Tra poche ore scatta la 114.ma edizione degli Australian Open. Domenica subito in campo Paolini, Cobolli, Sabalenka, Zverev e Alcaraz
di Francesca Paoletti, da Melbourne | 17 gennaio 2026
I rettangoli di cemento blu e tutto intorno colori e allegria, nel pieno rispetto del suo appellativo: Happy Slam. A Melbourne è giorno di vigilia; un sabato di quiete, prima della tempesta di emozioni che caratterizzerà i match del Melbourne Park fino al 1° febbraio. È giorno di vigilia down under, scandita dall’energia del Kids Day, del nostalgico amarcord con Federer, Agassi, Rafter e Hewitt protagonisti della cerimonia di apertura serale e dai temi della rivalità Sinner – Alcaraz, che si rinnovano anche dall’altra parte del pianeta.

Sinner, la gioia del trionfo più grande
Roger Federer abbraccia Pat Rafter, Andre Agassi e Lleyton Hewitt all'Australian Open (Getty Images)
‘STRIKE A POSE’ - Coccolare la Norman Brookes Challenge Cup o la Daphne Akhurst Memorial Cup è il sogno che coltivano tutti i giocatori – 128 uomini e 128 donne – al via nei tabelloni principali degli Australian Open. I trofei più ambiti, intitolati a due leggende del tennis aussie, e i luoghi iconici di una città che ama lo sport e ha legato il suo nome al grande tennis in modo indissolubile. Qualcuno – coraggioso – si è tuffato nello Yarra (di Courier e Kerber i tuffi più celebri); altri hanno passeggiato sereni sul bagnasciuga di Brighton Beach (12 mesi fa è toccato a Madison Keys); c’è chi è sceso ammiccante da una gondola ai Royal Botanic Gardens o chi, come Jannik Sinner un anno fa, si è messo in posa davanti al lago di Albert Park. Un 'click' per entrare nella leggenda; Novak Djokovic, a proposito di leggende, dieci titoli, è l’esperto dei photoshooting in Australia. L’edizione 2026 rappresenta la 21.ma partecipazione di Nole nel torneo australiano: “E’ stato un percorso lungo, ma molto positivo – ha dichiarato il serbo nel suo media day - . È stato il mio Slam più vincente, ho sempre amato giocare qui e lo chiamano ‘Happy Slam’ per un motivo. Siamo tutti motivati a iniziare la stagione nel miglior modo possibile. Io cerco di non dare mai per scontata nessuna delle opportunità che mi vengono offerte, spero di tirare fuori il meglio di me in questo torneo. Si è parlato molto della mia rincorsa al 25° Slam, ma cerco di concentrarmi su ciò che ho già ottenuto, non su ciò che potrei ottenere. Spero che arrivi, certo, ma 24 non è un brutto numero. Devo apprezzarlo e ricordare a me stesso l’incredibile carriera che ho avuto”.