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Domenica di fumo e attese azzurre a Melbourne: Sinner, Darderi e Musetti non scoprono le carte

Fumo e fuliggine degli incendi che stanno devastando lo stato di Victoria sono arrivati anche in città: Sinner e Musetti hanno preferito allenarsi indoor, Darderi ha scelto comunque di restare all'aperto

di | 25 gennaio 2026

Jannik Sinner, Luciano Darderi e Lorenzo Musetti (fonte foto Getty Images)

Jannik Sinner, Luciano Darderi e Lorenzo Musetti (fonte foto Getty Images)

La fine di ogni giornata dell’Happy Slam è scandita da uno stormo di gabbiani che volteggia sui campi secondari, attratto da qualche avanzo e dai led che restano accesi ben oltre la fine dei match. È un’immagine leopardiana, che a modo suo concilia il sonno più del pensiero che la sveglia suonerà fra 3 ore. Ma è un’icona della quale ieri non c’era traccia. Quando verso l’una e mezza ho lasciato Melbourne Park, l’atmosfera fuligginosa ha colpito prima il naso, poi gli occhi e fine la pelle. “Fumo”, ho pensato.

L’aria pesante, carica di particolati sottili, le mani ricoperte da uno strato di polvere. Alzando gli occhi al cielo, poi, né stelle né gabbiani. Solo un muro grigiastro, e la certezza che quelle non fossero nubi. Le temperature di ieri hanno provocato nuovamente lo scoppio di incendi da queste parti. Lo stato del Victoria ha già pagato il fio ad un paio di giornate torride di inizio gennaio, con roghi che hanno raso al suolo 400mila ettari di terreno - più o meno la superficie del Molise - hanno provocato la morte di 15mila capi di bestiame e hanno distrutto circa 800 costruzioni, tra le quali 250 abitazioni.

Ieri i danni materiali sono stati contenuti – per conferme chiedere a Jannik Sinner – ma stavolta gli incendi più gravi si sono sviluppati nel parco naturale degli Otways, un paio d’ore a sud-ovest di Melbourne. Il fumo, spinto dai forti venti, ha generato una nebbia fitta che si è protratta fino alle prime ore dal mattino. Cosa c’entrano gli Australian Open? Bè, intanto perché Tennis Australia ha avvisato i giocatori che al mattino solo i campi dotati di tetto e ventilati sarebbero stati utilizzati per i match ufficiali, i warm-up e gli allenamenti. 

Così si presentava il cielo su Melbourne (Foto FITP)

Così si presentava il cielo su Melbourne (Foto FITP)

Quella è stata la soluzione preferita da Lorenzo Musetti, il quale - inizialmente atteso sul campo 10 alle 13 - ha preferito optare per un impianto indoor, il numero 7, lontano da sole, sguardi e diossine. Muso ha già messo nelle gambe 10 partite dall’inizio dell’anno (e 10 ore e mezza solo nella prima settimana australiana) e nel giorno che precede la sfida a Taylor Fritz il lavoro è stato prevalentamente di scarico.

Anche quando il peggio è passato e il cielo ha cominciato a svelarsi, alcuni hanno deciso di ritardare la discesa in campo. È stato il caso di Jannik Sinner, che sabato ha rischiato di capitolare contro i crampi, la tensione e Spizzirri e oggi non ha avuto nessuna voglia di aggiungere tossine potenzialmente nocive ad un organismo provato. Il bi-campione australiano si è allenato in maniera blanda, alle 17, sul lontano campo 1 nella struttura indoor del National Tennis Centre, alternando scambi e palleggi con Simone Vagnozzi a servizi contro il malcapitato Darren Cahill.

Di parere diverso ironman Luciano Darderi, che alle 16 è arrivato col suo smanicato sul campo 10 per preparare la partita più importante della carriera: domani lo attendono Jannik e gli ottavi Slam: l’avversario più forte su un palcoscenico come la Margaret Court Arena e con la posta in palio più alta della carriera. Lucio si è allenato per mezz’ora con Tim Gray – 27enne di Perth ex numero 1600 e passa del mondo – assieme al quale l’altro ieri si era  scaldato proprio quell’Eliot Spizzirri che ieri ha fatto tremare lo Stivale. Per Tim nessuna richiesta particolare da parte del clan Darderi, anche perché replicare la regolarità a mille all’ora di Jannik è virtualmente impossibile. E una specifica: “Non penso che Luciano mi abbia richiesto come sparring per scaramanzia, è semplicemente capitato. Credo”.

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