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Slam

Gioia Bole&Vava: “Ci presenteremo a questa finale più preparati e forti mentalmente”

Piegano in tre set la coppia Goransson e Verbeek e centrano la terza finale Slam di coppia. Sabato sera ultimo atto del torneo contro Heliovaara e Patten

di | 23 gennaio 2025

Simone Bolelli e Andrea Vavassori (Fotogramma da video SuperTennis)

Simone Bolelli e Andrea Vavassori (Fotogramma da video SuperTennis)

Talento ed energia si fondono in un abbraccio. Simone Bolelli e Andrea Vavassori sono coordinati nei gesti e nei colori, si muovono in sync verso la seconda finale consecutiva agli Australian Open, la terza di coppia a livello Slam. La semifinale, in programma alle 11:30 locali sulla Rod Laver Arena, li ha messi di fronte a non poche difficoltà: “E’ stato un match difficile – raccontano – , nel primo set loro erano ‘on fire’ e noi eravamo poco incisivi al servizio. Non stavamo servendo bene come gli altri giorni e quella piccola pausa dopo il primo set ci ha fatto bene. Ci ha permesso di resettare tutto e ci siamo concentrati su quello che andava fatto di diverso rispetto al primo set. Abbiamo alzato il livello di gioco, ci abbiamo messo energia e la chiave del match è stata proprio l’atteggiamento mentale. Abbiamo sempre lottato e abbiamo trovato la soluzione per portare a casa questa bella vittoria”.  
 
L’esperienza fatta qui 12 mesi fa, e l’inizio di un percorso speciale sul Tour (quattro titoli e quattro finali), sarà la chiave della finale, ne sono convinti: “Ci presenteremo a questa seconda finale consecutiva più preparati a livello mentale – spiega il torinese – . Per me si tratta della quarta finale Slam, e sicuramente le esperienze fatte soprattutto a livello di gestione mentale di questo tipo di match mi aiuterà”.
 
“Lo scorso anno – aggiunge il bolognese – si trattava di una finale totalmente inaspettata. Eravamo 50 del mondo e avevamo rischiato di uscire subito dal torneo. Fu molto emozionante e non abbiamo saputo gestire al meglio le difficoltà avute nella gestione dell’attesa. Come accadrà anche sabato sera, giocheremo dopo la finale donne, quindi non prima delle 22. Ci sono molte ore prima del match, una lunga attesa, e lo scorso anno per noi era tutto nuovo. Questa volta di sicuro ci faremo trovare più pronti; è sempre una finale, ci sarà emozione, ci sarà tensione, ma sarà importante rimanere concentrati non solo sul gioco ma anche a livello emotivo. Non possiamo controllare tutto, certo, ci sono anche gli avversari (Heliovaara e Patten, ndr), e sono fortissimi, ma di certo daremo il massimo. La chiave sarà essere aggressivi e servire bene”.  
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Per Bolelli si tratta della terza finale a Melbourne, a dieci anni esatti da quella vinta al fianco di Fabio Fognini nel 2015: “Fu una grande gioia, abbastanza inaspettata – ricorda - . Io all’epoca giocavo ancora il singolo, così come Fabio. Affrontavamo il torneo di doppio pensando ad un turno alla volta, senza aspettative. La vittoria su bellissima, quasi una sorpresa. Ora, invece, siamo numero 3 del seeding, siamo più focalizzati sulla specialità, più pronti e preparati”.
 
Andrea para a rete, è il punto della vittoria. L’esperienza in United Cup e la trionfale partecipazione nel torneo di Adelaide ha permesso ai ‘Bolessori’ di iniziare la stagione nel migliore dei modi: “L’anno scorso abbiamo finito la stagione molto tardi – spiega Vavassori - , ci sono state le Finals, la Coppa Davis e la pre-season è stata molto corta. Ma siamo riusciti comunque a prepararci molto bene. La United Cup è stata la partenza ideale per me, mi ha permesso di allenarmi ed entrare in competizione con buone vibes, senza troppo stress. Poi giocare Adelaide con Simone ha rappresentato l’inizio ideale di stagione; abbiamo giocato quattro ottimi match e ci siamo allenati con intensità, è stata la preparazione ideale per Melbourne. E poi è stato importante riuscire a battere in quei giorni delle coppie fortissime, questo ci ha permesso di arrivare agli Australian Open con grande fiducia”.
 
Per Andrea e Simone il 2025 è iniziato con un solo chiarissimo obiettivo nella testa: “Il numero 1 – dicono – il nostro focus è quello. Le premesse ci sono, non sono solo parole; ci sono i fatti, i risultati, e questo ci dà fiducia. Il nostro livello è cresciuto moltissimo rispetto allo scorso anno. A parte qualche partita girata male, abbiamo dimostrato di avere il livello per arrivare sempre in fondo ai grandi tornei. La stagione è lunga e sarà importante sapersi gestire bene; se riusciremo a rimanere a questo livello giocheremo un po’ meno e ci concentreremo solo sui grandi eventi. Dovremo essere bravi a livello di calendario”.
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