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Parigi tra quali e allenamenti: Cinà brilla, Goffin saluta, Nole si presenta

Mentre l'Italia fa bella mostra dei suoi talenti nelle qualificazioni, arrivano i big e cominciano ad allenarsi. Nella giornata di mercoledì spazio a Novak Djokovic e Daniil Medvedev, entrambi sul Centrale

di | 20 maggio 2026

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L'Italia a Parigi comincia con una promozione sicura. È quella che spetterà al vincente del derby in programma nel turno decisivo delle qualificazioni, tra Andrea Pellegrino e Marco Cecchinato: 29 anni il primo, nel momento migliore della carriera, e 33 il secondo, a caccia di un finale in grande stile. Proprio il siciliano, a Parigi, ha vissuto 8 anni fa i giorni più belli della sua vita sportiva, con quella semifinale che ancora abbiamo negli occhi e che adesso può essere battezzata come uno degli inizi della nostra età dell'oro. Cecchinato sembrava sul punto di mollare la presa, invischiato tra Challenger e risultati modesti, invece negli ultimi mesi qualcosa è cambiato. Contro il greco Stefanos Sakellaridis, oggi di base al Piatti Tennis Center di Bordighera, Marco ha fatto valere la sua attitudine alla terra e in particolare a quei campi che così bene si addicono al suo tennis.

Adesso però c'è una sfida più dura, contro un connazionale che a Parigi sta dimostrando di aver cambiato dimensione. Andrea Pellegrino formalmente non è ancora un top 100, ma sta già giocando a un livello superiore al suo ranking. Se n'è accorto Lloyd Harris, sudafricano che è stato anche numero 31 e che dopo un primo set all'arrembaggio ha dovuto subire il ritorno del pugliese. Fasciato alla coscia e con qualche problema di mobilità, Harris è stato costretto a rischiare più del dovuto e Pellegrino ne ha approfittato alla perfezione, chiudendo con una rimonta che prosegue il suo ottimo periodo. Con Jannik Sinner, che lo aveva battuto a Roma, come tifoso d'eccezione dopo quella frase scritta sulla telecamera ('grande Andrea').

Federico Cinà (foto FITP)

Federico Cinà (foto FITP)

Piace, e molto, Federico Cinà, che non solo è più forte ma è anche abbondantemente più maturo rispetto a Bernard Tomic, l'australiano che ha più rimpianti che vittorie nel borsone. Non è tanto il 6-2 6-4, ma la durata del match – 55 minuti – che spiega bene quale sia stato l'atteggiamento del tennista aussie. Buon per Federico, atteso adesso da una sfida possibile al terzo turno contro il canadese Galarneau. L'avversaria più fastidiosa, in questo caso, sarà la tensione di giocarsi il primo main draw Slam in carriera. Si ferma, invece, il pisano Francesco Maestrelli, che contro Carballes Baena si blocca dopo un gran primo set, per poi cedere i restanti con un duplice 6-3.

Nel frattempo, mentre chi deve partire dalle retrovie si dà battaglia sui campi secondari (con il Lenglen come 'centrale provvisorio' delle qualificazioni), sullo Chatrier arrivano i big. Alle 14 è tempo di Novak Djokovic, che gioca pure qualche game con Marin Cilic attirando il pubblico delle grandi occasioni. Tanto che gli spazi aperti (tra quelli chiusi c'è tutto il secondo anello dello stadio) non bastano per ospitare tutti coloro che vogliono vedere all'opera il campione serbo, seguito sul campo anche dal preparatore fisico Dalibor Sirola. Subito dopo, in campo Daniil Medvedev (che pare seguire alla lettera le indicazioni di Thomas Johansson) e il francese Royer.

C'è anche un'Italia che si porta qualche rimpianto, dalle qualificazioni. È quella delle ragazze, perché Martina Trevisan e Lisa Pigato devono rinviare i loro sogni di main draw. La toscana si arrende dopo una maratona all'egiziana Sherif, a segno dopo 3 ore e 29 e per giunta con un terzo set terminato piuttosto in fretta (6-1). La 22enne bergamasca cede all'ex numero 3 Sloane Stephens, che per adesso ha troppo servizio e troppa esperienza. Peccato, per entrambe, perché altri settori del draw erano decisamente più abbordabili. Il derby, invece, va via veloce (69 minuti) e promuove Lucia Bronzetti, che concede 5 giochi a Lucrezia Stefanini.

Parigi tra quali e allenamenti: Cinà brilla, Goffin saluta, Nole si presenta

Poi c'è chi lascia il torneo da grande ex, come Bianca Andreescu e Karolina Pliskova, battute rispettivamente dalla slovacca Hruncakova e dalla spagnola Bassols Ribera. E c'è chi lascia il torneo per non rivederlo più, almeno da professionista, come David Goffin, battuto a sorpresa dall'inglese Samuel dopo due ore e 22 minuti di lotta.

“Non mi aspettavo - ha detto il belga - di ricevere così tanto dalla gente: lo speravo in un angolo della mia mente, ma prima di questo match c’erano tanti punti interrogativi”, ha spiegato il giocatore di Liegi, che si ritirerà a fine stagione, a margine del torneo di Bruxelles. “Alla fine, tutto si è svolto come in un sogno, sia per quanto riguarda l’atmosfera, sia per il mio livello di gioco, anche se non era affatto scontato, visto ciò che avevo prodotto negli ultimi mesi. Nel complesso, tutto questo ha fatto sì che vivessi un momento indimenticabile”.

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