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Alcaraz sul greenset australiano, Zverev sulla terra francese, Sinner sull’erba britannica: chissà se sul cemento statunitense ci sarà un vincitore tutto nuovo…
di Tiziana Tricarico | 24 luglio 2026
Il 2026 potrebbe essere la sesta stagione in questo secolo con quattro campioni Slam diversi. Dopo le vittorie di Carlos Alcaraz all’Australian Open, di Alexander Zverev al Roland Garros e di Jannik Sinner a Wimbledon, la stagione arriva New York per lo Us Open (30 agosto-13 settembre, trasmesso in diretta e in chiaro su SuperTennis) con tre campioni diversi e la possibilità che un quarto nome completi una situazione che si è vista solo in pochissime occasioni dall’inizio dell’Era Open.
Ed ancora meno in questo secolo, con i tornei dello Slam trasformati in terra di conquista per una manciata di giocatori. Federer, Nadal e Djokovic prima, e successivamente Alcaraz e Sinner, hanno abituato gli appassionati a vedere come normale la conquista da parte di uno di loro di più Major nello stesso anno solare. L’ultima volta in cui ci sono stati quattro vincitori Slam in stagione è stata nel 2014 con Warinka (Australian Open), Nadal (Roland Garros), Djokovic (Wimbledon) e Cilic (Us Open).
In questo secolo è successo solo 5 volte in 25 anni (2001, 2002, 2003, 2012 e 2014) mentre tra il 1970 ed il 2000 (compreso, quindi 31 anni) era capitato 11 volte (1970, 1972, 1975, 1976, 1983, 1985, 1990, 1991, 1996, 1998 e 2000). Soprattutto negli ultimi 22 anni, cioè dal 2004 al 2025, è accaduto soltanto 2 volte.
Per quasi due decenni, la possibilità che quattro giocatori diversi conquistassero i tornei dello Slam è stata più o meno un’utopia. Federer, Nadal e Djokovic hanno costituito un trio da paura, probabilmente senza precedenti nella storia di questo sport: 66 trofei Major in tre è un numero da fantascienza!
E per questo quello che sono riusciti a fare Andy Murray e Stan Wawrinka, entrambi con tre titoli Major nel palmares, è ancora più straordinario. A farne le spese generazioni di tennisti fortissimi che non hanno mai potuto assaporare la gioia di un trionfo Slam: Dimitrov, Tsonga, Berdych, Ferrer, Monfils, Raonic, Nishikori, solo per citarne qualcuno.
Poi, quando con il ritiro prima di Roger e poi di Rafa, e con un Nole che vuoi o non vuoi deve fare i conti con l’anagrafe, si pensava che potessi aprirsi uno spazio per vincere gli Slam, ecco che Alcaraz e Sinner hanno raccolto il testimone, costruendo un duopolio stavolta, che minaccia di dominare il tennis per molti anni. A New York potrebbe arrivare la conferma dela supremazia di Carlos o Jannik, o la consacrazione di “Sascha” (che a Parigi ha finalmente superato il tabù Slam).
Tutti e tre hanno dimostrato, anche se in modo diverso, di poter ambire ad un Major bis in questo 2026. Sinner continua a trasmettere un senso di solidità, costanza e autorevolezza tali da renderlo il favorito praticamente su qualsiasi superficie: Alcaraz da parte sua resta il giocatore con la capacità maggiore di toccare vette di tennis irraggiungibili per chiunque altro mentre Zverev gioca ora con una sicurezza completamente diversa da quando si è liberato dal peso di dover conquistare il suo primo Slam.
Stando così le cose, immaginare un quarto campione diverso è difficile. Non basta giocare un grande torneo: bisogna probabilmente sconfiggere almeno due dei campioni già citati. Ed è questa l’enorme difficoltà che spiega perché stagioni di questo tipo siano così rare. Incredibile ma vero, tra quelli che possono “farci un pensierino” c’è… Novak Djokovic! Il serbo non domina più il circuito come nei suoi anni d’oro ma continua ad essere presente nelle fasi finali dei tornei più importanti e mantiene un livello competitivo sufficiente per sconfiggere chiunque in cinque set. E poi c’è quella motivazione supplementare del record assoluto di titoli Slam in singolare….
Volendo puntare su qualcun altro, i nomi sono quelli di Ben Shelton e Taylor Fritz, che possono contare sul sostegno del pubblico di casa, Daniil Medvedev, che New York ha vinto il suo unico Major (2021) infrangendo il sogno Grand Slam di Nole, o magari Félix Auger-Aliassime, che continua a cercare il grande torneo della sua carriera, e perché no Flavio Cobolli, che dopo la finale al Roland Garros può davvero sognare in grande.