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Quali di Parigi, l'Italia vola. Buona la prima per Pigato e Cinà

Mentre David Goffin, alla sua ultima presenza a Parigi, emoziona il pubblico, l'Italia continua a farsi notare come la nazione leader, e stavolta non sono solamente gli uomini a mettersi in evidenza. Ecco il resoconto della prima giornata del Roland Garros

di | 18 maggio 2026

Federico Cinà (foto FITP)

Federico Cinà (foto FITP)

Radici e ambizioni, passato e futuro. Le qualificazioni di uno Slam – nello specifico, il Roland Garros – sono un crocevia di storie difficilmente riscontrabile altrove. Qui a due passi dal Bois de Boulogne, come a Roma, l'Italia brilla e lo fa con ragazzi e ragazze dalle vicende diverse, unite dagli stessi sacrifici che proprio nei Major trovano un riconoscimento, benzina per andare avanti o per ricominciare. Brillano gli esperti, ossia gli over 30, con Stefano Travaglia che trova il modo per uscire indenne da una battaglia durissima contro l'argentino Ficovich e Marco Cecchinato che supera l'olandese Houkes riportando alla mente quella cavalcata straordinaria del 2018, una semifinale che a guardarla oggi sembra un po' l'inizio di quell'età dell'oro ormai avviata da tempo.

Parigi è una conferma per Andrea Pellegrino, che dopo Roma ha preso ulteriore slancio per un traguardo dei top 100 ormai molto vicino; Parigi è una (lieta) sorpresa per l'emergente Federico Cinà, autorevole nel 6-4 6-4 su Watanuki e deciso a fare capire che il futuro appartiene (anche) a lui. La Ville Lumière porta bene però anche alle ragazze. A Martina Trevisan, un'altra che qui ha ricordi di portata enorme (un quarto e una semifinale), e a Lisa Pigato, una che la sua storia la sta scrivendo adesso. Seguita in tribuna da staff, famiglia e tecnici federali (Daniele Silvestre e Federico Gaio), la 22enne bergamasca è alla prima apparizione in uno Slam ma non si fa prendere dalla tensione, dominando la bielorussa Aliona Falei in 63 minuti senza storia (6-1 6-3).

Un'esultanza di Lisa Pigato (foto Martegani)

Un'esultanza di Lisa Pigato (foto Martegani)

“Sono molto emozionata adesso. Ho avuto un po’ di tensione – ha detto Lisa – ma penso sia normale, sia al momento della partenza, sia prima del match. Però devo dire che poi ho sentito belle sensazioni: era adrenalina che comunque mi ha attivato e mi ha fatto partire molto bene in questo primo turno. Lei sicuramente – ha proseguito – all’inizio ha concesso qualcosa, ha fatto un po’ di errori, però secondo me le davo molto fastidio come gioco. Ho studiato bene la partita. Le toglievo tempo e riuscivo spesso a farla giocare fuori dal campo. Lei tende a giocare abbastanza dritto per dritto, spinge molto, mentre io ho cercato di fare variazioni, sempre togliendole tempo e giocando molto profondo. Così ha avuto poche possibilità di prendersi il punto e questo l’ha portata a fare tanti errori”.

Per Lisa è un ritorno speciale a Parigi, sei anni dopo la prima esperienza al Roland Garros, condita dal titolo Under 18 in doppio ma vissuta in condizioni completamente diverse. “Devo essere sincera: qui è tutto bellissimo, stupendo, anche se mi dava un po’ di tensione e agitazione. Poi stamattina mi sono svegliata e sono riuscita a trasformare tutto in gioia di essere presente. Secondo me questo mi ha dato molte più energie per affrontare il match. Nel 2020 era un’atmosfera completamente diversa, era autunno e faceva freddo, le condizioni erano differenti. Qui adesso è molto più veloce. Però viverlo da professionista è una sensazione diversa: ti accorgi che ce la stai facendo veramente. C’è ancora tanto da fare, ma penso di essere sulla strada giusta". Nel secondo turno, per lei, una sfida di grande fascino contro Sloane Stephens. “Sicuramente non mi riguardo la finale degli US Open che ha vinto... (ride, ndr). È una giocatrice diversa oggi, però resta una ex numero 3 al mondo, dunque mi aspetto una grandissima rivale. So che può giocare una partita incredibile, che può essere molto pressante e avere una palla molto potente. Cercherò di studiare magari qualche suo punto un po’ più debole, guarderò sicuramente qualche sua partita sulla terra. Però poi dovrò pensare soprattutto a me stessa”.

Quali di Parigi, l'Italia vola. Buona la prima per Pigato e Cinà

Nel frattempo le nubi nere sorvolano il cielo di Parigi, portando qualche scroscio di pioggia e un po' di tensione aggiuntiva a chi aspetta di entrare in scena. Attesa evitata da due ex grandi del tennis mondiale, la stessa Sloane Stephens e David Goffin, entrambi in scena sul Lenglen, uno degli stadi coperti del Roland Garros. David, amatissimo qui, domina Tseng e poi si concede alle lacrime nell'intervista di fine partita: per lui, che a fine anno dirà addio, è l'ultimo Roland Garros.

“Oggi – ha detto – c’era tutto: c’era il livello, c’era l’emozione. Non è stato facile all’inizio del match, quando ho sentito il mio nome e sono entrato in campo. Sentivo già il battito accelerare un po’. Alla fine ho giocato davvero bene e il discorso a fine partita è stato pieno di emozioni. È stato un momento incredibile per me, qualcosa che non avevo mai provato in campo in tutta la mia carriera. È stato speciale tornare a giocare su quel campo, perché proprio lì nel 2012 avevo disputato la mia prima partita contro Roger Federer e quello fu un enorme slancio per la mia carriera. Dopo quel match sentii di aver acquisito tanta fiducia. Tornare qui per chiudere il cerchio, giocare di nuovo le qualificazioni… è curioso, perché dicevo al mio allenatore che l’ultima volta che avevo giocato le quali qui ero poi arrivato fino agli ottavi contro Roger. Roger non è più nel Tour, ma si va avanti partita dopo partita e sono felice di avere un altro match da giocare”.

E ancora, per chiudere: “Vorrei essere ricordato come una brava persona, dentro e fuori dal campo, e naturalmente anche per il mio modo di giocare: non il classico giocatore potente con grandi colpi da fondo, ma uno veloce, che prendeva la palla in anticipo, aggressivo e piacevole da vedere. Se la gente si ricorderà di me così, allora andrà benissimo”. Parigi è questa, nelle qualificazioni: emozioni e ricordi, con vista sul futuro.

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