Ex promessa del tennis francese (n.2 juniores nel 2018), a quasi 26 anni cerca ancora di riavvicinarsi alla Top 50: "Essere ricordato come un bravo ragazzo conta più di tutto", dice. Intanto, con Sinner è sotto 2-0 nei precedenti, entrambi risalenti al 2021
di Samuele Diodato | 19 gennaio 2026
Erano dei giovani rampanti quando nel 2021 s’affrontavano per la prima volta, Jannik Sinner ed Hugo Gaston. A Marsiglia, il francese – che è un anno più grande del n.2 al mondo e quest’anno compirà 26 – si arrese alla potenza dell’altoatesino per 64 61. Giusto due mesi dopo, non gli andò meglio nel Masters 1000 di Miami, con 62 62 che aprì la strada a Sinner per quella che sarebbe stata la sua prima finale in “1000” (persa poi da Hubert Hurkacz).
Cinque anni dopo, Gaston (oggi n.93 al mondo) ritroverà un Sinner presumibilmente agguerrito, che contro di lui inizierà la missione per il tris all’Australian Open, impresa che non si vede dal triennio 2019-21, quando a riuscirci fu Novak Djokovic.
La strada che può portare il due volte campione in carica di nuovo in finale all’#AusOpen ??? pic.twitter.com/Devzv8c6bB
— SuperTennis TV (@SuperTennisTv) January 15, 2026
Ispiratosi da sempre a Rafael Nadal, mancino come lui, il nativo di Tolosa, alto 173cm, ha vissuto anni complicati che ne hanno quantomeno rallentato l’ascesa. Ex n.2 al mondo junior nel 2018 (carriera grazie alla quale ha sviluppato un buon rapporto con Lorenzo Musetti), Gaston è diventato nel 2020 il primo debuttante francese a raggiungere gli ottavi al Roland Garros dai tempi di Patrice Dominguez nel 1971. In quel torneo, infatti, da n.239 al mondo riuscì a sconfiggere Stan Wawrinka (allora n.16) in cinque set prima di arrendersi – sempre al quinto – solo contro il n.5 Dominic Thiem.
Il 2021, anno degli incontri con Sinner, è stato quello dell’ingresso in Top 100 grazie alla prima finale in carriera – persa sulla terra di Gstaad – e all’approdo ai quarti di finale del Masters 1000 di Parigi partendo dalle qualificazioni. Poi, nell’estate del 2022, è arrivato al best ranking di n.58, ma senza più riuscire a migliorarsi. Anzi vivendo una serie di alti e bassi dai quali ancora non riesce a liberarsi.
La gioia di Hugo Gaston dopo il successo con Stan Wawrinka al Roland Garros del 2020 (Getty Images)
“Non mi manca nulla per arrivare in Top 50, se non la costanza. È una questione psicologica”, ha raccontato nel maggio 2025 in un’intervista ad Eurosport. E se ognuno ha i suoi momenti no, Gaston il punto più basso sente di averlo raggiunto nel 2023, quando durante una partita nel Masters 1000 di Madrid fece cadere una pallina a terra disturbando il gioco: una “condotta antisportiva” sanzionata dall’ATP con una multa a sei cifre.
Un momento spartiacque, nel suo modo di approcciarsi al tennis: “La vicenda mi ha fatto crescere come uomo e come atleta. Non voglio pensare che la mia famiglia possa leggere i certe cose su di me e farsi influenzare”. “Se non dovessi vincere uno Slam, voglio essere ricordato come un tennista sempre bravo a dar fastidio ai propri avversari, ma anche come un ragazzo apprezzato da tutti. A volte, chi vince rimane da solo, io non voglio questo”, ha confessato a Tennis Legend nel gennaio del 2025.
Vorrebbe forse anche qualche centimetro in più, ma da questo punto di vista c’è poco da fare contro Madre Natura: “Molti giocatori sono alti e potenti, io devo cercare altri modi – ha detto sempre ad Eurosport -. Devo variare il mio gioco ed essere aggressivo quando posso. Penso che la gente si diverta a vedere le mie partite o quelle di Corentin Moutet, con qualche colpo appariscente di tanto in tanto”. “Il nuovo tennis non mi piace tanto, ma guardo comunque Alcaraz, perché può fare di tutto. Sinner è un colpitore impressionante,” ha aggiunto, “ma io preferisco Alcaraz per la gamma di colpi più ampia”.
Il post in cui Gaston celebra la vittoria al Challenger di Brest insieme alla ragazza e al nuovo staff (Instagram @gastonhugo)
Per anni, Gaston ha avuto come coach Younes El Aynaoui, ex n.14 e padre di Neil, attuale centrocampista della Roma in Serie A. Ha continuato a lavorare, anche se il primo titolo ATP non è arrivato. Dopo Gstaad nel 2021, ci ha pensato Matteo Berrettini ad impedirglielo, nella finale di Kitzbuhel del 2024.
Da qualche mese, però, lo staff si è rinnovato. Il nuovo allenatore è Tristan Lamasine, affiancato dal preparatore Franck Fresneda. “Siamo amici, mi spinge quando serve e scherziamo. Mi sta aiutando a raggiungere nuovi livelli, avevo bisogno di qualcosa di diverso”, ha detto di Lamasine, che a 32 anni è realtà ancora presente in classifica ATP, dove ha raggiunto il best ranking di n.181 in singolare nel 2015.
Il 2026 di Gaston, che aveva chiuso la scorsa stagione con un po’ di preoccupazione per un problema al tendine d’Achille, è iniziato con la sconfitta contro Matteo Arnaldi nelle qualificazioni. Qualificazioni superate poi ad Auckland, cedendo solo al primo turno del main draw contro Cameron Norrie. Ora, però, lo aspetta il “Re d’Australia”, un Sinner ancor più forte di quello affrontato nel 2021.