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Nole 100 e lode: “Non potevo chiedere di meglio”

Esordio super del serbo nella sua Melbourne, dove ottiene la vittoria n.100 all’Australian Open. “In campo – ha detto – mi sono sentito davvero bene. È stata un’ottima partita”. Sul servizio di Alcaraz che ricorda il suo: “Mi aspetto una percentuale dei suoi guadagni”. Swiatek ok col brivido: “Contenta di aver chiuso in 2 set”

19 gennaio 2026

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Cento volte Novak Djokovic, di nuovo. In termini di titoli ATP vinti in carriera il serbo aveva tagliato il traguardo nel 2025 a Ginevra, mentre al debutto (vincente) all’Australian Open ha raggiunto quota cento vittorie nello Slam di Melbourne, il suo terreno di conquista preferito. Contro lo spagnolo Pedro Martinez gli è bastato poco: 6-3 6-2 6-2 in due ore esatte, per scacciare i dubbi della vigilia e ribadire che, quando conta, Djokovic è sempre nella mischia.

Stasera – ha detto davanti ai giornalisti – mi sono sentito davvero bene, sullo stesso campo che tante altre volte mi ha fatto stare bene nel corso della mia carriera. In termini di performance e sensazioni in campo, è stata un’ottima partita. Non potevo chiedere di meglio. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni”. Da valutare se, per il suo incontro di secondo turno, gli toccherà ancora la Rod Laver Arena: lui, Alcaraz e De Minaur giocheranno nello stesso giorno, e per tutti e tre non c’è posto. “Se mi piacerebbe rimanere sulla RLA? Sapete già la mia risposta. Ma non sono io a fare il programma, la domanda va posta agli organizzatori. La mia preferenza la conoscete”.

Nole 100 e lode: “Non potevo chiedere di meglio”

Nel corso del match, Djokovic si è anche inventato un diritto vincente a 176 km/h. Roba che in vent’anni abbondanti di carriera non gli era mai riuscita. “Come mai ho riso? Mi è subito venuto in mente Monfils. Non mi è capitato spesso nella mia carriera di trovare punti come quello, mentre a Gael è successo tante volte, l’abbiamo visto tutti. Dopo quel punto, mi è subito venuto in mente lui. Ora so come ci si sente in quella situazione”.

Infine, Djokovic ha trovato spazio anche per una battuta sul servizio di Carlos Alcaraz, il quale ha lavorato sulla biomeccanica, arrivando a un’esecuzione che ricorda proprio quella di Nole. “Non appena ho visto il video del servizio di Carlos – ha spiegato – gli ho mandato un messaggio, dicendo che è il momento di discutere il copyright. Stessa cosa ho fatto appena l’ho incrociato qui: mi deve una percentuale dei suoi guadagni. O almeno a ogni ace mi aspetto un tributo. Vedremo se manterrà gli accordi (ride, ndr)”.

IGA SWIATEK
Prima di Djokovic, la Rod Laver Arena ha accolto il debutto vincente di Iga Swiatek, passata per 7-6 6-3 contro la cinese Yuan. “Ci sono stati momenti nei quali mi sono sentita alla grande – ha detto l’ex numero uno del mondo –, ma di certo non all’inizio dell’incontro. Sono contenta di come ho saputo reagire e di come ho giocato nel tie-break, con più aggressività e precisione, riuscendo a chiudere in due set. La mia avversaria ha giocato molto bene, utilizzando le opportunità che le ho concesso. Specialmente dal lato del diritto ha colpito alla grande, prendendo i giusti rischi”.

“Trovare il giusto equilibrio fra aggressività e pazienza è complesso, perché dipende anche da ciò che fa l’avversaria. Io, quando posso, cerco di prendere l’iniziativa. Se vedo un’occasione, provo a coglierla. Ma se la mia avversaria gioca in maniera super aggressiva questo diventa più complicato. Non possiamo farlo entrambe contemporaneamente. Nel tennis ci si trova in entrambe le situazioni, bisogna sapersi adattare”.

“Se preferisco un esordio comodo o più complesso? Dipende. Ovviamente, se giochi quattro match di tre set, il tuo corpo lo sente. Ma, allo stesso tempo, se tutte le prime sfide sono facili, quando l’asticella si alza puoi soffrirlo di più e sentire la tensione. A me capita più spesso di vincere facilmente i primi turni, ma mi sono trovata in entrambe le situazioni. Non voglio nemmeno pensarci troppo: cerco solo di essere pronta per il prossimo impegno, cercando di cogliere alcune lezioni da questo incontro, per migliorarmi”.

Nole 100 e lode: “Non potevo chiedere di meglio”

MIRRA ANDREEVA

Donna (Vekic, ndr) ha iniziato molto bene. In realtà l’ho fatto anche io, ma lei ha proposto un tennis davvero aggressivo, colpendo tanti vincenti. Ho solo cercato di stare in partita e rimanere fedele al mio piano di gioco. Alla fine ha funzionato. Sapevo che sarebbe stata una sfida complessa: l’avevo già affrontata in passato e anche in quel caso la sfida era durata tre set. Gioca molto bene, ha grande esperienza, diciamo che quando ho visto il sorteggio non ero particolarmente felice di doverla affrontare”.

Ho lavorato molto per cercare di rimanere positiva anche quando le cose non funzionano come vorrei. Mi fa piacere che si stia notando nei risultati. Lo scorso anno ho cercato spesso di rimanere fedele al mio piano, indipendentemente da come stessero andando le cose, senza perdere la concentrazione o andare in panico. Oggi sento di riuscire a farlo con maggiore facilità: ho capito che il panico non aiuta. L’ideale è sempre mantenere la calma e ascoltare i consigli del proprio team. L’unica chance per vincere una partita arriva continuando a fare le cose giuste”.

Nole 100 e lode: “Non potevo chiedere di meglio”

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