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Fery attende Cobolli: "Ma rispetto a Melbourne sarà tutto diverso"

Sarà una replica del primo turno di Melbourne, vinto proprio da Fery. "Contro Flavio - dice l'inglese - sarà una partita completamente diversa rispetto a quella giocata in Australia. Mi aspetto una sfida molto difficile. Sono convinto che questa volta lui sarà al cento per cento"

06 luglio 2026

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Il ritratto della felicità. Arthur Fery esalta Wimbledon battendo Grigor Dimitrov e davanti alla stampa racconta tutto con lo stesso sorriso che aveva a fine match. "È difficile trovare le parole. Le emozioni sono incredibili. È la seconda vittoria consecutiva al quinto set, entrambe sono finite 7-6, e credo di non aver ancora realizzato davvero quello che è successo. Prima della partita ero molto nervoso, giocare sul Centre Court contro Grigor Dimitrov, uno dei grandi del circuito, è qualcosa che pesa tantissimo. Però mi sono ambientato abbastanza in fretta e mi sono sentito subito a mio agio. Anche il pubblico è entrato gradualmente nella partita e questo mi ha aiutato a trovare il mio ritmo".

E ancora: "La forza mentale è qualcosa che curo sempre molto. Se perdi una partita senza avere avuto l'atteggiamento giusto, è normale uscire dal campo con dei rimpianti. Per questo è un aspetto su cui lavoro continuamente, perché nessuno può essere perfetto ogni giorno. In queste due settimane, però, credo di aver fatto un passo avanti importante: sono orgoglioso soprattutto del mio comportamento in campo, non mi sono lamentato, non ho avuto momenti di rabbia e sono sempre rimasto dentro la partita, continuando a lottare anche nei momenti più complicati".

Nel pubblico, anche una presenza che non è certo passata inosservata: "Quando ho acceso la tivù negli spogliatoi prima del match ho visto Roger Federer nel Royal Box e non sapevo nemmeno che sarebbe stato presente. Ho subito scritto al mio team dicendo: 'Guardate, c'è Roger nel Royal Box, sono tesissimo'. È stato incredibile sapere che uno dei più grandi giocatori della storia stesse guardando proprio me, impegnato in una battaglia di cinque set contro Dimitrov sul Centre Court di Wimbledon. Se ripenso al ragazzino di undici o dodici anni che guardava Federer in televisione, non credo avrebbe mai potuto immaginare una cosa del genere...".

Fery attende Cobolli: "Ma rispetto a Melbourne sarà tutto diverso"

Fery sta per compiere 24 anni, è numero 114 al mondo ed è nuovo a questo livello. Ma la sua storia ha visto anche un passaggio americano, dopo il periodo giovanile. "Sono stato tre anni a Stanford ed è stata un'esperienza che non rimpiango assolutamente. È stato il passaggio ideale dopo il periodo da junior. Sono uscito dall'università con tantissima voglia di misurarmi nel circuito professionistico. Ho imparato molto, ho conosciuto persone straordinarie e, oltre all'aspetto sportivo, ho avuto anche la possibilità di costruirmi un percorso accademico nel caso il tennis non avesse funzionato".

"Nel 2020 sono stato uno dei ragazzi scelti per allenarsi con i maestri delle Atp Finals. Era il periodo del Covid, senza pubblico e con tutti chiusi nella bolla, così ho trascorso due settimane accanto ai migliori giocatori del mondo. Mi sono allenato con Novak Djokovic, Stefanos Tsitsipas, Matteo Berrettini e altri campioni. È stato un privilegio enorme. Non sono uno che guarda troppo avanti o troppo indietro, però è bello pensare che alcuni di quei giocatori sono ancora qui e continuano a essere protagonisti".

Fery attende Cobolli: "Ma rispetto a Melbourne sarà tutto diverso"

Ad attenderlo al prossimo turno c'è Flavio Cobolli, per una replica del primo turno di Melbourne, vinto proprio da Fery. "Contro Flavio sarà una partita completamente diversa rispetto a quella giocata in Australia. Mi aspetto una sfida molto difficile. Sono convinto che questa volta lui sarà al cento per cento, mentre allora probabilmente non lo era. In Australia comunque giocai davvero molto bene e cercherò di portare con me quell'esperienza anche qui a Wimbledon".

"Avere tutti i miei amici, la mia famiglia e il mio team sugli spalti ha significato tantissimo. Partite come questa sono delle montagne russe emotive e durante tutto l'incontro continuavo a cercare il loro sguardo. Eravamo dentro la partita insieme. Vincere sul Centre Court, alla mia prima esperienza su questo campo e con la possibilità di raggiungere i quarti di finale di uno Slam, è qualcosa di speciale da condividere con le persone di cui mi fido di più. Nel finale stavo iniziando ad accusare un po' di fatica fisica e sentivo che le gambe non rispondevano più come prima. Per questo ho cercato di coinvolgere il pubblico: era un modo soprattutto per darmi energia. Se poi questo poteva mettere un po' di pressione anche a Grigor nei suoi turni di servizio, tanto meglio. Ma l'ho fatto soprattutto per me stesso. Lui, comunque, ha gestito benissimo quei momenti delicati e ha servito davvero molto bene quando doveva restare nel match".

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