per di più neanche dominato dal n.17 del mondo che alla fine metterà a referto un punto in meno del belga annullando per di più ben cinque palle break (tutte nell'undicesimo game, quello che avrebbe portato Bergs in battuta per chiudere il set) a fronte di un tabellino che per Bergs è rimasto limpido fino a fine parziale. Eppure, a costare al belga lo svantaggio - come spesso avviene - sono stati pochi e decisivi punti, occorsi tutti durante il tie-break decisivo: nel dettaglio l'ultimo mini break concesso sul 5-4 che è valso a Paul due set point, di cui uno da giocare sul proprio servizio.

Un match chiuso, dicevamo, perché alla ripresa, comprensibilmente frustrato, Bergs ha mollato di schianto mandando il suo avversario avanti 4-1 e con la chance di andare a servire per portarsi a un solo game dalla vittoria. Ed è stato lì che Paul, sentendosi ormai sicuro del successo, è calato d'intensità inquinando le sue percentuali (chiuderà comunque con il 75% di prime in campo) e incappando in qualche gratuito di troppo sicuro di avere il margine a disposizione per poter tirare il freno e prendersi qualche rischio in più. Indizi di una sicurezza che invece Bergs ha colto al volto riducendo lo svantaggio e fallendo due occasioni per riportarsi sul 4-4. Viste sfilare in corridoio un paio di risposte, Paul ha potuto concludere il match con un game impeccabile con cui legittimare la sua qualificazione. Per Bergs resta l'amarezza e con lei la lezione da rinfrescare che vede sempre nella prossima, e mai in quella appena giocata, la partita più importante.

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