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Al Roland Garros il 24enne romano vince in tre set la sfida tricolore di primo turno con il 29enne pugliese di Bisceglie, promosso dalle qualificazioni nel suo primo main draw Slam. Prossimo avversario il cinese Wu
di Tiziana Tricarico | 25 maggio 2026
E’ stato un bel match il derby tricolore di primo turno sul Court 14 del complesso sportivo ai margini del Bois de Boulogne. A spuntarla è stato il tennista più forte, Flavio Cobolli, che ha esordito con una vittoria convincente al Roland Garros, secondo Slam del 2026 (montepremi complessivo 61.723.000 euro) sui campi in terra rossa di Parigi. Il 24enne romano, n. 14 ATP e decima testa di serie, ha battuto per 64 76(4) 63, in due ore e 23 minuti di partita, Andrea Pellegrino, n.124 del ranking, promosso dalle qualificazioni nel suo primo main draw Major della carriera. Resta comunque l’ottimo momento del pugliese, arrivato a Parigi sull’onda degli ottavi raggiunti nel Masters 1000 di Roma (sempre partendo dalle “quali”).
Al secondo turno Cobolli affronterà il cinese Wu Yibing, n.92 ATP, che ha superato per 75 62 64 lo statunitense Marcos Giron, n.84 ATP. Flavio ha vinto in due set l’unico precedente con il 26enne di Hangzhou, disputato lo scorso febbraio nei quarti sul cemento di Acapulco (quando il romano avrebbe poi conquistato il suo terzo trofeo ATP della carriera). La prima testa di serie nell’ipotetico percorso di Flavio potrebbe essere il neo top 20 statunitense Learner Tien, n.18 ATP e 18esima testa di serie, mentre negli ottavi dovrebbe eventualmente trovare il russo Daniil Medvedev, n.8 del ranking e sesto favorito del seeding. Cobolli è in gara a Parigi per la quinta volta complessiva, la quarta nel tabellone principale. Ha ottenuto risultati in crescendo: primo turno nel 2023, all'esordio assoluto in uno Slam (battuto da Alcaraz), secondo turno nel 2024 (uscito a testa altissima contro Holger Rune), terzo turno nel 2025 (sconfitto da Alexander Zverev).
Il 24enne romano era in vantaggio per 3-1 nel bilancio dei confronti diretti con il 29enne di Bisceglie. Nel primo set grandissimo equilibrio fino al settimo gioco, quando Pellegrino offre la prima palla-break dell’incontro sulla quale, però, Cobolli spedisce in rete la risposta di rovescio, e poi il pugliese porta a casa il turno di battuta grazie ad un diritto lungolinea (4-3). Due giochi più tardi la situazione si ripropone, e stavolta Flavio, con un cross di diritto difficilissimo, ottiene il break (5-4). Quattro punti dopo, con una prima vincente, il romano incamera il 6-4.
Incassa il colpo il pugliese, che però non molla. C’è grande equilibrio, infatti, anche nel secondo parziale, dove il punteggio segue fedelmente i turni di battuta. E con Pellegrino che vince più punti con la seconda di servizio che non con la prima. Nessuno dei due concede palle-break e a decidere è il tie-break. Approfittando di una seconda morbida dell’avversario, con una risposta di diritto vincente il romano ottiene il primo mini-break (3 a 1), ma il pugliese resta in scia (3 a 2). Cobolli allunga (5 a 2) ma Pellegrino non molla (5 a 4). Il romano si procura due set-point (6 a 4): basta il primo, perché con una robusta prima di servizio nell’angolo esterno archivia il 7-6 (7 a 4).
Vince tutti i primi sei punti della terza frazione Flavio, e poi trasforma la palla-break offerta da Andrea nel secondo game con una risposta di rovescio vincente (2-0). Con un bel serve & (stop) volley di diritto Cobolli consolida il vantaggio (3-0). Sfumata la possibilità di restare agganciato al suo avversario Pellegrino mette largo lo smash e cede una seconda volta la battuta (4-0). Non ci crede più il pugliese ed il romano non fa sconti prendendo il largo: servizio e diritto vincente (5-0). Con un ace il pugliese evita il “bagel” (5-1) e poi incassa il “regalo” di Flavio, che con un doppio fallo gli restituisce uno dei due break (5-2).
Pellegrino si prende un altro game (5-3) e poi giocando solo sulle righe si guadagna una chance di recuperare anche il secondo break, che Flavio cancella con un diritto lungolinea micidiale. Ne arriva una seconda di palla-break, ma il rovescio incrociato del pugliese è un filo largo. Con un cross di diritto stretto Cobolli arriva (finalmente) al mach-point, che trasforma con un gran rovescio lungolinea (6-3). Davvero bello l’abbraccio finale tra i due.
"E’ stata una partita dura, quando giochi contro un italiano non è mai facile perché ci conosciamo molto bene. Non penso di aver giocato un brutto match, lui meritava di vincere perché nei momenti importanti ha giocato molto meglio di me e ha servito molto bene - ha commentato Pellegrino -. I primi due set sono stati molto lottati: credo che la differenza l’abbia fatta il servizio, lui ha servito molto meglio di me, soprattutto nei momenti importanti, e quello ti aiuta; sul mio servizio, invece, non ho avuto una percentuale altissima e ho dovuto giocarmi tutti i punti. Con un giocatore come Flavio, alla lunga, fai fatica fisicamente. Nel complesso credo che i primi due set siano stati di buon livello, poi nel terzo ho avuto un piccolo calo e mi sono trovato subito 5-0 sotto in dieci minuti. Anche se dopo ho avuto la chance di rientrare con due palle break sul 5-3, quando vai 5-0 sotto poi diventa complicato. Ripeto, non sono soddisfatto di come ho servito, perché a questi livelli, quando giochi con gente che è tra i primi quindici del mondo, devi servire bene: le partite si giocano su due-tre punti e la differenza è stata quella".
"Ho sempre saputo di avere un livello molto più alto della mia classifica e in questo periodo lo sto esprimendo in maniera molto positiva - ha aggiunto a proposito delle sensazioni del momento -, quindi riesco anche a competere con gente come Flavio o, come la settimana scorsa a Roma, con giocatori molto più avanti in classifica. Questo sicuramente mi dà molta fiducia, quando giochi a un livello più alto, con gente di ranking più alto, di conseguenza crescono anche il tuo livello e la tua classifica".
"Quando ho potuto ho sempre giocato al livello più alto possibile, facendo le quali degli ATP o comunque preferendo sempre gli ATP a tornei più piccoli. Preferisco giocare quei tornei perché mi stimolano molto e penso di rendere molto di più - ha detto poi sulla programmazione -. Dopo dieci anni, sai, ti stanchi anche un po' a giocare Challenger: non è la mia aspirazione come giocatore. Finché riesco a entrare nelle qualificazioni degli ATP o nei tornei più importanti, giocherò quelli, non ho mai avuto dubbi al riguardo. Ora giocherò Perugia, perché non ci sono altri tornei e l’erba non è il mio forte e poi, dopo Wimbledon, giocherò tutti gli ATP in Europa e gli ATP in America" (dichiarazioni raccolte a Parigi da Francesca Paoletti).