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Roland Garros, nelle quali un Dimitrov a pezzi (davanti a 10 mila persone)

A battere il bulgaro - per 7-6 al terzo - il portoghese Faria. “Non è mai facile – ha detto il vincitore – giocare contro uno di questo talento, ma sentivo che la pressione era tutta dalla sua parte e così io ho cercato di divertirmi, prima di tutto"

di | 19 maggio 2026

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Parigi sembra essersi dimenticata la primavera, Grigor Dimitrov non ha dimenticato come si combatte, ma forse ha dimenticato come si chiude un match. Non aveva mai giocato le qualificazioni del Roland Garros, il 'Piccolo Federer', non le giocava in uno Slam dal 2011, e in fondo la sconfitta contro il 22enne portoghese Jaime Faria fa impressione fino a un certo punto. Ma certo vederlo perdere così, dopo aver servito per il match sia nel secondo set, sia nel terzo, fa male al cuore degli appassionati dei gesti bianchi, inclusi i 10 mila (per un primo turno delle quali) che hanno accompagnato la sua uscita sul Suzanne Lenglen.

“Non è mai facile – ha detto il vincitore, a segno per 3-6 7-5 7-6 – giocare contro uno di questo talento, ma sentivo che la pressione era tutta dalla sua parte e così io ho cercato di divertirmi, prima di tutto. Avevo già giocato contro Novak (Djokovic, ndr) in Australia lo scorso anno sulla Rod Laver Arena, e forse quell'esperienza mi ha aiutato a superare indenne il match con Dimitrov, in un'atmosfera del genere”.

Faria è numero 117 Atp, è allenato dagli ex pro Pedro Sousa e Rui Machado, e di talento ne ha più di quello che sembra a prima vista. “Sono portoghese – ha aggiunto –, quindi mi hanno insegnato fin dall’inizio a non mollare mai”. Dimitrov, invece, sembra essere rimasto attaccato a quei due set di vantaggio contro Jannik Sinner a Wimbledon, a quell'uscita dal campo dolorosa per tutti, soprattutto per lui. Oggi è 170 e proprio la stagione sull'erba, forse, ci dirà se esistono gli estremi per sperare ancora nell'ennesima rinascita.

Roland Garros, nelle quali un Dimitrov a pezzi (davanti a 10 mila persone)

Se la star delle qualificazioni maschili abdica, procedono due ex stelle del Tour femminile. Bianca Andreescu – sempre sul Lenglen, dunque al riparo dalla pioggia – supera in due set (6-3 6-2) la francese Daphnée Mpetshi Perricard, sorella minore di Giovanni. Ma il colpo migliore, la canadese, lo mette a segno a fine partita, quando va a consolare una rivale in lacrime, reazione comprensibile visti i suoi 17 anni.

“Il ritorno nel circuito Itf – ha spiegato Bianca – lo avevo già preso in considerazione in passato, ma alla fine non lo avevo fatto, forse anche perché il mio ego non era pronto. Questa volta l’ho messo da parte. È stata una buona decisione, perché mi ha permesso di giocare moltissimi match, a un livello che resta comunque molto alto. Era questo il mio obiettivo e mi ha fatto bene”. La Andreescu, oggi 160 Wta, a inizio 2026 aveva giocato nei W35 di Bradenton (vittoria) e Weston (semifinale), oltre che nel W75 di Vero Beach (altro titolo). Percorso che evidentemente le ha giovato.

Roland Garros, nelle quali un Dimitrov a pezzi (davanti a 10 mila persone)

In gara nelle quali parigine c'è anche una ex numero 1 Wta, Karolina Pliskova, che ha avuto la meglio all'esordio sulla coreana Ku col punteggio di 0-6 6-3 6-1. Un match a due facce, risolto in un'ora e 14 minuti, durata inusuale per un confronto di tre set. Per lei, una decisione che appare come un manifesto: non ha usato il ranking protetto, preferendo passare dalla griglia preliminare, per la prima volta a Parigi dal 2012.

“Evidentemente - ha detto - avrei preferito essere direttamente nel tabellone principale, ma ho ancora la possibilità di entrarci. Prima di tutto, sono molto felice di essere qui perché qualche mese fa, quando non avevo più una classifica, non era affatto scontato. Le ultime due stagioni sono state molto difficili per me, non sapevo se sarei riuscita a tornare. Ma anche se oggi ero abbastanza lontana dal mio miglior livello, in generale da qualche settimana mi sento molto meglio. Il fatto di aver passato così tanto tempo lontana dal tennis mi ha permesso di rigenerarmi, sia fisicamente sia mentalmente. Per ora sono semplicemente felice di giocare e di stare bene. Finché sarà così, continuerò”.

Gianluca Cadenasso (foto FITP)

Gianluca Cadenasso (foto FITP)

Intanto, il tennis italiano continua ad avere molti motivi per festeggiare. Uno di questi motivi si chiama Francesco Maestrelli, pisano dal tennis solido e dalla testa pensante: contro il giapponese Rio Noguchi, in una partita giocata in parte sotto la pioggia, il toscano deve salvarsi quando il rivale serve per il match, ma una volta ripreso l'avversario, l'azzurro avvia il suo monologo: uno splendido tie-break lo porta al terzo, dove il nipponico non ne ha più, travolto dalla sostanza di un Maestrelli sempre più in fiducia, anche sulla terra.

L'altro successo tricolore porta la firma del ligure Gianluca Cadenasso, che l'entrata nelle qualificazioni di Parigi se l'è presa all'ultimo, ma la sta onorando al meglio: contro il britannico Broady finisce 7-5 6-4 e contro lo svizzero Riedi al secondo turno l'impegno appare complesso ma – ancora una volta – non impossibile.

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