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Djokovic: "Non conoscevo Maestrelli, può crescere molto"

"Adesso - nota il serbo - mi capita spesso di non conoscere i miei rivali, ma rispetto ogni avversario. Francesco ha un ottimo servizio, gioca bene ma gli manca esperienza per giocare su questi campi. Allo stesso tempo sono sicuro che abbia i mezzi per crescere e salire nel ranking”

22 gennaio 2026

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Novak Djokovic avanza senza troppi problemi al terzo turno degli Australian Open, confermando il suo buon momento di forma. Ma nelle prime parole post-partita, il serbo rende merito al suo avversario, un Francesco Maestrelli che ha vissuto - per importanza dell'avversario e del palcoscenico - il giorno più bello della sua vita sportiva.

“Onestamente non sapevo molto di lui fino a qualche giorno fa. Adesso mi capita spesso di non conoscere i miei rivali, ma rispetto ogni avversario. Francesco ha un ottimo servizio, gioca bene ma gli manca esperienza per giocare su questi campi. Allo stesso tempo sono sicuro che abbia i mezzi per crescere e salire nel ranking”.

Tra colpi robusti e giocate di fino, c'è stato spazio anche per uno scambio da urlo, con un passante spalle alla rete giocato da Nole, che in quel frangente tuttavia non ha vinto il punto. “Gioco da troppo tempo nel Tour e devo inventare qualcosa ogni tanto per non essere noioso e fare spettacolo, ma non sono tra quelli che giocano meglio il tweener o colpi di questo genere, ce ne sono tanti di giocatori che lo fanno meglio di me...”.

Il secondo pensiero è per la famiglia, che stavolta non lo ha seguito a Melbourne. “I bambini stanno dormendo. C'è qualcosa di più importante per loro: la scuola, i compiti. Ma non c'è niente di meglio del supporto della mia famiglia. Uno dei miei obiettivi era giocare abbastanza a lungo per permettere ai miei figli di crescere e realizzare cosa stava accadendo, cosa faceva il loro padre. Mi sento fortunato a sperimentare questa sensazione, non potrei essere più felice del fatto che siano stati in tribuna per vedere alcuni dei miei match più importanti degli ultimi anni. Ovviamente adesso la mia vita è centrata su di loro. Mio figlio avrebbe voluto venire, ma cerca di fare di tutto per saltare la scuola: comprensibile anche perché ama il tennis e ama suo papà. Ma anche se non ci sono loro stanno sempre nel mio cuore”.

Djokovic: "Non conoscevo Maestrelli, può crescere molto"

Dopo 21 anni a Melbourne, c'è un rituale che Nole non manca mai? “Un rituale? Abbracciare un grande albero del giardino botanico, che qui è il mio più vecchio e caro amico. Andavo a parlare con lui quando non volevo parlare con nessun altro. È una bella connessione: la natura è un nostro grande alleato, anche se spesso in questi tempi così veloci lo dimentichiamo. Melbourne è una città fantastica, e quel posto è uno dei miei preferiti, di gran lunga, contando tutte le città dove ho giocato".

Poi si torna al campo, tra quello che è accaduto e quello che potrebbe accadere. “In generale sono soddisfatto della partita, ma giocare di sera o di giorno qui cambia molto, sono come due tornei diversi. Sono contento di come ho giocato e di come ho mosso la palla. Cerco sempre di lavorare con una motivazione, quando ho tempo cerco di migliorare alcuni elementi specifici del mio tennis. Questo mi permette di essere ancora qui competitivo alla mia età. Non ho giocato tornei di preparazione, dunque è un segno positivo riuscire a entrare nello Slam in questo modo”.

Djokovic: "Non conoscevo Maestrelli, può crescere molto"

I giocatori oggi sono spesso concentrati sul raccontare la loro vita ai tifosi. “Non vedo nulla di male nei documentari dei giocatori. Viviamo nell'epoca della comunicazione e dei brand, ognuno cerca di comunicare il suo. È il mondo che viviamo, poi ognuno ha la propria opinione in merito al confine su quanto aprire la propria vita privata, ma non giudico nessuno”.

Infine, due parole per il team che lo segue. “È sempre bello avere un altro paio di occhi, se non di più, che conoscono il tennis per vederti in azione e osservare i tuoi avversari. Devono vedere più di quanto funziona un diritto o un rovescio. Devono vedere come ti senti, come vanno le tue emozioni giorno dopo giorno. Il tennis è uno sport individuale e nessuno può entrare al tuo posto se non ti senti bene. Lo staff è lì per dare supporto per permetterti di trovare soluzioni, anche quando non riesci a essere lucido”.

Djokovic: "Non conoscevo Maestrelli, può crescere molto"

Promosso al quinto un altro veterano del circuito, Stan Wawrinka, al suo ultimo Australian Open. Contro il giovane francese Gea è finita 7-6 al quinto in favore dello svizzero. "Quando la spunti per così poco - ha detto Stan - è sempre una questione di pochi punti qua e là. L'atmosfera era fantastica e il pubblico mi ha senza dubbio aiutato a stare attivo e presente durante le 4 ore. Mi è sempre piaciuto giocare sulla distanza dei 5 set perché ho più tempo per sviluppare il mio gioco. Ma stavolta alla fine cominciavo ad avvertire dei crampi".

"Questa edizione, l'ultima per me, porta emozioni speciali difficili da descrivere, emozioni forti che sono anche la ragione che mi spinge a essere in campo a 40 anni. Fare il coach? Non subito, perché voglio staccare per un po', ma in futuro potrebbe essere una opzione". Infine, un accenno anche agli altri 'grandi vecchi': "Ho visto Cilic e sono contento che si possa esprimere ancora così bene. Mentre Nole gioca in un'altra categoria rispetto a noi, non è nemmeno giusto fare paragoni".

Djokovic: "Non conoscevo Maestrelli, può crescere molto"

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