-
Slam

'Happy Slam' e le altre storie: a Melbourne è il giorno della vigilia

Tra poche ore scatta la 114.ma edizione degli Australian Open. Domenica subito in campo Paolini, Cobolli, Sabalenka, Zverev e Alcaraz

di | 17 gennaio 2026

20260117_GettyImages_2256716518.jpg

I rettangoli di cemento blu e tutto intorno colori e allegria, nel pieno rispetto del suo appellativo: Happy Slam. A Melbourne è giorno di vigilia; un sabato di quiete, prima della tempesta di emozioni che caratterizzerà i match del Melbourne Park fino al 1° febbraio. È giorno di vigilia down under, scandita dall’energia del Kids Day, del nostalgico amarcord con Federer, Agassi, Rafter e Hewitt protagonisti della cerimonia di apertura serale e dai temi della rivalità Sinner – Alcaraz, che si rinnovano anche dall’altra parte del pianeta. 

Mancano solo poche ore all’inizio ufficiale degli Australian Open 2026, edizione numero 114 del Major che apre ufficialmente la stagione del poker più prestigioso del tennis mondiale. Dopo un inizio anno caratterizzato da esibizioni, novità, sponsor appearances e allenamenti, con gli ultimi appuntamenti del ‘media day’ i tennisti possono finalmente indossare le divise ufficiali e dare il via alla competizione. E nella prima domenica del torneo non mancano temi, storie, curiosità e qualche ‘peso massimo’: sarà subito esordio per gli azzurri Jasmine Paolini e Flavio Cobolli, per i favoriti n° 1 Aryna Sabalenka e Carlos Alcaraz, per Zverev, Bublik, Raducanu, Tiafoe e Venus Williams.
UNA STORIA FANTASTICA - La prima edizione degli Australian Open risale al 1905; ha cambiato più volte sede e superficie - si è giocato ad Adelaide, Brisbane, Perth, Sydney e in Nuova Zelanda, su erba e ogni tipo di cemento – ma è con il trasferimento al Melbourne Park nel 1988 che ha inizio la sua fase definitiva e, decisamente, più prestigiosa. Ci sono voluti passione, dedizione, progettualità e investimenti importanti per creare quello che oggi rappresentano gli Australian Open per lo sport australiano; c’è voluta tanta pazienza per riuscire nell’impresa - che ad un certo punto qualcuno immaginava impossibile - di allinearsi nel prestigio e nella storia agli altri tre Slam. Il site si trova nel cuore della città, lungo il fiume Yarra, in un polmone verde completamente dedicato allo sport; oltre all’impianto del tennis il colpo d’occhio è catturato dall’AAMI Park (stadio da oltre 30mila posti per calcio e rugby) e dal Melbourne Cricket Ground. Federation Square, con l’iconica Flinders Station, e St. Paul Cathedral sono a soli 10 minuti a piedi, i richiami al torneo e ai suoi protagonisti tappezzano la città e accolgono gli appassionati già all’aeroporto. Il site è moderno e innovativo: tre campi con il tetto li hanno solo loro ('Rod Laver Arena', 15.045 posti a sedere; ‘Margareth Smith Court Arena', 7.475 posti e 'John Cain Arena' 9.701 posti), oltre ad altre tre belle arene ('KIA Arena', 5mila posti, '1573 Arena' da 3mila posti e 'ANZ Arena', da 3mila posti a sedere).
Sinner, la gioia del trionfo più grande

Sinner, la gioia del trionfo più grande

IO SONO LEGGENDA – Alcune delle storie più belle del torneo ha contribuito a scriverle anche lui… non a caso la notizia del suo ritorno al Melbourne Park ha caratterizzato le ultime settimane del mondo social. Dopo aver fatto registrare il tutto esaurito nella sua conferenza stampa pre-torneo, Roger Federer ha stregato la 'Rod Laver Arena’ nel suo allenamento con Casper Ruud... come ai vecchi tempi, come se il tempo si fosse fermato ad uno dei suoi sei trionfi in Australia. “Quello del 2017 è stato un successo speciale – ha raccontato il ‘maestro’ svizzero - , per come è finita la finale contro Rafa lo definirei surreale. Ero arrivato qui senza aspettative: sarei già stato contento dei quarti. Penso che Seve e Ivan, segretamente, credessero che potessi riuscirci. Io invece no, non da numero 17 del mondo, dopo sei mesi senza giocare. Avevo giocato molto bene alla Hopman Cup, mi sentivo bene, ma sapevo anche di avere un tabellone difficile e di dover battere giocatori importanti per arrivare in fondo. Il modo in cui si è sviluppato il torneo e quella la finale lo rende forse il successo più speciale della mia carriera”.
 
Dalla sua straordinaria rivalità con Nadal, al duopolio del momento: “La rivalità tra Sinner e Alcaraz è fantastica, giocano un tennis incredibile – ha dichiarato Federer - . La finale del Roland Garros è stata irreale, il nostro sport forse non ne aveva bisogno, ma è stato meraviglioso che ci sia stata. Per un attimo il mondo sportivo si è fermato e ha guardato a Parigi e a quell’epico quinto set concluso nel modo più folle. Forse una delle migliori partite che abbiamo mai avuto nel nostro sport”.
Roger Federer abbraccia Pat Rafter, Andre Agassi e Lleyton Hewitt all'Australian Open (Getty Images)

Roger Federer abbraccia Pat Rafter, Andre Agassi e Lleyton Hewitt all'Australian Open (Getty Images)

‘STRIKE A POSE’ - Coccolare la Norman Brookes Challenge Cup o la Daphne Akhurst Memorial Cup è il sogno che coltivano tutti i giocatori – 128 uomini e 128 donne – al via nei tabelloni principali degli Australian Open. I trofei più ambiti, intitolati a due leggende del tennis aussie, e i luoghi iconici di una città che ama lo sport e ha legato il suo nome al grande tennis in modo indissolubile. Qualcuno – coraggioso – si è tuffato nello Yarra (di Courier e Kerber i tuffi più celebri); altri hanno passeggiato sereni sul bagnasciuga di Brighton Beach (12 mesi fa è toccato a Madison Keys); c’è chi è sceso ammiccante da una gondola ai Royal Botanic Gardens o chi, come Jannik Sinner un anno fa, si è messo in posa davanti al lago di Albert Park. Un 'click' per entrare nella leggenda; Novak Djokovic, a proposito di leggende,  dieci titoli, è l’esperto dei photoshooting in Australia. L’edizione 2026 rappresenta la 21.ma partecipazione di Nole nel torneo australiano: “E’ stato un percorso lungo, ma molto positivo – ha dichiarato il serbo nel suo media day - . È stato il mio Slam più vincente, ho sempre amato giocare qui e lo chiamano ‘Happy Slam’ per un motivo. Siamo tutti motivati a iniziare la stagione nel miglior modo possibile. Io cerco di non dare mai per scontata nessuna delle opportunità che mi vengono offerte, spero di tirare fuori il meglio di me in questo torneo. Si è parlato molto della mia rincorsa al 25° Slam, ma cerco di concentrarmi su ciò che ho già ottenuto, non su ciò che potrei ottenere. Spero che arrivi, certo, ma 24 non è un brutto numero. Devo apprezzarlo e ricordare a me stesso l’incredibile carriera che ho avuto”.

Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti