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Swiatek, il rilancio con Roig: “Il nostro lavoro sta pagando”

Dopo il comodo successo all’esordio a New York contro la cinese Xiyu Wang, Iga Swiatek racconta i benefici del lavoro svolto con Francisco Roig: “In campo – dice – prendo decisioni migliori, stanno portando risultati”. 30 vittorie su 31 al primo turno degli Slam: “Mai dare nulla per scontato”

01 settembre 2026

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Iga Swiatek

Iga Swiatek ha cominciato con il piede giusto il suo Us Open. L’ex numero 1 del mondo, campionessa a New York nel 2022, ha imposto ritmo e intensità contro la mancina cinese Xiyu Wang, imponendosi con un convincente 6-2 6-3. Un esordio solido, in linea con il buon momento attraversato dalla polacca, che nelle ultime settimane ha ritrovato qualità e continuità, tanto da presentarsi a New York col titolo nel mirino. “Penso sia stata una buona partita – ha detto Iga in conferenza stampa –: un buon primo turno contro una buona avversaria. Sono felice di essere stata solida fin dall'inizio, trovando la giusta intensità. Sentivo bene la palla, sono contenta del match”.

La polacca ha trovato la vittoria ideale per iniziare il suo torneo, e anche per raccogliere le conferme di cui aveva bisogno sul lavoro svolto di recente. Il cambiamento più importante? Nulla di nuovo, bensì la capacità di rendere automatici certi elementi della nuova quotidianità con coach Francisco Roig. “Sento che il lavoro ha iniziato a funzionare: ci sono tante cose che stiamo portando avanti sin dall’inizio della nostra collaborazione, che gradualmente mi vengono in maniera sempre più naturale. Non devo più pensarci, sono diventate automatiche. Il mio gioco è un po' più rilassato, sono più paziente, penso di prendere decisioni migliori. Sono felice che questo impegno stia portando risultati.

La stretta di mano fra Iga Swiatek e Xiyu Wang

La stretta di mano fra Iga Swiatek e Xiyu Wang

Per vincere a New York, come sempre, non basta battere solo le avversarie presenti dall’altra parte della rete. C’è sempre da lottare anche con una città che, per dimensioni, rumore e ritmo, è una sfida nella sfida. Iga l’ha già vinta in passato, dunque conosce bene l'ambiente dello Us Open, non si lascia più spaventare. “Ma non ho nessuno spazio segreto - precisa. Penso che a New York possa non esistere, è così affollata che probabilmente non ci sono posti davvero segreti”.

“Mi piace molto il mio hotel, quindi stare lì è un piacere. Sarebbe bello uscire e trovare posti magari meno affollati, ma a New York è difficile. Comunque mi sto divertendo: c'è buon cibo, un'atmosfera diversa. Cerco di trovare gli aspetti positivi. La città può essere davvero caotica, quindi cerco di mantenere la concentrazione e stare nella mia bolla”. Come? Con delle piccole abitudini che le permettono di staccare dal tennis. “Leggo libri, gioco coi LEGO, cerco di andare nella natura, anche se qui non è facile perché non ce n'è molta. In generale, cerco di avere uno spazio nel quale mi sento a mio agio”.

Quella contro la Wang è stata la trentesima vittoria della polacca al debutto Slam, su 31 partecipazioni. Tradotto: solo una volta ha perso al primo turno. Niente male. “La chiave del mio rendimento? Non affronto queste partite pensando che debbano essere facili. Non le do mai per scontate. Sono sempre pronta a mettere intensità fin dall'inizio”. Fra gli aspetti contro i quali dovrà lottare quest’anno, anche una superficie che – a detta sua – è più rapida rispetto a quelle trovate fra Toronto (dove ha vinto lei) e Cincinnati. “In teoria non dovrebbe esserci una differenza così grande, ma sento che la superficie è un po' più veloce e forse la palla rimbalza meno. Specialmente nei campi di allenamento, mentre gli stadi sono un tantino meno veloci. È così tutti gli anni”. Prossimo impegno, per la polacca, l’argentina Nadia Podoroska.

Swiatek, il rilancio con Roig: “Il nostro lavoro sta pagando”

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