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Roland Garros, esordio con vittoria per Paolini

L'azzurra batte all'esordio l'ucraina Yastremska al termine di un match combattuto e messosi poi in discesa. Al secondo turno l'attende ora l'argentina Sierra

di | 25 maggio 2026

Jasmine Paolini (Getty)

Jasmine Paolini (Getty)

E' una raffica il tennis di Dayana Yastremska. Di colpi, di vento, di intenzioni. Ad esporcisi il rischio è quello di finire travolti. Contrastarla è invece operazione più complessa al cui successo concorrono pazienza, costanza e voglia di non scoraggiarsi. E' quello che ha fatto Jasmine Paolini, uscita vincitrice da un match che poteva complicarsi assai e che invece la toscana è riuscita a chiudere in due set col punteggio di 75 63.

"E' stato bello tornare qui, è un torneo speciale e oggi è stata dura contro un avversaria forte. Lei ha vinto un torneo poche settimane fa e sono felice della mia performance molto solida", ha dichiarato Jasmine a fine partita. "Mi ripetevo di restare concentrata e in partita, provare a rispondere in profondità e continuare a farla muovere e sono contenta di esserci riuscita. Penso di aver giocato meglio", ha ancora aggiunto riflettendo sull'andamento del primo set. 

Le ultime parole sono state invece per il legame speciale che la toscana è riuscita a costruire con questo torneo: "Qui ho tanti bei ricordi. E' un posto speciale per me e spero di riuscire a sfruttare questa energia per poter disputare un'altra bella partita". 

L'inerzia del match è stata in bilico per tutto il primo parziale e col passare dei game appariva sempre più chiaro come chi delle due fosse riuscita ad accaparrarselo avrebbe avuto più chance di far sua l'intera posta. Yastremska, giocatrice con trascorsi di top20 in carriera e con uno spiccato gusto per l'armocromia (vedasi il completo en pendant con le righe e la terra battuta del campo) ha provato fin da subito a far valere il suo tennis di fendenti e traccianti, lampi e saette: tattica che ha costretto Paolini sulla difensiva in primis, salvo poi accorgersi che se incastrata a lungo nello scambio, l'ucraina andava mostrando sempre più incertezze, tanto nella misura quanto nella selezione dei suoi colpi. Il quarto game, coinciso con il break dell'azzurra, poteva dar l'abbrivio per una più rapida conclusione. Ma nel game successivo Yastremska ha risposto a tono riallineandosi nel punteggio per poi intestarsi un secondo break, costruito a suon di vincenti (col solo rovescio nel primo set saranno ben 8 quelli messi a segno) con cui andare alla battuta per chiudere il set. 

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Ed è stato allora che la raffica si è fatta fretta, irruenza, precipitosità. Sotto 0-40 l'ucraina si è vista strozzare in gola a felicità che sentiva di poter assaporare e al resto ha pensato poi lo sconforto nell'ultimo game, il dodicesimo, ceduto a zero all'italiana per il 75 finale.

Come era lecito aspettarsi, Yastremska ha tentato il tutto per tutto in avvio di secondo set e merito va riconosciuto a Paolini non solo di esser riuscita a scacciare un primo assalto nel primo game sotto forma di tre palle break, ma di forzare la mano nel gioco successivo durato ben 13 minuti, scandito da 9 parità e 22 punti e chiuso alla quinta palla break dalla numero uno azzurra. Averlo consolidato ancora una volta annullando una chance di break per il 3-0 è equivalso a spegnere qualsiasi velleità di rimonta da parte dell'ormai scomposta rivale. Addomesticata placidamente nei successivi game per una vittoria più complicata di quel che il punteggio possa lasciar intuire. Ma è da queste partite che passa il ritorno alla forma migliore - nel braccio e nella testa. Jas lo sapeva, come sa che la sfida che ora l'attende contro l'argentina Sierra è occasione da non sciupare tanto nel prosieguo del torneo quanto nella costruzione della propria fiducia. 

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