Chiudi
In uno dei match di primo turno più interessanti di questo Us Open - live dalle 17 su SuperTennis - il greco affronta il francese Fils contro il quale non ha mai vinto nei cinque confronti precedenti
di Paolo Rossi | 31 agosto 2026
La battuta che Stefanos Tsitsipas ha preparato per l’esordio 2026 degli US Open, e che spera di poter scandire a gran voce, è: “nessuno batte Tsitsipas per sei volte di fila!”. Non siamo impazziti, spieghiamo: il tennista greco è notoriamente un amante delle citazioni, e oggi pomeriggio affronta il francese Arthur Fils nel primo turno dell’ultimo Slam dell’anno (in diretta naturalmente su SuperTennis). Bene: dal 2023 a oggi i due si sono incrociati cinque volte e il greco ne è sempre uscito sconfitto. Ma stavolta a New York sarà diverso, giura il buon Stefanos, fresco 28enne, ex numero tre del mondo e due volte finalista Slam (Roland Garros e Australian Open), voglioso di rompere il tabù a tutti i costi.
Pensare positivo è sempre un bene, ma il greco dovrà sfoggiare una prestazione XXL, considerando che in questa stagione ha realizzato un solo acuto, al torneo di Gstaad, e poi tutta una serie di delusioni. In realtà si è distinto maggiormente per vicende extra campo, vedi la definitiva separazione (con dettagli) dalla collega Paula Badosa ma ancor di più dal papà Apostolos, inteso come coach. Volendo sintetizzare le ragioni, possiamo unirle e accorparle in “dinamiche tossiche”.
Insomma, il buon Stefanos ha deciso (faticosamente) di cambiare vita. Di cambiare anche il suo tennis (fortunatamente non il suo rovescio a una mano di cui siamo sinceri estimatori): “Sento di essermi trasformato in qualcosa di un po' più umano e più in linea con il mio carattere”.
Cosa significa? Semplice: che Tsitsipas junior ha ucciso Tsitsipas senior. Per carità, non letteralmente. Traduciamo: in psicologia e psicoanalisi, "uccidere il padre" (o "uccidere i propri genitori") significa compiere lo svincolo psicologico dalla famiglia. Significa che Stefanos ha voluto diventare adulto e pensare con la propria testa. La conferma viene dalle sue parole: “Rinfrescante non avere una voce costantemente sopra di me che mi guida e fornisce informazioni. Era diventato mentalmente estenuante”.
Il greco vive questo suo conflitto interiore da tempo, e più di una volta abbiamo assistito al “lascia/riprendi” con il papà. Stavolta sembra davvero tutto definito, tanto da aver chiesto a Patrick Mouratoglou di seguirlo. La scelta pare avergli già dato giovamento: “Non sento più tensione nel mio team. Ci sono state cose nel passato di cui non ero molto contento, non ero orgoglioso di come esprimevo la rabbia verso mio padre, per esempio, cui voglio molto bene…".
Vedremo gli effetti di questa nuova leggerezza in campo? Tsitsipas non va mai sottovalutato, mai preso sottogamba (avete visto cosa è successo a Djokovic contro Navone?), anche se il suo tennis non sembra efficace come nel passato. Di questo Arthur Fils dovrebbe esserne consapevole, e dunque tirar fuori una prestazione delle sue ultime, che gli sono valse il trofeo del Masters 1000 di Cincinnati e l’avvicinamento alla Top 10 della classifica (ma in quella live al momento è addirittura nono). Gli infortuni sembrano un lontano ricordo e il suo tennis esplosivo e potente è una cosa di cui i suoi colleghi farebbero volentieri a meno, e dunque per Tsitsipas non poteva esserci sorteggio e cliente più scomodo.
La sfida assume anche un contorno più interessante considerando che nel box del francese c’è Goran Ivanisevic, che per un periodo ha seguito proprio Tsitsipas con chiusura di rapporto non da definire idilliaca, mentre Mouratoglou, dall’altra parte, si dichiara entusiasta della nuova avventura, con l’obiettivo dichiarato di portare il greco agli Australian Open 2027 come testa di serie. La strada sembra un pochino lunga e impervia, ma le potenzialità ci sono tutte. Tornando a oggi: potenza contro strategia, sul cemento newyorchese, gli americani non chiedono di meglio, come spettacolo. E non solo loro.