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"Per due set e mezzo - ha detto il tedesco - ho giocato una partita quasi perfetta. Poi ho perso un po' di concentrazione e di attenzione in un game del terzo set, e lui ne ha approfittato molto bene. Alla fine è diventata interessante, ma sono contento di averla chiusa in tre set senza dover disputare il quarto"
02 luglio 2026
Due partite, due vittorie in tre set e la sensazione di essere arrivato a Wimbledon con un volto completamente diverso rispetto a dodici mesi fa. Alexander Zverev supera senza particolari problemi il francese Valentin Royer e, dopo il successo, sottolinea soprattutto la solidità della propria prestazione, pur riconoscendo un piccolo passaggio a vuoto nel finale.
"Per due set e mezzo - ha detto - ho giocato una partita quasi perfetta. Poi ho perso un po' di concentrazione e di attenzione in un game del terzo set, e lui ne ha approfittato molto bene. Alla fine è diventata interessante, ma sono contento di averla chiusa in tre set senza dover disputare il quarto. Amo giocare a Wimbledon, ma all'inizio del torneo è sempre meglio vincere nel modo più rapido possibile".
Il campione in carica del Roland Garros sa bene quanto sia importante gestire le energie in uno Slam e, a 29 anni, ammette di guardare anche a questo aspetto.
"Non sono ancora vecchio, ma sto arrivando a un'età in cui bisogna anche imparare a risparmiare energie. Vincere facilmente e in tre set ti dà fiducia e ti permette di affrontare il torneo con maggiore serenità. Soprattutto qui a Wimbledon, dove amo giocare ma dove sto ancora aspettando quel grande risultato che finora mi è mancato. Se continuo a esprimere questo livello di tennis, penso davvero che possa arrivare proprio quest'anno".
L'atteggiamento con cui affronta il torneo londinese, spiega Sascha, è molto diverso rispetto a quello del 2025. Allora arrivava dopo mesi complicati, oggi invece porta con sé la fiducia conquistata con il primo titolo Slam della carriera.
"Non si possono paragonare questi due anni. Dodici mesi fa stavo attraversando un periodo molto difficile per il mio tennis e non stavo giocando bene. Quest'anno arrivo qui da campione del Roland Garros. La mentalità è completamente diversa e anche il mio livello di gioco è diverso. Ovviamente spero di continuare così".
La vittoria di Parigi rappresenta una spinta importante, ma Zverev sa bene che nel tennis non ci si può permettere di vivere troppo a lungo nel passato. "Mi piace dire che nel tennis bisogna avere una memoria corta, sia quando le cose vanno bene sia quando vanno male. Il torneo successivo è sempre dietro l'angolo. Vincere il Roland Garros è stato un enorme sollievo, perché aspettavo il mio primo Slam da tantissimo tempo. Ma due settimane dopo sei già a Wimbledon. Devi ricordarti che ce l'hai fatta e che puoi riuscirci ancora, però ogni partita va affrontata con il massimo della serietà e dando il cento per cento".
Alla vigilia del torneo aveva parlato anche dei problemi di allergia che lo accompagnano sull'erba, ma il tedesco minimizza la questione con un sorriso. "Ho semplicemente il naso un po' chiuso. Non morirò certo per questo. Non influisce sul mio tennis e sto bene".
In conferenza stampa non manca nemmeno una parentesi più leggera, dedicata ai cani. Dopo che Aryna Sabalenka aveva chiesto a Wimbledon di consentire ai giocatori di portarli all'interno del circolo, anche Zverev si schiera dalla sua parte.
"Sarebbe una bella cosa. Credo che ai cani l'erba piacerebbe molto più della terra battuta del Roland Garros... Forse quello potrebbe diventare un piccolo problema. Io ne ho quattro: due barboncini vivono con i miei genitori e due bassotti con me e la mia compagna. Anche loro, comunque, sono felicissimi quando possono stare in giardino, sull'erba. Personalmente non avrei nulla in contrario".