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L’ultima finale di Wimbledon tra Noskova e Muchova ha riportato alla ribalta il movimento femminile ceco. Nelle ultime quattro edizioni dei Championships, tre vincitrici sono arrivate dal piccolo stato dell’Europa Centrale
18 luglio 2026
Il derby nella finale femminile di Wimbledon tra Linda Noskova e Karolina Muchova non ha fatto altro che confermare l’ottimo rapporto tra il celebre torneo londinese e il movimento tennistico della Repubblica Ceca. Dopo i successi di Marketa Vondrousova nel 2023 e di Barbora Krejcikova nel 2024, questa volta ci ha pensato la ventunenne di Vsetin a dettare legge sui campi dell’All England Club, dove ha conquistato il primo titolo Slam della carriera, superando ampiamente il precedente miglior risultato fatto registrare in un Major, i quarti di finale agli Australian Open del 2024.
L’indipendenza della Repubblica Ceca, arrivata nel gennaio del 1993, ha rilanciato ulteriormente il grande patrimonio tennistico del Paese dell’Europa centrale. Negli anni, da Praga a Prostejov, si è lavorato ai dettagli con attenzione e continuità, con l’obiettivo di formare giocatrici di altissimo livello, con il costante supporto di una federazione che a livello tecnico-tattico si focalizza sulla crescita delle giovani atlete sin dalla tenera età, mentre in campo organizzativo lavora sulla gestione di numerosi tornei giovanili, utili a far fare le prime esperienze internazionali alle star del futuro.
Più che creare una singola fuoriclasse, il sistema tennistico ceco ha portato negli anni alla nascita di un vero e proprio ecosistema competitivo, all’interno del quale ogni generazione può prendere da esempio modelli di assoluto spessore – in ultimo, in ordine di tempo, quelli di Petra Kvitova e Karolina Pliskova – da cui cercare di trarre più spunti possibili per le proprie carriere.
Da sempre conosciuta come vera e propria fucina di talenti, la Repubblica Ceca del tennis femminile si è fatta notare negli ultimi anni per l’importante afflusso numerico delle proprie esponenti nelle posizioni più nobili della classifica mondiale. Attualmente sono ben otto le giocatrici ceche tra le prime cinquanta del ranking Wta, con Muchova e Noskova – rispettivamente numero sei e sette – a fare da traino ad una nutrita pattuglia che comprende, tra le altre, anche le giovani under 21 Bejlek, Bartunkova e Valentova.
Il torneo di Wimbledon rappresenta per eccellenza lo stato di crescita costante del tennis femminile in Repubblica Ceca. Dalla leggendaria Martina Navratilova, vincitrice di nove titoli di singolare ai Championships, alla compianta Jana Novotna campionessa dell’edizione 1998, anche nel ventunesimo secolo il tennis ceco ha brillato ripetutamente dalle parti di Church Road. La mancina Petra Kvitova, a segno nel 2011 e nel 2014, ha incarnato il perfetto esempio – negli ultimi anni – di come la tradizione tennistica ceca trovi sull’erba un terreno piuttosto fertile, alla pari – se non superiore – al cemento.
Prima Marketa Vondrousova, poi Barbora Krejcikova e infine Linda Noskova: dal 2023 a quest’anno, a Wimbledon è stato un monopolio della Repubblica Ceca, con l’unica eccezione del torneo della scorsa stagione vinto da Iga Swiatek in finale su Amanda Anisimova, con un 6-0 6-0 passato alla storia. La prima finale Slam interamente ceca nella storia del tennis, quella tra Noskova e Muchova, non è arrivata per caso, ma è stata invece il frutto di una struttura tecnica consolidata, affiancata da una rete di club molto efficiente (non solo a Praga) e da una cultura del tennis femminile che ormai fa pienamente parte dell’identità sportiva nazionale.
Ogni campionessa Slam apre la strada alla successiva, dando il via ad un effetto domino che dura da decenni e che, dati alla mano, non sembra destinato a fermarsi qui. Mentre nel resto del mondo si prova così a spiegare il ‘miracolo ceco’, dalle parti di Praga sembra quasi tutto normale. Anni di lavoro capillare e attento alla crescita delle giovani speranze non possono non portare al raggiungimento di una serie di traguardi storici per una nazione che, nonostante i suoi appena dieci milioni di abitanti, si è abituata a stazionare ai vertici del tennis mondiale. Wimbledon, il torneo più prestigioso del mondo, non fa altro che confermarlo da tempo.

Repubblica Ceca, una potenza al femminile