Sul cemento della Rod Laver Arena la regina del tennis mondiale punta al tris di trofei all’Australian Open: la kazaka (n.5) vuole la rivincita e il secondo Slam dopo Wimbledon 2022. La bielorussa è avanti 8-6 nei precedenti
di Tiziana Tricarico | 30 gennaio 2026
Prima finale Slam tra due giocatrici che non hanno mai perso un set da quella di Wimbledon 2008 tra le Williams sisters. Dovrebbe bastare questo dato per comprendere il valore della sfida tra Aryna Sabalenka ed Elena Rybakina che sabato sul cemento della Rod Laver Arena a Melbourne (alle ore 9.30 italiane) si giocano il trofeo dell’Australian Open (montepremi complessivo record di 111,5 milioni di dollari australiani).
La finale è il remake della sfida per il titolo del 2023 quando la bielorussa si impose in rimonta. Il bilancio dei confronti diretti vede proprio la 27enne di Minsk, regina del tennis mondiale, in vantaggio per 8-6 nel bilancio dei confronti diretti con la 26enne kazaka di origini moscovite, n.5 del ranking - già sicura di eguagliare il suo “best” (comunque vada da lunedì tornerà n.3) -, che però si è aggiudicata in due set la sfida più recente, nell’ultimo atto delle WTA Finals di Riyadh lo scorso novembre.
Entrambe sono due giocatrici estremamente potenti: difficile dire chi colpisce la palla più forte ma Sabalenka ha elogiato la sua avversaria prima della finale: “I suoi colpi sono potenti, profondi e piatti - ha detto -. Non è facile affrontarla, ma sì, abbiamo una grande storia. È una giocatrice incredibile, non vedo l'ora di sfidarla di nuovo”.
Per Sabalenka è l’ottava finale Slam: per Rybakina la terza. In semifinale Aryna ha regolato per 62 63, in un’ora e 16 minuti, l’ucraina Elina Svitolina (n.12): Elena si è imposta per 63 76(9), in un’ora e quaranta minuti, sulla statunitense Jessica Pegula (n.6).
Con la sicurezza e la tranquillità di una regina incontrastata ha staccato per l’ottava volta il pass per l’ultimo atto di un Major, e per la quarta volta consecutiva a Melbourne: è solo la seconda giocatrice dell’Era Open ad esserci riuscita (l’altra è Martina Hingis, addirittura per sei volte di fila, 1997-2002). E lo ha fatto senza perdere un set, come le era già accaduto nel 2023 e nel 2024 quando poi aveva conquistato il trofeo. Sabalenka è solo la terza tennista nell’Era Open a raggiungere sette o più finali consecutive negli Slam sul cemento dopo Steffi Graf e Martina Hingis.
Aryna ha un record complessivo di 34 vittorie e 6 sconfitte in nove partecipazioni al main draw di Melbourne, ma ha vinto 27 degli ultimi 28 singolari giocati all’Australian Open. “Adoro questo posto - ha detto Sabalenka in conferenza stampa dopo il successo su Svitolina - adoro questo stadio. Ogni volta che gioco qui mi diverto davvero tanto”.
Il suo tennis potente è perfetto per i campi in cemento. Tutti e quattro i titoli Slam li ha conquistati su questa superficie, e questa è la sua settima finale consecutiva su cemento in un torneo Slam, un risultato che solo Hingis è riuscita a raggiungere dal 1988. Con un bilancio di 68-12 Aryna ha la migliore percentuale di vittorie (85%) tra tutte le giocatrici in attività nei Major su cemento. Non ha i numeri impressionanti al servizio di Rybakina, ma è in testa come numero di vincenti, 172 (Elena ne ha 135).
Nel 2025 Sabalenka ha raggiunto l’ultimo atto in tre dei quattro Slam (mentre a Wimbledon si è fermata in semifinale contro Anisimova) vincendo però solo a New York. “In realtà so cosa è andato storto in tutte quelle finali che ho giocato e perso - ha detto -. Direi che l'anno scorso ho imparato molte lezioni, molte cose su me stessa, e sicuramente non succederà di nuovo in questa stagione. Sento che quelle frustrazioni derivavano dal non essere d'accordo con ciò che stava accadendo in quel momento, e ora la mia mentalità è che sono pronta a fare qualsiasi cosa perché non succeda di nuovo”.
Rybakina ha un ottimo record di 20-6 a Melbourne dove ha già giocato la finale nel 2023, perdendo 46 63 64 contro Sabalenka, al suo primo trionfo Major in carriera. La kazaka ha invece conquistato il suo primo - e finora unico - titolo Slam a Wimbledon nel 2022 (l’anno dell’esclusione dei tennisti russi e bielorussi). Quella di sabato è la sua terza finale Major.
“Sono sicuramente molto felice di essere arrivata di nuovo in fondo - ha detto -. Ci sono andata vicina in altre stagioni, quando ho giocato le semifinali negli altri Slam, ma sì, ora sono più vicina, il che è fantastico. Manca solo un passo”.
Prosegue il mood positivo di fine 2025 per Elena, che da ottobre scorso ha vinto 19 delle ultime 20 partite: per lei anche nove successi di fila contro giocatrici top ten, da ultimo contro Swiatek e Pegula. E se c’è una giocatrice che può fermare la numero uno del mondo, quella è lei.
Dallo scorso Us Open sono le due giocatrici che hanno vinto di più. Sabalenka ha perso solo due volte dal suo secondo successo newyorkese: contro Pegula al tie-break del terzo in semifinale a Wuhan e proprio contro Rybakina in finale a Riyadh (WTA Finals: Rybakina ha dominato quella partita con il suo servizio - 13 ace -, senza subire alcun break).
Elena è la prima top ten sulla strada di Aryna in questo torneo: la sfida più importante si gioca al servizio, co Elena che ha il migliore del tour e il migliore di questo torneo. Rybakina ha realizzato 41 ace a Melbourne, il numero più alto tra tutte le giocatrici in campo, e se il suo servizio funziona e lei guadagna punti facili, è incredibilmente difficile da battere. Ha perso, in rimonta, la sua prima finale all’Australian Open: ora per lei è tempo di rivincita.