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Per i 25 anni, la statunitense si regala il terzo titolo WTA e si riscopre “sé stessa”, felice più che mai dopo troppi tormenti fuori del campo e troppe sconfitto dentro le righe
di Vincenzo Martucci | 26 maggio 2026
"Come padre, niente fa più male che vedere tuo figlio soffrire in silenzio... ”. Avevamo ancora nelle orecchie e nel cuore le toccanti parole di Ben Navarro che rivelavano le incertezze, le difficoltà e le angosciose problematiche sue e della figlia, Emma, rivelazione del tennis mondiale due anni fa, poi dispersa dai radar fino a sabato a Strasburgo per un male oscuro.
Che cos’ha avuto di preciso la ragazza non si sa, lei non è mai andata oltre: “Problemi di salute che mi trascino da anni. Sicuramente la situazione è peggiorata giocando a tennis. Il circuito è duro e ti prosciuga le energie. Ci sono continui viaggi e molto stress per il corpo e la mente”. Per certo, quest’anno, a marzo, sulla scia di 9 ko in 13 tornei, la statunitense col papà con un patrimonio stimato da Forbes di 4,8 miliardi di dollari, ha staccato la spina dal tennis per due mesi, saltando Miami e Charleston, nella città dove risiede, e nel torneo di cui papà ha rilevato i diritti per salvarlo dal fallimento.
Visibilmente sofferente, debole, irriconoscibile anche nell’aspetto, sempre secondo Navarro senior, la sua indole combattiva l’aveva portata a fronteggiare ogni giorno dolore, dubbi e immense pressione. Eppure ogni mattina si alzava determinata ad andare avanti, perché “ogni piccolo passo le dava speranza”.
Che differenza fra la Emma titubante e insicura che l’anno scorso ha perso all’esordio in 7 tornei e quella briosa e veloce attaccante che nel settembre 2024, a 23 anni, era salita al numero 8 del mondo con la semifinale agli US Open, e il premio di “Giocatrice più progredita dell’anno” della WTA.
L’abbiamo ritrovata davvero protagonista solo la settimana scorsa a Strasburgo, dove, per il 25° compleanno, s’è regalata il terzo titolo sul Tour, il primo sulla terra rossa, il più importante in assoluto, siglando il settimo urrà contro una top ten (la 9, Mboko in finale) e tornando così a scalare la classifica, da numero 39 a 25. Di nuovo felice: “L’ultimo anno e mezzo è stato ricco di alti e bassi. Ho dovuto affrontare alcuni problemi di salute ed è stato davvero difficile, ma sono molto orgogliosa di come sono riuscita a essere resiliente anche quando le cose non andavano per il verso giusto. Riuscire a uscirne e vincere un titolo al mio terzo torneo dopo il rientro nel circuito... Sono passati solo un paio di mesi, ma mi è sembrato un’eternità”.
Emma si sente più forte di un anno fa, quando aveva vinto Merida: “Allora, ero orgogliosa di aver vinto un titolo, ma non ero soddisfatta del mio livello di gioco. Fisicamente e mentalmente non mi sentivo al meglio”. I guai sembrano definitivamente passati: “Ora mi sento di nuovo me stessa, mi diverto in campo e gioco come voglio, con tanta gratitudine, assaporando la sfida e abbracciando tutto ciò che comporta cercare di giocare al massimo livello possibile. Entusiasta di continuare su questa strada ol mio team che mi è stato sempre vicino nei momenti più difficili“.
Bentornata, Emma. Anche se il destino nel secondo turno del Roland Garros ripropone subito la rivincita con la 18enne star emergente Iva Jovic in un derby a stelle e strisce che si preannuncia pepato.