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Australian Open: Alcaraz e Djokovic al secondo turno

Vittorie diverse all'esordio per lo spagnolo e il serbo. Al primo tre set sono stati sufficienti per avere la meglio su Shevchenko, mentre Nole ne ha impiegati quattro contro la rivelazione Basavareddy

di | 13 gennaio 2025

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Avanti tutta, Alcaraz. Lo spagnolo n.3 del mondo ha esordito con una vittoria negli Australian Open battendo il kazako Alexander Shevchenko col punteggio di 61 75 61 e affronterà ora il giapponese Yoshihito Nishioka (n.65) contro cui tre anni a Bercy ha vinto l'unico precedente in carriera.

Un debutto, quello del murciano, che a giudicare dal primo set sembrava all'insegna di una semplice navigazione di cabotaggio: appena 29' per incamerare il primo parziale e destare ottime impressioni. Di impressioni però si trattava, non suffragate dalle statistiche, che indicavano nelle sue basse percentuali al servizio (appena il 64% di punti con la sua prima) e nell'inconsistenza del suo rivale le ragioni di un andamento così a senso unico. Nel secondo set infatti, con un rendimento in battuta rimasto pressoché inalterato, è bastato a Schevchenko limare qualcosa nel suo gioco per costringere il murciano a fare gli straordinari nel tentativo - portato a termine - di strappar lui la battuta nel corso di undicesimo game che se vinto gli avrebbe permesso di impattare nel punteggio. 

Ma come spesso accade, scampato il pericolo e ottenuto il doppio vantaggio, nel terzo set Alcaraz è tornato a spadroneggiare. E questa volta, a puntellare la mezz'ora scarsa necessaria per chiudere la contesa, più del calo del suo rivale è stato il tennis dello spagnolo, tornato efficace e travolgente, imprevedibile e insostenibile, con percentuali finalmente in linea con il rendimento che da lui ci aspetta e ben dieci vincenti e soli tre gratuiti. 

"Credo di aver giocato a un ottimo livello, non sai mai come andrà il primo match della stagione. Sentivo però di poter far bene, ma adesso ci tengo a fare ancora meglio alla prossima - ha esordito in conferenza stampa Alcaraz - Quest'anno ho preferito svolgere una preseason più lunga, quattro settimane anziché due. Ho un'età in cui ho bisogno di settimane di allenamento. La stagione sarà lunga e occorrerà essere in buona forma ed è per questo che ho preferito non disputare alcun torneo prima di venire qui".

Infine le ultime battute il murciano le riserva per il suo prossimo avversario: "So che Nishioka è un giocatore davvero tosto, ma io proverò a giocare una buona partita e a fare le cose su cui sto migliorando cercando di ricavarne ancora più fiducia. Di sciuro sarà una bella partita, io cercherò di restare concentrato sul mio gioco e staremo a vedere quel che accadrà".

Si qualifica al secondo turno anche Novak Djokovic. Dieci volte vincitore a Melbourne, il serbo ha dovuto invece sudare quattro set prima di piegare l'esuberante resistenza del giovane Nishesh Basavareddy: 46 63 64 62 il punteggio finale in favore di Nole - la cui ultima eliminazione al primo turno dell'Happy Slam risale al 2006 - che sfiderà ora il portoghese Jaime Farias (n.125).

Partite così Novak Djokovic era abituato a vincerle ancor prima di scendere in campo. Ma Basavareddy si è dimostrato rivale impermeabile alle emozioni, dotato di corsa e gioco tali da poter recitare un ruolo ben diverso da quello dello sparring partner cui tutti sembravano averlo designato. E così nel primo set, dopo aver cancellato una prima palla break sul suo primo turno di battuta, si è risolto con l'americano a tener testa all'ex numero uno e a provocarne il gioco, confidente di avere gambe e colpi per poterlo sostenere. Ottenuto il break del vantaggio, Basavareddy ha poi cancellato subito una seconda chance di break del serbo, innervositosi un po'troppo complici gli undici gratuiti da lui concessi a un rivale tanto frizzante quanto preciso (16 vincenti e 8 gratuiti a fine parziale).

E però tanto sforzo fisico e mentale ha finito poi col presentare il conto. Ed ecco così fare il loro ingresso i fisioterapisti convocati dal n.107 del mondo per un problema alla coscia sinistra, eredità di qualche tossina e di una tensione che anziché sciogliersi ha finito col perdurare sui suoi muscoli. Di là dalla rete, con alle spalle 94 vittorie a Melbourne, Djokovic ha impiegato poco a leggere il momento e a ricalibrare la sua strategia. Uno scambio di impressioni col suo nuovo coach Andy Murray, una costanza sempre più letale alla battuta e una ritrovata complicità con le linee del campo - ora centrate con molta più frequenza - hanno finito col rimetterlo in carreggiata consegnandogli il secondo set, e poi il terzo, vero punto di svolta del match.

Solo nel quarto Djokovic ha dovuto annullare la terza e ultima palla break del suo match, e merito va riconosciuto a Basavareddy per esser riuscito a non cedere di schianto e aver continuato a esplorare i suoi limiti e il suo gioco di fronte a quello che per sua stessa ammissione è sempre stato uno dei suoi idoli negli anni della formazione. Servizio dopo servizio (23 gli ace totali del serbo) l'ex numero uno ha continuato a mantenere alta la pressione, nonostante qualche gratuito di troppo, bilanciato ormai da quelli consegnatigli dal suo rivale, sempre più prossimo a una sconfitta in linea col pronostico ma - viste le circostanze - da riporre negli archivi come primo vero test con il tennis dei grandi. 

"Per un set e mezzo è stato il giocatore migliore e ha meritato ogni singolo applauso che ha ricevuto - ha dichiarato Djokovic riferendosi al suo rivale di giornata - E'stata una buona prestazione, questi match sono sempre insidiosi e pericolosi. Lui era al suo primo match in un Grand Slam e non aveva nulla da perdere. Mi ha piacevolmente sorpreso fino alla fine con tutti i suoi colpi e gli auguro il meglio per il futuro".

A destare curiosità nell'esordio del serbo è stata soprattutto la collaborazione col suo nuovo coach Andy Murray, "un ragazzo eccezionale, è un piacere averlo nel mio angolo", ha dichiarato Djokovic in conferenza stampa. 

"La comunicazione è la chiave per capirsi meglio a vicenda - ha ancora spiegato Nole - Ci siamo parlati prima del match, prima del riscaldamento e lo abbiamo fatto anche cinque minuti fa a match concluso. Ci siamo scambiati impressioni sulla partita, su come ho giocato e su quel su cui lavorare domani. Non abbiamo ancora trascorso molto tempo insieme e questa era la prima partita, ma mi piace averlo nel mio angolo. In alcuni momenti mi sono avvicinato a lui chiedendogli qualcosa e lui mi ha dato il suo feedback e la sua opinione. E' importante, mi piace parlare con lui e non devo spiegargli nulla: capisce al volo quel che sta succedendo, comprende gli alti e bassi, non solo quelli di gioco ma anche dal punto di vista mentale e fisico. Oggi è stato fantastico, si è anche alzato in piedi molte volte cercando di incoraggiarmi e devo dire che la cosa mi è piaciuta molto".

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