-
Slam

Il sorriso di Matteo: "Sono orgoglioso, il tennis per me è felicità"

"Sono grato per quello che sto vivendo, le persone a me vicine mi hanno aiutato nei momenti difficili e stare bene è la chiave per poter giocare come oggi", ha detto il romano dopo la qualificazione ai quarti di finale del Roland Garros

01 giugno 2026

20260601_GettyImages_2279257516__1_.jpg

Ad ogni traguardo importante, Matteo Berrettini sa guardarsi indietro e ricordare le difficoltà attraversate per arrivare sino a lì. Tornare nei quarti di finale di uno Slam per la prima volta dopo lo US Open 2022, e farlo al Roland Garros – dove ci era già stato nel 2021 – ha però forse un sapore ancora più speciale, anche perché sono la conferma di ottimo stato di forma, dal punto di vista fisico e mentale, quindi tennistico.

Dopo la maratona di cinque ore al terzo turno contro Francisco Comesana, il romano ha superato in tre set Juan Manuel Cerundolo (QUI LA CRONACA DEL MATCH) in “una partita davvero dura”, ma in cui si è detto “carico, felice e, ancora una volta, grato”. “Sono orgoglioso di me stesso, ho giocato un tennis di alto livello e ho mostrato a me stesso ancora una volta di potercela fare, di trovare l’energia nei momenti difficili”, ha detto in conferenza stampa.

Il pensiero, il ringraziamento, va ancora una volta a coloro con i quali Matteo sta condividendo il percorso, nei giorni buoni ed in quelli meno buoni. Sono stato abbastanza fortunato da avere persone vicino a me che mi hanno aiutato a trovare quel tipo di energia, i pensieri positivi che non è facile trovare quando sei un po' nel buio, quando le cose non vanno per il verso giusto e fai fatica anche solo a colpire qualche palla o a competere. Mi sento felice – ha spiegato – perché sono stato presente dal primo all’ultimo punto, godendomi ogni cosa e parlandomi sempre positivamente.

“Il tennis è l’amore della mia vita”, aveva detto nel post match, un concetto ribadito con una sfumatura che guarda anche di più al campo: “Il tennis per me significa essere felice, carico e pronto a competere”. Un aspetto al quale può guardare con più leggerezza, avendo accettato i problemi fisici degli anni scorsi ed essendo ben conscio dei propri punti di forza e delle debolezze.

“Abbiamo analizzato quello che mi è accaduto per capire se gli infortuni fossero legati a qualcosa in particolare. La verità è che, se fosse stato così, le cose si sarebbero manifestate più frequentemente, su ogni colpo".

Berettini e il suo diritto (Getty Images)

Berettini e il suo diritto (Getty Images)

"Il tennis è uno degli sport più duri che esista e io sono semplicemente arrivato alla conclusione che il mio corpo è usurato: ho un gioco potente e l’ho accettato. La chiave è stata ritrovare la fiducia per dare il 100% su ogni colpo - ha concluso -. Colpire forte, con tanto peso sulla palla, mi rende efficace. Per questo il servizio e il dritto sono chiaramente le mie armi più importanti, ed essere al 100% è la soluzione per sentirmi come mi sono sentito oggi”.

Ai quarti, ci sarà derby tutto azzurro con Matteo Arnaldi, "anche lui tornato dopo un serio infortunio al piede", ha ricordato Berrettini. "Quando giochi da solo, guardi solo a te stesso, ma contro i connazionali è più complicato. Per fortuna, però, per noi italiani sta succedendo spesso su palcoscenici importanti", ha commentato. "Cobolli è in quarti di finale, e poi abbiamo Jannik, Lorenzo Musetti, Darderi. Tutti stanno giocando un tennis straordinario. È un bene per lo sport, è un bene per il tennis italiano. Col nostro derby, avremo la certezza che un italiano sarà in semifinale, e questo è bello per i tifosi italiani".

Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti