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Le parole di Novak Djokovic alla vigilia del Roland Garros 2026 che inizierà contro il francese Giovanni Mpetshi Perricard
di Alessandro Mastroluca | 23 maggio 2026
"Ho attraversato momenti difficili con il mio corpo negli ultimi sei-otto mesi. Ma sento che, se sono sano e riesco a mantenere un buon livello di freschezza, che ovviamente non sarà lo stesso all’inizio rispetto alla fine, allora credo di avere sempre ottime possibilità. L’ho dimostrato quest’anno in Australia, dove sono andato vicino a vincere un altro Slam". Così, senza nascondere le difficoltà passate e senza perdere la convinzione per quello che potrebbe essere, il 24 volte campione Slam Novak Djokovic si prepara al Roland Garros 2026.
Ci arriva con un nuovo coach, l'amico Viktor Troicki, avendo giocato una sola partita sulla terra battuta, persa all'esordio agli Internazionali BNL d'Italia contro il croato Dino Prizmic. "Volevo davvero andare a Roma per provarci e vedere come mi sentivo. Ero lontano dall’essere pronto per competere, ma avevo comunque bisogno almeno di quella partita, di provare di nuovo le sensazioni prima di arrivare al Roland Garros, che allora non sapevo se sarei riuscito a giocare o meno. Per fortuna, la risposta del corpo e la preparazione sono state positive negli ultimi dieci giorni, quindi eccomi qui".
Al Foro, Jannik Sinner ha raggiunto a 24 anni il Career Golden Masters, l'en plein nei Masters 1000 riuscito fino a quel momento solo a Djokovic, che l'aveva completato a 31 anni. "Voglio congratularmi di nuovo con lui. L’ho già fatto sui social, ma ancora una volta è un’impresa incredibile per lui e il suo team. Abbiamo parlato molto di quanto sia impressionante su tutte le superfici, e qualcuno forse si chiedeva, dato il suo stile di gioco, se sulla terra battuta potesse essere dominante quanto sul cemento. Ma ha dimostrato che è così anche lì, ed è davvero straordinario" ha detto il serbo nel corso del Media Day a Parigi.
"Essere uno dei due giocatori nella storia ad aver conquistato il Golden Masters mi fa capire quanto sia difficile e impegnativo riuscirci. Quindi gli faccio davvero i complimenti, perché è un risultato enorme, e lui è ancora molto giovane. Ha tantissimo tempo davanti a sé. Credo stia inseguendo anche il Golden Slam qui, se non sbaglio. Forse è nel miglior momento della sua vita, e senza Carlos aumenta ancora di più le sue possibilità di vincere altri titoli Slam. Siamo tutti qui per cercare di batterlo e impedirgli di vincerne altri".
Insieme a Jannik, Djokovic ha partecipato alla serata celebrativa per Gael Monfils che giocherà l'ultimo Roland Garros della carriera, con tanto di torneo-esibizione di doppio misto vinto proprio dal francese e da sua moglie Svitolina. "Gael, che è stato un amico, un rivale e una persona che ho sempre ammirato e con cui sono cresciuto fin dall’età di 13-14 anni. È stata una serata meravigliosa, con un’atmosfera incredibile, e si meritava pienamente quella celebrazione della sua carriera che abbiamo vissuto ieri sera. È stato davvero bello essere lì per lui. Se lo meritava" ha detto Djokovic. "Gael ha toccato il cuore di tantissime persone, gode del rispetto di tutti: non conosco davvero nessuno a cui non piaccia Gael. È uno dei miei giocatori preferiti da guardare".
Il suo torneo inizierà contro il francese Giovanni Mpetshi Perricard, non semplice da inquadrare per via del servizio tra i più potenti del circuito abbinato a un elegante rovescio a una mano, a un bel tocco sotto rete e a una quota ancora elevata di disordine tattico. Da Djokovic possiamo attenderci la ricerca di quel tennis più offensivo che ha caratterizzato le sue ultime stagioni.
"E' naturale, logico e razionale cercare di entrare di più nel campo, prendere la palla in anticipo e sfruttare le occasioni. Non sto diventando più giovane, questo è sicuro. E anche il corpo oggi è più difficile da gestire nelle partite lunghe. So che questo tipo di piano di gioco e di tattica è quello ideale, soprattutto nei grandi match. Non è sempre facile eseguirlo. D'altra parte ho sempre avuto enorme fiducia nella mia difesa per tutta la vita, e a volte questo mi si ritorce contro, perché finisco per correre più di quanto dovrei".