Lorenzo Musetti batte in cinque set il ceco Tomas Machac e raggiunge la seconda settimana all'Australian Open. E' il terzo italiano dopo Berrettini e Sinner con almeno un ottavo di finale all'attivo in tutti gli Slam
di Dario Castaldo, da Melbourne | 24 gennaio 2026
L’ultima volta che aveva vissuto da protagonista la seconda settimana degli Australian Open, a palazzo Chigi c’era Giuseppe Conte e nessuno aveva ancora sentito parlare del coronavirus. Soprattutto, Lorenzo Musetti era il numero 1 del mondo junior e - dopo la finale newyorchese raggiunta a 16 anni e mezzo – in quel gennaio del 2019 aveva legittimato il suo status diventando il primo under 18 azzurro a conquistare l’Happy Slam. Grazie a quel successo, il carrarino aveva ricevuto una wild card per disputare le quali l’anno seguente, nel 2020, quando aveva assaporato per la prima volta l’atmosfera di un major per adulti. Nonostante questo, Melbourne Park aveva faticato a diventare il suo terreno di caccia: solo nel 2024 sarebbe arrivato il primo, faticoso, successo nel main draw (contro Bonzi) e solo nel 2025 il toscano si sarebbe meritato una sufficienza piena, arrivando ad insidiare Shelton in un bel terzo turno.
Non a caso, alla vigilia del torneo il bilancio di Lorenzo agli Australian Open era ancora negativo (3 vittorie, 4 sconfitte); il modo in cui era iniziata l’edizione 2026, poi, non lasciava presagire un cambio di rotta. Alle difficoltà psicologiche per gli imprevisti del team si sommavano gli aggiustamenti tecnico-tattici apportati da José Perlas e anche una punta di acido lattico e di stanchezza mentale, figli del tour de force iniziato nel luglio scorso all’inseguimento di un posto alle Nitto ATP Finals di Torino. Ed invece Muso, dopo aver resistito alle bordate di Collignon nel match inaugurale ed essersi dimostrato più forte delle difficoltà mentali presentate dal match contro Sonego, oggi ha attinto al resto del suo repertorio per piegare il ceco Tomas Machac e raggiungere per la prima volta – da grande – la seconda settimana melbourniana.
L’inizio era stato sulla falsariga dei primi due incontri: 16 minuti per i primi due game, 34 minuti per i primi 5 giochi, con Machac che chiedeva i rinforzi sotto forma di fisio, dottore e succo di cetriolini per combattere i crampi sul 4-4 e Muso che vedeva volare via il primo set, complice percentuali mediocri al servizio (43% di prime – “Ho servito come mia madre”, dirà poi a caldo) e una tendenza a non sfruttare le palle break, trasformandone solo una su 11.
Un'esultanza di Lorenzo Musetti (Getty Images)
Del resto contro Sonego ne aveva convertite solo 6 su 23, contro Collignon 5 su 10. Il tignoso ceco, numero 24 del mondo, ad inizio secondo set sembrava sul punto di scappare, grazie ad un parziale di 8 punti a zero che lo portava prima sul 3-1 e poi sul 4-2. Il toscano a quel punto trovava una concretezza fino a quel momento sconosciuta, vinceva 7 dei successivi 8 giochi, si aggiudicava il secondo set e faceva saltare i nervi dell’avversario, che mandava platealmente a quel paese il suo box. Il nuovo Muso in modalità risparmio energetico conservava invece energie fisiche e nervose per trasformare in oro tutte le opportunità che toccava e volava avanti 2 set ad uno. Match chiuso? Neanche per sogno: il campione di Adelaide, numero 4 della race stagionale e capace di eliminare prima Dimitrov e poi Tsitsipas, si aggiudicava il quarto per 7-5, trovando la chiave per riaprire un match apparentemente indirizzato verso Carrara.
la dolce vita ?
— #AusOpen (@AustralianOpen) January 24, 2026
Another Musetti stunner as he breaks to go 2-0 up in the decider.@wwos • @espn • @tntsports • @wowowtennis • #AO26 pic.twitter.com/7btLsUZEUT
Si andava al quinto, un altro terreno nel quale Lorenzo sta ancora cercando di aggiustare il mirino. Nonostante il record negativo sulla distanza (5-6) e un paio di memorie negative a Melbourne, dove aveva perso al quinto sia nel ‘23 contro Harris che nel ’24 contro van Assche, Muso partiva bene, brekkando Machac in apertura, e recuperando nel secondo game da 0-40, annullando 3 palle break. Sul 2-0, mentre la temperatura raggiungeva i 36 gradi ed entrava in vigore la extreme heat policy, il tetto della John Cain arena veniva chiuso. Una procedura che a 300 metri di distanza probabilmente cambiava la storia della sfida tra Sinner e Spizzirri ma che invece non invertiva l’inerzia del match di Lorenzo. Dopo 4 ore e 27 lo score recitava 5-7 6-4 6-2 5-7 6-2, Musetti raggiungeva per la prima volta gli ottavi australiani e diventava il terzo italiano dopo Berrettini e Sinner a raggiungere gli ottavi in tutti gli Slam. Ora la terza posizione mondiale si avvicina, ma in attesa di vedere csa riserverà il futuro, la seconda settimana dell’Open d’Australia è realtà. E non è finita qui.