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Djokovic si fa sentire: “Posso ancora battere chiunque”

Qualificato per la seconda settimana dell’Australian Open senza set persi, Djokovic si gode il momento felice. “Era da un po’ – dice – che non mi sentivo così bene. Sto facendo tutto il possibile per essere al top”. E sul sogno di un ultimo titolo Slam: “in una buona giornata posso ancora vincere con tutti, se non lo credessi non sarei qui”

24 gennaio 2026

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9 set giocati, 9 set vinti. Anche nell’anno dei 39, Novak Djokovic è sempre Novak Djokovic, a maggior ragione in quella Melbourne dove ha vinto ben 10 dei suoi 24 titoli Slam. Tanto che, nel duello del terzo turno contro Botic Van de Zandschulp (che gli ha dato la vittoria numero 400 in un Major), l’unico momento di timore non è arrivato per i due set-point cancellati nel terzo set, quanto per una pallina scagliata con rabbia nel secondo, finita non troppo distante da un raccattapalle. Una situazione che ha ricordato quella dello Us Open 2020, quando colpì una giudice di linea e venne squalificato.

Stavolta, invece, nessun dramma: l’episodio si è risolto con un nulla di fatto e “Nole” ha fatto mea culpa in conferenza stampa. “Ciò che ho fatto – ha detto – non era necessario, e me ne scuso. È capitato nell’impeto del momento, sono stato fortunato non sia successo nulla. Mi scuso per aver causato uno spavento al raccattapalle o a chiunque altro”.

Episodio a parte, il campo ha detto 6-3 6-4 7-6 per il serbo, promosso a pieni voti. “Sono felice della mia prova – ha continuato –, specialmente per aver chiuso in tre set. Il terzo è stato complicato, Botic ha proposto un tennis molto aggressivo. È stato un ottimo test e sono contento di averlo superato. Vincere quel terzo set, a livello mentale, è stato molto importante”.

Djokovic si fa sentire: “Posso ancora battere chiunque”

In tre incontri, Novak non ha ancora ceduto un set, conquistando la seconda settimana col serbatoio ancora pieno. “Onestamente – ha spiegato – cerco di non pensare, in campo, alla gestione delle energie o a risparmiarmi per i turni successivi. Non credo sia un approccio corretto. È importante, ogni giorno, dare il massimo che si ha quel determinato giorno, per battere l’avversario che ci si trova di fronte. Provo a farlo al meglio e sin qui è andata bene. A livello fisico c’è sempre qualcosina che potrebbe funzionare meglio, ma era da un po’ che non mi sentivo così bene. Non posso predire il futuro, non so come andranno le cose da qui in avanti, ma sto facendo tutto il possibile per essere al top”.

“Per esempio – ha aggiunto –, non mi sono allenato in uno dei due giorni liberi fra il primo e il secondo match, poi di nuovo fra il secondo e il terzo. È una strategia studiata col mio team: mi sono allenato bene negli ultimi due mesi, sto colpendo bene, il mio tennis funziona, quindi è più importante, in questo momento, conservare energie e non stressare inutilmente il mio corpo in allenamento. Ogni giorno valutiamo cosa è meglio fare in quel giorno specifico. Gli Slam, offrendo un giorno di riposo, danno la possibilità di scegliere e questo è positivo. Allo stesso tempo, però, si gioca 3 su 5, c’è più stress e più tensione. Sono fattori da tenere in considerazione, ma sono situazioni con le quali ormai ho familiarità. Sono felice di dove sono arrivato e spero di proseguire su questa strada”.

Djokovic si fa sentire: “Posso ancora battere chiunque”

A Novak è stata posta una domanda sulla semifinale dell’edizione 2024 persa contro Jannik Sinner, per 6-1 6-2 6-7 6-3. Due anni fa disse di essere scioccato dalla sua prestazione, ma di non sapere se fosse o meno una questione legata agli anni che passano. Oggi? “Negli ultimi due anni sono accadute tante cose, non ricordo granché. Ricordo che nei primi due set avevo faticato molto a tenere il suo ritmo, in semifinale di quello che è sempre stato il mio torneo migliore. Probabilmente lo shock arrivava da questo. Ma credo che nella mia miglior giornata, quando mi sento bene fisicamente e mentalmente, posso ancora giocarmela con tutti. Credo di avere ancora la possibilità di vincere contro chiunque. Se non fosse così, sicuramente non sarei qui. So che se dovessi affrontare di nuovo Sinner sarebbe ancora una volta in semifinale, e più il torneo va avanti e più spendo energie, quindi non so come il mio corpo potrà reagire. Lo scorso anno, nelle 3 semifinali Slam giocate contro Jannik o Alcaraz, non mi sono sentito a mio agio. Mi auguro che questo possa cambiare e sicuramente l’Australian Open è il torneo nel quale sento di avere più chance: siamo a inizio stagione, dunque fisicamente mi sento più fresco rispetto a quanto lo sarei in altri momenti dell’anno”.

Per chiudere, un passaggio su Stan Wawrinka, uscito a testa altissima dal suo ultimo Australian Open. “Sono fiero – ha detto ancora Nole – di poterlo chiamare amico. È stato un rivale che mi ha ispirato, per longevità, passione e per l’impegno che ci ha sempre messo. Vederlo lottare per 4 ore al secondo turno, e vedere come ha saputo girare l’incontro a suo favore, è una sorta di testamento della sua carriera. La sua eredità rimarrà e vivrà nelle varie generazioni di giocatori che a lui si sono ispirati. È un grande campione, dentro e fuori dal campo, ed è un ragazzo adorabile. Anche per questo merita ogni applauso ricevuto. Credo che, per come ha giocato e per l’affetto della gente, possa essere contento di come è andato il suo ultimo Australian Open. Senza Wawrinka, il tennis perderà un grande giocatore e una grande persona”.

Djokovic si fa sentire: “Posso ancora battere chiunque”

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