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Più forte di tutto. L’azzurro ha piegato Garin in tre set: “Al di là delle difficoltà fisiche, sto mettendo in mostra un ottimo tennis da cemento”. Nel secondo turno troverà l’argentino Baez
di Francesca Paoletti, da Melbourne | 20 gennaio 2026
Finalmente può sorridere, ma difficilmente dimenticherà la rocambolesca sceneggiatura della prima vittoria della carriera sul cemento del Melbourne Park. Ha sofferto, ha lottato, ha stretto i denti: Luciano Darderi ha avuto bisogno di un grande cuore - e di un fisico bestiale - per superare l’amico Garin in tre set e, soprattutto, un fastidioso problema fisico.Più forte di tutto: dei dolori, degli ‘stimoli’, del regolamento.
“Avevo dei forti dolori e dovevo andare in bagno – ha spiegato nel corso della conferenza stampa - . Ho preso una cosa un po’ forte per un fastidio al piede ma ho dimenticato il gastroprotettore: dovevo uscire dal campo e andare in bagno ma la regola lo consente solo al cambio campo, per un minuto, e non sono riuscito. Ero anche un po’ teso: con Garin ci conosciamo bene, siamo amici, è un giocatore ostico, facciamo atletica con lo stesso preparatore e quindi era un match difficile già di suo. Con il caldo mi stavano venendo anche i crampi nel terzo set, ho preso dei sali, dei ‘gel’ e penso che tutto insieme, alla fine, ha fatto una bomba nella pancia”.
Malgrado le difficoltà, Luli è soddisfatto del successo e, soprattutto, dell’evidente scatto del suo gioco: “Giocare cinque set in queste condizioni è sempre difficile – spiega - , ci sono momenti nella partita in cui ci si sente bene e momenti in cui le cose non vanno altrettanto bene… capita a tanti giocatori, bisogna saper gestire le situazioni. Al di là di tutto, sono contento di come ho affrontato questo match. Ho giocato un grandissimo tennis da cemento, l’anno è iniziato molto bene, sia ad Auckland, sia qui con la mia prima vittoria in Australia. Sono contento di come sto giocando. Mi sento molto più sicuro: la sicurezza, la consapevolezza di sapere che posso giocarmela ovunque e la fiducia in te stesso sono degli aspetti molto importanti in questo sport. Sono contento di poter già esprimere un gran gioco anche sul cemento, è fondamentale per poter andare ancora più avanti nel ranking. Per migliorare la classifica bisogna migliorare il gioco: sul cemento ci sono più punti e, al di là del fatto che sono forte sulla terra e sull’erba, penso e devo fare molto bene anche su questa superficie”.
Gli obiettivi li ha fissati molto chiaramente - “voglio entrare stabilmente in Top 20”, ha ripetuto spesso - e tutto il lavoro con il suo team ruota proprio su questo: “Abbiamo lavorato tantissimo su servizio e sulla risposta – spiega - e credo che i frutti si siano visti sia qui sia ad Auckland. Oggi ho fatto 15 o 16 ace e tanti servizi vincenti, e questo sul cemento è molto importante. Anche in attacco stiamo migliorando molto”.
Nel secondo turno degli Australian Open affronterà l’argentino Sebastian Baez: “Abbiamo giocato tante volte insieme, ma solo una volta sul cemento. Mi aspetto una partita lottata: sta giocando veramente bene, la settimana scorsa ha fatto una finale, oggi ha superato Mpetshi, in queste prime settimane dell’anno ha battuto Fritz e Shelton, gente che negli anni passati non avrebbe battuto. Arriverà con tanta fiducia, ma io sono consapevole del mio gioco, so che posso fare molto bene, so di avere le armi per metterlo in difficoltà”.