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"Nello sport - dice il 17enne francese - ci sono tanti fattori legati all’età, ma io cerco di non pensarci. Quando sei in campo non pensi all’età, non pensi nemmeno a cosa mangerai dopo. Pensi solo a quello che devi fare per vincere"
26 maggio 2026
A 17 anni si può entrare su uno dei campi più importanti del Roland Garros contro un ex campione Slam e lasciarsi schiacciare dal momento. Oppure si può fare quello che ha fatto Moise Kouamé: giocare il proprio tennis, assorbire l’energia del pubblico e vincere. Il francese, al debutto assoluto in un tabellone principale di uno Slam, ha superato il croato Marin Cilic e si è preso un primato di precocità che in Francia non passa inosservato. Ma nelle sue parole, più che il record, emerge un’altra idea: la sensazione di essere arrivato pronto alla sfida.
"È un bel risultato, direi. Ma prima di tutto sono davvero contento del livello che ho espresso oggi. Tutto il lavoro fatto in allenamento ha funzionato. Però la cosa più importante è quella che viene adesso. Ora la testa è già sul recupero e sull’essere il più pronto possibile per il prossimo turno".
Un approccio quasi disarmante per uno che fino a pochi mesi fa guardava questi campi con gli occhi da sognatore. Eppure, a sentirlo raccontare, nulla di quello che è successo sul Simonne Mathieu lo ha davvero sorpreso.
"L’atmosfera che ho trovato sulle tribune mi ha dato tantissima energia, soprattutto nei momenti difficili e nei momenti di tensione. Avere il pubblico con me è stato davvero di grande aiuto. Mi hanno aiutato a ottenere i break, a prendermi i set senza allungare il match. Per questo sono molto grato a chi mi ha sostenuto".
La domanda che inevitabilmente gli arriva è come sia possibile, a 17 anni, restare così composto in un contesto del genere. "Allenamento. Sapevo di aver investito tantissime ore in campo. Anche il piano tattico era molto chiaro prima della partita. E poi mi sono detto: se gioco e perdo, va bene lo stesso, ci saranno altri tornei. Paradossalmente affrontare un ex campione Slam mi ha anche rilassato un po’. Sapevo che sarebbe stata una grande partita. Avevo il team dietro di me, il pubblico dalla mia parte. Tutti questi elementi hanno contribuito a rilassarmi".
Dietro questa tranquillità non c’è improvvisazione. Kouamé spiega di aver costruito questa giornata attraverso esperienze recenti che gli hanno dato riferimenti concreti. "Miami mi ha aiutato molto perché un Masters 1000 è comunque un grande torneo. Anche l’esperienza nelle qualificazioni dello scorso anno è stata importante. Roland Garros, Miami, Monte-Carlo: sono stati tornei che mi hanno dato il tipo di esperienza necessaria per affrontare una situazione del genere. E oggi tutto questo ha pagato".
Interessante anche il modo in cui racconta le ore che hanno preceduto il match. "Mi sentivo bene, mi sentivo pronto. Con il team abbiamo lavorato tantissimo sulla tattica per affrontare questa partita. Mi sono allenato tante ore su questi campi e sapevo cosa aspettarmi. Anche l’anno scorso avevo già giocato qui, quindi conoscevo l’atmosfera. Dal punto di vista del tennis ero sereno. Sentivo bene il servizio, il dritto, il rovescio. Mi sentivo bene fisicamente e mentalmente. Se fossi entrato in campo e avessi perso, non sarebbe stato un fattore di stress. Volevo solo divertirmi e ci sono riuscito. Poi è arrivata anche la vittoria, quindi ancora meglio. Ma anche senza vittoria, almeno mi sarei divertito lo stesso in questo contesto. E alla fine penso che sia questa la cosa più importante".
Non sorprende allora che, quando gli chiedono del paragone con i fenomeni precoci dello sport francese e gli citano il calciatore Mbappé e la sua idea che il talento non abbia età, Kouamé non si sottragga. "Certo. Ho 17 anni e ho vinto una partita in uno Slam. Non penso che il mio avversario abbia pensato alla mia età. Come Mbappé cercava di segnare più gol possibile, io volevo semplicemente giocargli la palla più difficile possibile. Nello sport ci sono tanti fattori legati all’età, ma io cerco di non pensarci. Quando sei in campo non pensi all’età, non pensi nemmeno a cosa mangerai dopo. Pensi solo a quello che devi fare per vincere".
Nel mezzo c’è spazio anche per qualche dettaglio più leggero. Sul suo profilo TikTok qualcuno ha scoperto che la sua giocatrice preferita è Petra Kvitova. "Ho sempre amato il suo modo di giocare: aggressiva, senza paura. Ha avuto una carriera incredibile. Era davvero bellissimo guardarla giocare. Poi mi piacciono le auto e mi piace guidare, ma semplicemente non ho tempo. Dopo tutte le ore di allenamento devi mangiare e dormire. Però quando avrò un po’ di tempo ci lavorerò...".
Infine, una risposta molto in stile Kouamé, quando gli chiedono della struttura che lo segue e del rapporto con Richard Gasquet. "Oggi ho una struttura che mi permette di vincere le partite. Questo è quello che conta. Non importa il nome di chi mi segue: non voglio parlare del passato di Gasquet ma del mio presente. Ero ben preparato per questa partita, ero ben preparato per questo torneo. Alla fine è questo l’importante".