Il torneo, Blind and Low Vision Showdown, si è svolto a Melbourne Park durante il weekend conclusivo degli Australian Open ed è stato organizzato da Tennis Australia come parte di un più ampio progetto di accessibilità. Gli atleti hanno gareggiato utilizzando palline sonore e regole adattate alle diverse categorie di disabilità visiva (da B1 a B4)
03 febbraio 2026
L'Australian Open 2026 ha rappresentato una novità assoluta se parliamo di tennis e inclusione. A Melbourne è giunta una svolta storica non solo per il tennis mondiale, ma per lo sport inclusivo nel suo complesso. Per la prima volta nella storia di un torneo del Grande Slam, il Major down under ha ospitato una competizione ufficiale dedicata a giocatori non vedenti e ipovedenti, inserendo il blind tennis nel programma di uno Slam e portandolo sotto i riflettori internazionali.
Il torneo, Blind and Low Vision Showdown, si è svolto a Melbourne Park durante il weekend conclusivo degli Australian Open ed è stato organizzato da Tennis Australia come parte di un più ampio progetto di accessibilità. Gli atleti hanno gareggiato utilizzando palline sonore e regole adattate alle diverse categorie di disabilità visiva (da B1 a B4).
E in questa pagina di storia dello sport, l’Italia ha avuto un ruolo di primo piano grazie alla partecipazione di due atleti azzurri: Davide Viglianti e Luca Peruzzo, entrambi selezionati tra i migliori interpreti mondiali del blind tennis per far parte del Team World, che alla fine ha ceduto a una selezione australiana col punteggio di 17-11. Davide Viglianti, punto di riferimento del movimento italiano, ha gareggiato nella categoria B2, riservata agli ipovedenti. Pluricampione nazionale e protagonista in diverse competizioni internazionali, Viglianti (numero 2 al mondo tra i B2) rappresenta una figura simbolo del blind tennis italiano, una sorta di pioniere. Accanto a lui, Luca Peruzzo ha difeso i colori azzurri nella categoria B3, confrontandosi con avversari di alto livello provenienti da tutto il mondo. Il format della competizione, ispirato a eventi a squadre come la Laver Cup, prevedeva una sfida a squadre tra Team Australia e Team World, favorendo il coinvolgimento del pubblico e sottolineando il valore della collaborazione oltre i confini nazionali.
“Forse – spiega Viglianti, 36enne bergamasco di origini siciliane – c'era in alcuni casi un po' di disparità visiva tra noi e i nostri avversari, ma questo non toglie nulla alla magia di ritrovarsi sugli stessi campi che hanno visto protagonisti i professionisti. Nel singolare contro Cook (campione del mondo nel 2024, ndr) inoltre ho avuto le mie chance, considerato che per ben 7 volte i game si sono risolti ai vantaggi”.
“Integrare una manifestazione per non vedenti e ipovedenti – spiega Ben Dew di Tennis Australia – indica chiaramente la direzione che sta prendendo questo sport. Siamo orgogliosi di essere all'avanguardia nel ridefinire il significato di inclusione ai massimi livelli”. Il tennis per non vedenti e ipovedenti segue lo stesso spirito del tennis tradizionale, con adattamenti a seconda della classificazione: i giocatori si affidano a palle con sonagli, linee del campo in rilievo e regole di rimbalzo modificate.
In tema wheelchair, dominio dell'Asia. Il titolo maschile a Melbourne è andato al giapponese Oda, a segno in finale sullo spagnolo De la Puente in tre set. La cinese Xiaohui Li ha vinto invece tra le donne, fermando il dominio olandese e nello specifico la De Groot, superata in due set. Olanda che si è presa la rivincita poi con Vink, a segno su Schroder in un derby che ha assegnato il titolo. Nei doppi, trofei per Fernandez/Oda e Li/Wang: di nuovo Giappone (con l'Argentina) e Cina.