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Quattro ore di lotta, cinque set combattuti, e un epilogo svelatosi solo all'ultimo per l'italiano che ancora una volta è costretto a salutare il torneo al secondo turno
di Ronald Giammò | 28 maggio 2026
La maledizione resiste. Luciano Darderi è stato infatti battuto in cinque set dall'argentino Francisco Comesana col punteggio di 76(5) 46 64 36 64 confermando la relazione complicata con lo Slam parigino dove in carriera non è mai riuscito a spingersi oltre il secondo turno.
Che il match si sarebbe svolto all'insegna della fisicità era scenario prevedibile. Da capire restava chi e quando avrebbe ceduto per primo, e se ancora in piedi oltre i quattro set, quale dei due contendenti sarebbe stato capace di portare il match lontano dai binari prestabiliti esplorando soluzioni desuete e per questo più efficaci. A riuscirci è stato Comesana, affidabile nel suo gioco e blindato il giusto nella testa quando si è trattato di raggruppare energie nell'ultimo rettilineo di partita.
Dopo un primo set in controllo puntellato da prime (78%) e vincenti (18), Comesana non ha accennato a cambiar copione nel secondo trovando però in Darderi maggiore attenzione e una più costante lucidità, qualità tradottesi in appena 3 gratuiti e nessuna palla break concessa. Nel terzo, ormai sempre più consapevoli di esibire entrambi un tennis monocorde, i due hanno iniziato a scambiarsi game a zero risparmiando energie e ragionando sull'opportunità di variare qualcosa nei rispettivi copioni. Le risposte più efficaci le ha trovate per primo Comesana, sempre più in pressione sul servizio dell'italiano e infine glaciale quando si è trattato di cogliere in contropiede il suo rivale.
Darderi però non si è rassegnato scavando e trovando in sé orgoglio e vincenti con cui risalire la china e aggiudicandosi ben cinque game consecutivi tra la fine del parziale e l'inizio del quinto set. Allo scoccare delle quattro ore di gioco, col punteggio sul 5-3 in favore di Comesana nel quinto set, i due contendenti avevano messo a segno 140 punti ciascuno. A conferma dell'equilibrio che ha regnato sulla partita, e a dimostrazione però che non tutti i punti hanno lo stesso peso, specialmente in match fisici come quello odierno. Confronti aspri, in cui l'inerzia resta in bilico e dove non bastano solo cuore e braccio per farla pendere dalla parte giusta della contesa. A Comesana il merito di non aver tremato fino alla fine; a Darderi gli applausi per averci provato fino in fondo, e l'augurio di far tesoro di sconfitte simili. Bruciano, ma se ben smaltite possono rivelarsi più preziose di una vittoria.
“Lui ha fatto una grande partita oggi. Anche se ultimamente non stava giocando bene e non aveva tanta fiducia, ha giocato più di quattro ore in modo fantastico. E’ sceso in campo sapendo di non avere nulla da perdere - ha detto Darderi analizzando l'incontro -. Mi dispiace un po' per il primo set, perché ero 4-2 0-30, l'unica cosa di cui durante il match mi posso un po' pentire, perché in quel momento ho lasciato andare una chance molto importante. Però alla fine ho fatto una gran stagione su terra, semifinali a Roma, quarti ad Amburgo. Sono arrivato qui un po’ stanco, anche mentalmente, però è stata una lotta di più di 4 ore e 6-4 al quinto, quindi niente da dire. Si può perdere, si può vincere, di certo sono contento del livello espresso oggi”.
“Prima di tutto, mi dispiace per lui - ha aggiunto ha proposito della sconfitta di Sinner -. Stavo guardando la partita mentre aspettavo di iniziare la mia. Gli era accaduto anche in Australia, spero che possa trovare una soluzione perché quando è anche così caldo è difficile da gestire. Quando non ci sono né Sinner né Alcaraz c'è una chance per tutti di poter far bene e sapevo che era dalla mia parte di tabellone. Sapere che lui non era più in tabellone non mi ha aiutato. Però alla fine tutte le partite sono da giocare e i giocatori sono tutti forti”.
“Già da un anno mi devo operare alle tonsille perché sono sempre malato, e anche in questi giorni ho avuto la febbre - ha concluso parlande degli impegni dele prossime settimane -. Non lo dico mai prima dei tornei perché non mi piace far sapere questa cosa, però neanche con Ofner dovevo entrare in campo. Però adesso mi devo operare, e lo farò nei prossimi giorni e sarò due o tre settimane fuori: è un'operazione abbastanza facile e a Wimbledon manca tantissimo. Se riesco, proverò a tornare in campo al Queen’s o a Maiorca. È un'operazione facile, ma devo stare fermo perché non è possibile fare sforzi. Ho deciso di farlo in questo momento perché mi ammalo tantissime volte, durante i tornei e soprattutto sotto pressione quando mi si abbassano un po' le difese. Questo è il momento giusto” (dichiarazioni raccolte a Parigi da Francesca Paoletti).