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US Open, una storia esagerata! (2)

Forest Hills: l'eleganza, la gloria, il divorzio

| 03 settembre 2026

Il tennista americano Arthur Ashe (1943 - 1993) riceve le congratulazioni da suo padre, Arthur Ashe Sr., sul campo centrale del West Side Tennis Club dopo aver vinto la prima edizione in assoluto degli US Open, a Forest Hills, New York, il 9 settembre 1968 (foto Getty Images)

Il tennista americano Arthur Ashe (1943 - 1993) riceve le congratulazioni da suo padre, Arthur Ashe Sr., sul campo centrale del West Side Tennis Club dopo aver vinto la prima edizione in assoluto degli US Open, a Forest Hills, New York, il 9 settembre 1968 (foto Getty Images)

Manhattan, 1892. Un piccolo gruppo di gentiluomini facoltosi, un po’ snob e con fin troppo tempo libero, fonda un club di tennis destinato a fare storia: il West Side Tennis Club.
 
La gioia e l'orgoglio sono immediati, ma è solo qualche anno più tardi che, con il trasloco nel Queen's, nel 1913, ha inizio la sua storia straordinaria: a Forest Hills li attende, infatti, un'atmosfera magica, che ricorda un po’ quella delle campagne inglesi. Prati curati, tribune in mattoni, interni in legno pregiato e un silenzio regale; nulla a che vedere con la vicina Manhattan, il suo frastuono e lo skyline, che di lì a qualche anno si sarebbe trasformato dallo sbocciare degli iconici grattacieli.
 
Il tennis, all'epoca, era ancora uno sport per pochi eletti con brillantina tra i capelli e completi di flanella rigorosamente color crema. E Forest Hills, in questo senso, rappresentava il loro salotto buono
Bill Tilden a Forest Hills (foto Getty Images)

Bill Tilden a Forest Hills (foto Getty Images)

Neanche il tempo di specchiarsi e bearsi che, due anni più tardi, i Campionati Americani (U.S. National Championships) bussano alla porta del club. Fino ad allora vagabondi per il paese, diventano gli affittuari di lusso del West Side Tennis Club, strappando di fatto a Forest Hills i panni di semplice circolo esclusivo e trasformandolo nel luogo dove scrivere la storia del tennis americano.
 
Una cornice straordinaria, ma nel 1923, con la costruzione del nuovo stadio, il club fa un ulteriore salto di qualità: da Bill Tilden e Don Budge a Rod Laver e Arthur Ashe; da Helen Wills-Moody e Little Mo (Maureen Connolly) a Margareth Smith-Court e Billie Jean King... fino alle leggende dell'Era Open. Per oltre mezzo secolo a Forest Hills si sono sfidati tutti i più grandi.
L'USTA National Tennis Center (foto Getty Images)

L'USTA National Tennis Center (foto Getty Images)

Nel frattempo New York si trasforma, cresce, esagera. E, in modo direttamente proporzionale, lo fa anche la popolarità del tennis. Forest Hills, da 'buon salotto del tennis', fatica a stare al passo coi tempi; i campi in erba sono fragili, le tribune sono striminzite, i parcheggi inadeguati, e il quartiere residenziale è poco ospitale nei confronti delle frotte di tifosi festanti che ogni anno, a fine agosto, si presentano ai cancelli.
 
Il torneo cresce in fretta, chiede a gran voce stadi più grandi, spazi per i giocatori, servizi per il pubblico.  Le - bellissime - sedie di vimini, purtroppo, non bastano più.
 
E così, nel 1978, il dolore che nessun socio del club avrebbe mai voluto vivere: gli US Open salutano Forest Hills e traslocano allo USTA National Tennis Center. Nella vicina Flushing Meadows, nel cuore di Corona Park. Il divorzio è doloroso ma necessario, dopo 63 anni di amore
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