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"Non è facile - dice Marta - isolarsi da quello che succede in Ucraina. La scorsa settimana c'è stato un attacco terribile e lunedì sono stati distrutti diversi isolati residenziali, a pochi chilometri da dove vivono i miei genitori. È stata un'altra notte difficilissima, con tante vittime innocenti, anche bambini. Cerco di restare informata su tutto quello che accade e allo stesso tempo provo a non farmi travolgere"
08 luglio 2026
Nessuna chance per Jasmine: stavolta, Marta Kostyuk è entrata in campo decisa e non ha lasciato spazio all'azzurra, prendendosi una semifinale che sa di consacrazione, dopo un'annata importante.
"Sono davvero felice della prestazione. Credo - spiega l'ucraina - di aver interpretato molto bene la partita dal punto di vista tattico. Non è mai semplice scendere in campo per la prima volta sul Centre Court, perché non sai come reagirai e come riuscirai a esprimerti. Sono soddisfatta di tutto. Sulla terra battuta mi sento ancora una giocatrice migliore rispetto all'erba, quindi forse era più prevedibile arrivare in semifinale al Roland Garros che qui. La stagione sull'erba è così breve che è sempre difficile capire come ci si adatterà. Per ora continuo a dire che la terra resta la mia superficie preferita, poi magari se domani vinco cambierò idea...".
"Non credo - continua - che ci sia una sola spiegazione per questo periodo positivo. Lavoro su tanti aspetti da molto tempo e il tennis è uno sport troppo complesso per pensare che basti cambiare una cosa per ottenere risultati. Quello che sento è di essere diventata molto più costante giorno dopo giorno. È questa continuità, nel modo in cui mi sento e nel modo in cui affronto il lavoro, che mi sta portando a ottenere risultati".
Per la seconda semifinale di fila in uno Slam, Marta deve ringraziare se stessa, ma anche la sua coach. "Lavorare con Sandra (Zaniewska, ndr) mi ha aiutata tantissimo. In passato, quando attraversavo un periodo negativo o una serie di sconfitte, la mia reazione era sempre quella di voler cambiare tutto: allenatore, team, qualsiasi cosa. Era un approccio molto emotivo. Con lei questa tendenza è cambiata. Anche nei momenti difficili non ho mai dubitato del nostro lavoro, anche se dentro di me riaffiorava il pensiero che forse stessi sbagliando tutto. Con il tempo questa sensazione si è attenuata. Abbiamo imparato entrambe a guardare il quadro generale. Continuiamo a chiederci se ci sia qualcuno da aggiungere al team. Abbiamo anche provato a coinvolgere una persona prima della stagione sulla terra, ma ha rifiutato. Siamo aperte a nuove idee e a nuove collaborazioni, ma deve essere qualcuno davvero speciale. Oggi siamo soltanto io e Sandra e sono molto felice così".
Le parole di Marta denotano una certa sorpresa, nel ritrovarsi tra le prime quattro anche sui prati. "Sull'erba tutto è molto imprevedibile. Ogni anno escono statistiche incredibili: chi vince a Parigi poi fatica a Wimbledon, le campionesse in carica escono presto. È una superficie particolare. Certo, ci sono giocatrici che ci si trovano perfettamente, ma per la maggior parte di noi il rendimento cambia molto da un anno all'altro. Per questo non penso minimamente che l'esperienza della semifinale giocata a Parigi possa darmi un vantaggio adesso. Per me sono due tornei completamente diversi, con avversarie diverse. Affronterò questa partita come qualsiasi altra".
"Ricordo di essere stata qui nove anni fa a vedere Federer contro Berdych. Ero seduta dietro al box dei giocatori e già quello mi sembrava un privilegio enorme. Ricordo soprattutto quanto bene giocò Roger. Entrare oggi sul Centre Court, però, è stata un'emozione completamente diversa. Da spettatrice vivi tutto in un modo, da protagonista è qualcosa che non si può paragonare".
Poi entra in gioco la politica, come spesso accade con l'ucraina, tra le più attive nel far sentire la voce degli atleti del suo Paese. Tema: il reintegro (temporaneo) dei russi deciso dal CIO. "Non sono assolutamente d'accordo con la possibilità che gli atleti russi possano partecipare alle Olimpiadi del 2028. Credo sia una decisione molto lontana dal concetto di fair play, non solo nei confronti dell'Ucraina ma di tutti i Paesi coinvolti. Sono sicura che faremo qualcosa, ma questo non è il momento. Prima voglio concentrarmi sulla semifinale. Più avanti parleremo con il nostro team, con le altre giocatrici e con il governo per capire come muoverci. In questo momento non è il mio pensiero principale".
E ancora, sul tema della guerra: "Non è facile isolarsi da quello che succede in Ucraina. La scorsa settimana c'è stato un attacco terribile e lunedì sono stati distrutti diversi isolati residenziali, a pochi chilometri da dove vivono i miei genitori. È stata un'altra notte difficilissima, con tante vittime innocenti, anche bambini. Cerco di restare informata su tutto quello che accade e allo stesso tempo provo a non farmi travolgere. Ogni giorno è diverso e affronto queste emozioni un passo alla volta".
"Questa semifinale la dedico a mia madre e a mio nonno. Ha ottantanove anni e dopo ogni partita mi scrive sempre per dirmi cosa avrei potuto fare meglio. Nelle ultime partite, invece, mi ha soltanto detto che era orgoglioso di me e di come sto giocando. Non avevo ricevuto molti messaggi così nella mia vita. Sono felice che possa vivere questo momento: lui e mia madre hanno sacrificato tantissimo per la mia carriera e continuano a farlo ancora oggi. Meritano questo traguardo tanto quanto me".
"Le sconfitte e i momenti difficili sono quelli che ti fanno capire dove non stai facendo abbastanza o cosa devi migliorare. Se andasse sempre tutto bene, non avresti la possibilità di crescere. Ho imparato ad accettare queste sfide, anche se non è stato semplice, mi è costato tanto lavoro. Le brutte prestazioni in allenamento mi hanno fatto capire che su questa superficie non mi concedevo abbastanza tempo per respirare e costruire il mio gioco. Con il passare dei giorni è migliorato tutto: la qualità degli scambi, la struttura del gioco, le sensazioni. Lavoriamo tutti duramente ogni giorno e io cerco sempre di imparare qualcosa, soprattutto quando le cose non vanno come vorrei".