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Sabalenka da paura, è di nuovo in finale a Melbourne! “Non avrei mai sognato tutto questo”

Aryna parte lenta ma poi strapazza l’amica del cuore, la spagnola Badosa, approdando per il terzo anno di fila all’ultimo atto dell’Australian Open. La numero uno del mondo sabato giocherà la sua quinta finale Slam della carriera

di | 23 gennaio 2025

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L'abbraccio affettuoso tra Paula Badosa e Aryna Sabalenka a fine match (foto Getty Images)

“Giocare un’altra finale qui sarà un grande privilegio: darò tutto quello che ho perché mi piace tantissimo giocare davanti a voi”. Si chiude con una dichiarazione d’amore per il pubblico aussie l’intervista in campo di una Aryna Sabalenka a dir poco raggiante. La bi-campionessa in carica ha centrato per la terza volta l’ingresso in finale all’Australian Open, primo Slam della stagione (con un montepremi record di 96,5 milioni di dollari australiani) che si sta avviando alle battute conclusive sui campi in cemento di Melbourne Park.

Certo, per riuscirci è dovuta letteralmente passare sopra la sua migliore amica, ma nella vita non si può avere proprio tutto…. Nella prima semifinale, infatti, la 26enne di Minsk, numero uno del mondo, si è imposta per 64 62, in un'ora e 26 minuti di partita, sulla spagnola Paula Badosa, n.12 del ranking e 11 del seeding, mai così avanti in un Major, battuta per la sesta volta in otto confronti (e in tutti gli ultimi sei). Sabato Aryna giocherà la sua quinta finale Slam (la 33esima complessiva: già 18 i trofei messi in bacheca, tra cui tre Major).

L’inizio partita, però, è stato tutt’altro che esaltante per la due volte regina di Melbourne: “Il primo set? Non so come sono riuscito a farlo girare - ha ammesso nell’intervista post-match in campo con Jelena Dokic - non pensavo nemmeno di riuscire a vincerlo quel terzo game. E’ stata una partita difficilissima perché giocavo contro un’amica, ed anche se ero felice di ritrovarla di nuovo a questi livelli volevo anche vincere. E sono davvero contenta di essere ancora in gara".

"Come gestiamo la cosa io e Paula? Beh, dopo le nostre prime due sfide abbiamo affrontato il problema, ci siamo parlate e spiegate - ha detto Sabalenka -.  Così riusciamo a restare amiche dopo il match, a prescindere dal risultato. Adesso, magari tra un paio di giorni, andremo a fare shopping insieme e ‘Paula, se mi stai guardando, pago tutto io’”, ha aggiunto con un sorriso che non conosce confini.  

Bella e vincente, Aryna ha svelato qualche piccolo segreto dei suoi successi: “Una barretta è un caffè 90 minuti prima del match e divertirmi e rilassarmi nel giorno libero: certo un po’ mi alleno, ma cerco di pensare il meno possibile al tennis”. E quando Dokic le ha ricordato che per Sinner sono indispensabili almeno 10 ore di sonno, ha risposto: “Credo che se dormissi per dieci ore rischierei di non svegliarmi più. L’ideale per me e riposare tra le sette e le nove ore al massimo. Così sono al top”. E si vede.

A parte l’inizio un po’ complicato, nessun calo di attenzione per la numero uno del mondo, determinata e costante per tutta la partita. Paula, ex numero 2 WTA - vincitrice del “Comeback Player of the Year” 2024 per la sua risalita nel ranking a seguito di un infortunio alla schiena che ne aveva minacciato la carriera l’anno precedente -, grazie alla sua prima “semi” Slam si consola con il ritorno in top ten.

Paula Badosa colpisce di diritto (foto Getty Images)

Paula Badosa colpisce di diritto (foto Getty Images)

Il movimento finale di chiusura del diritto di Aryna Sabalenka (foto Getty Images)

Il movimento finale di chiusura del diritto di Aryna Sabalenka (foto Getty Images)

Badosa ha iniziato il match in modo quasi perfetto sotto il tetto parzialmente aperto della Rod Laver Arena, prima che venisse chiuso completamente a causa della pioggia. La spagnola è stata avanti 2-0 e 40-0, ma non è riuscita a convertire le tre opportunità di salire 3-0. Sabalenka è entrata in partita e ha centrato il contro-break in un game da otto minuti riaprendo il set: ha infilato quattro giochi consecutivi salendo 4-2 e da quel momento in avanti non ha più avuto problemi, tanto è vero che non ha concesso più nessun’altra palla-break, archiviando la pratica con un diritto lungolinea inside-in sul primo match-point. Per Aryna a referto 26 vincenti a fronte di 18 errori non forzati, mentre Paula ha messo a segno solo 8 vincenti contro 14 errori gratuiti.

Tutta la grinta di Aryna Sabalenka (foto Getty Images)

Tutta la grinta di Aryna Sabalenka (foto Getty Images)

Con questo successo Sabalenka è diventata la terza giocatrice negli ultimi dieci anni ad aver vinto almeno 20 match di singolare in uno stesso torneo dello Slam dopo Serena Williams (Us Open e Wimbledon) e Swiatek (Roland Garros). La bielorussa è la prima giocatrice a mettere in fila così tanti successi a Melbourne dai tempi di Martina Hingis che arrivò a 27 (tra il 1997 ed il 2000). Per Aryna, che ha iniziato la stagione conquistando il titolo a Brisbane, si tratta dell’undicesima vittoria consecutiva in questo 2025.

A Melbourne la bielorussa punta a diventare la prima donna dopo Martina Hingis a realizzare la tripletta: la fuoriclasse elvetica aveva infatti dominato dal 1997 al 1999. Ma vuole anche essere la prima regina del tennis mondiale e prima testa di serie a vincere il titolo di singolare femminile dell’Aus Open da quando la beniamina di casa Ash Barty ci è riuscita nel 2022. La campionessa di Minsk ha raggiunto la finale in cinque degli ultimi otto Slam disputati (lo scorso anno ha saltato Wimbledon per un problema alla spalla).

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