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Djokovic-Alcaraz, la finale vista da Serbia e Spagna

L'inviato di SuperTennis Dario Castaldo ha intervistato un giornalista spagnolo, Angel Garcia di Radio Cadena Cope, e uno serbo, il corrispondente del Wireless Media Group Vuk Brajovic, per presentare la finale dell'Australian Open 2026

31 gennaio 2026

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Due punti di vista particolari, due sguardi dall'interno, per presentare la finale dell'Australian Open 2026 tra Novak Djokovic e Carlos Alcaraz. Dario Castaldo, inviato di SuperTennis, ha intervistato il giornalista spagnolo Angel Garcia di Radio Cadena Cope e il serbo Vuk Brajovic, direttore della Providence Agency e corrispondente del tennis per Wireless Media Group.

La vigilia di Carlos Alcaraz

"Alcaraz ha 22 anni e sono convinto che si riprenderà, proprio come ha fatto durante la semifinale contro Zverev, che è stata una vera e propria esibizione, non solo di talento, ma anche di capacità di competere. Starà bene, ne sono convinto, arriverà in buona forma alla finale" ha detto Garcia.

Lo spagnolo può diventare il più giovane a completare il Career Grand Slam, e per farlo dovrà battere il campione Slam più titolato di sempre. "Djokovic è Djokovic e nessuno deve dimenticarselo. Ero il primo a pensare che fosse impossibile per lui vincere contro Sinner. La chiave sta un po’ nel non commettere gli errori che ha commesso Sinner, servire bene, non lasciare che Djokovic ti aggredisca in risposta e soprattutto sfruttare le palle break - ha detto - Poi, per quanto riguarda la battaglia mentale, è vero che Djokovic, quando ha un solo obiettivo molto chiaro, alza il suo livello portandolo al limite. L’ho vissuto dal vivo alle Olimpiadi di Parigi, quando gli mancava quell’oro olimpico, che lo voleva a tutti i costi, e che per me è la miglior partita che Djokovic abbia giocato negli ultimi tre, quattro, cinque anni. Evidentemente ora vuole il suo 25º Grand Slam e cercherà di portare il suo livello al limite. Però io credo che se Carlos vince il primo set e fin dall’inizio fa capire di essere superiore fisicamente, tecnicamente e mentalmente, sia il favorito".

Un primo piano di Carlos Alcaraz (Getty Images)

Un primo piano di Carlos Alcaraz (Getty Images)

La vigilia di Djokovic

Anche il serbo Brajovic si mostra sorpreso per la vittoria di Djokovic in semifinale contro Sinner, a cui comunque fa complimenti non di facciata. "Non avevo mai visto un giocatore mostrare tante qualità, tanta passione, tanta esperienza, e per giunta a soli 24 anni. E' stato un avversario degno del più grande di tutti i tempi, forse nella sua più grande partita di sempre. Ma direi che l’elemento sorpresa è stato soprattutto un attributo del gioco di Novak, è stato lui a riuscire a contenere l’aggressività e l’incredibile precisione di Jannik, a trovare i più piccoli varchi nei suoi schemi di gioco che nel complesso sono davvero totalizzanti e impressionanti". 

In finale, Djokovic insegue un traguardo a cui mai nessuno, uomo o donna, è mai arrivato nella storia del tennis, i 25 titoli Slam in singolare. Contro Alcaraz serve, dice, un livello da campione. "Con il dovuto rispetto, direi che Novak ha uno slancio, un’importante spinta emotiva e mentale come vantaggio su Carlos - ha detto - Metterei Novak davanti a lui in termini di preparazione mentale e slancio psicologico. Posso solo sperare che entrambi siano fisicamente pronti per il più grande spettacolo che il tennis ci offrirà in questi mesi".

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