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Slam

Aus Open, Djokovic scalda i motori

Il serbo ha vinto in due set il match d'esibizione contro Tiafoe mostrando una buona condizione e altrettanta lucidità nel valutare le sue chance di vittoria in quello che è lo Slam in cui ha raccolto più successo

15 gennaio 2026

Novak Djokovic in azione (Getty)

Novak Djokovic in azione (Getty)

Arrivato a Melbourne senza aver disputato alcun evento di preparazione in vista del primo Slam stagionale, eppure ancora indicato da tutti come l'unico in grado di poter ancora vincerne uno nonostante la concorrenza di Sinner e Alcaraz stia ormai assumendo i contorni di una vera e propria dittatura e le sue primavere siano prossime ai quaranta anni, Novak Djokovic è sceso nella notte in campo per un match d'esibizione dai nobili fini - leggi: beneficienza - contro l'americano Frances Tiafoe. Il serbo si è imposto in due set col punteggio di 63 64, e per quanto leggera potesse essere l'atmosfera per lunghi tratti si è respirato tennis vero, e con lui agonismo e voglia di saggiare fino in fondo le condizioni della Rod Laver Arena.

"Sto cercando di trovare la forma di un match, e questa è stata una bella chance di scendere sul campo Centrale, assaporarne le condizioni con pubblico, raccattapalle e tutto il resto - ha dichiarato Djokovic a fine match - Non giocavo una partita da novembre e non ho disputato tornei in vista degli Australian Open". Evidentemente la memoria agonistica del serbo, vincitore di ben dieci titoli a Melbourne in carriera, è andata ritrovandosi strada facendo consegnando a fine match uno score in cui brillano i 22 vincenti da lui messi a segno impreziositi dall'80% di punti messi a segno con la prima e un solo break subito, peraltro ininfluente ai fini del match. 

Novak Djokovic (Getty)

Novak Djokovic (Getty)

Frances Tiafoe (getty)

Frances Tiafoe (getty)

Detto della fiamma dell'agonismo che ancora ne avvampa le prestazioni, oggi Djokovic è però consapevole di aver meno chance di poter indossare i panni del dominatore da lui indossati per buona parte della sua carriera. Ma è una condizione, questa, che pare aver ben introiettato e che non sembra inquinarne approccio e ambizioni. "Sono tato fortunato ad aver giocato così tante stagioni - ha ancora aggiunto il serbo a caldo - Non ricordo quel che ho fatto ieri figuriamoci se ricordi una mia off season di dieci anni fa. Quello che vado ricordandomi è che una volta in campo non c'è niente di sicuro, così come avverto la gioia che provo ancora a giocare a questi livelli a questa età".

Semifinalista l'anno scorso in tutti e quattro gli Slam, sconfitto due volte da Jannik Sinner e una volta da Carlos Alcaraz e Alexander Zverev (quando il serbo fu costretto al ritiro dopo aver perso al tie-break il primo set), Djokovic ha dimostrato di avere una speciale connessione con gli Slam in una stagione che ha comunque portato lui in dote due titoli: quello di Ginevra, coinciso anche con il 100° della sua carriera, e il bis offerto ad Atene, battendo in finale Lorenzo Musetti. Attuale n.4 del mondo, Djokovic già da diverse stagioni ha iniziato a selezionare con cura cui i tornei a cui prender parte, e questo 2026 non farà eccezione. L'obiettivo, anche se non dichiarato, è provare a centrare quel 25° Slam con cui diventerebbe il giocatore più titolato di sempre in questa categoria di tornei, e al tempo stesso - chissà - provare a traguardarsi alle prossime Olimpiadi di Los Angeles cui prenderebbe parte da campione in carica.

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