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Andreeva e Baptiste, l'intervista doppia a due campionesse non convenzionali

Alla vigilia del Roland Garros, la numero 8 del mondo e la sorprendente americana hanno mostrato un lato diverso rispetto a quello che si vede in campo. Più leggero, più personale, di certo più interessante. Un'intervista doppia più rilassata rispetto a quelle che si vedono nel contesto dei tornei

di | 22 maggio 2026

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Tre settimane fa si sono trovate una contro l’altra sul rosso di Madrid, con la vittoria in due set di Mirra Andreeva. Stavolta, invece, niente pressione da partita importante e niente sguardi severi: sedute una accanto all’altra durante la presentazione della nuova apertura del negozio Tennis-Point di Parigi (a qualche minuto a piedi dal Palais Garnier, quello dell'Opera), alla vigilia del Roland Garros la numero 8 del mondo e la sorprendente americana Hailey Baptiste hanno mostrato un lato diverso rispetto a quello che si vede in campo. Più leggero, più personale, di certo più interessante. Un'intervista doppia più rilassata rispetto a quelle che si vedono nel contesto dei tornei, tanto più in questo Roland Garros che è iniziato con una protesta declinata proprio sul lato del rapporto con la stampa.

Se Andreeva è ormai una presenza stabile ai vertici del circuito e Baptiste sta vivendo la stagione della definitiva consacrazione, il punto di contatto tra le due sembra essere soprattutto uno: la sensazione di costruire qualcosa attraverso il lavoro, ma avendo ben chiara la capacità di divertirsi e di sdrammatizzare. Per Mirra, in particolare, il rapporto con Parigi ha qualcosa di speciale. E non solo per il prestigio del torneo.

"Parigi - spiega la russa, dopo aver dedicato un certo tempo a curare la propria immagine - è sempre stato un posto speciale per me. È stato il primo Slam che ho giocato passando dalle qualificazioni, nel 2023. Sento una connessione particolare con questo posto. Amo giocare sulla terra e penso che qui ci siano alcuni dei campi migliori del mondo. Amo l’atmosfera, amo il pubblico. Certo, magari diventa più complicato se affronti una francese… ma quando il pubblico è dalla tua parte ti dà un’energia incredibile".

 

Andreeva e Baptiste, l'intervista doppia a due campionesse non convenzionali

Dall’altra parte c’è Hailey Baptiste, numero 26 Wta, che quest'anno ha trovato continuità e risultati importanti. Alla domanda su cosa sia cambiato davvero nel suo tennis, la risposta è però molto meno tecnica del previsto. "Credo di aver lavorato tantissimo soprattutto fuori dal campo. E quello poi ti rende più forte mentalmente e ti dà fiducia quando arrivano i momenti difficili in partita. Ho iniziato davvero a credere nel lavoro che ho fatto negli anni e negli ultimi mesi. E soprattutto mi sto divertendo".

Poi il siparietto che racconta bene il clima dell’incontro. Quando chiedono a Mirra il segreto del servizio, ormai uno dei più efficaci del circuito, la russa devia subito i riflettori. "Io penso invece che il servizio di Hailey sia una bomba. Però sì, abbiamo lavorato tanto in fase di preparazione come pure avevamo fatto in passato. Prima servivo forte ma non con continuità. Adesso sto cercando di avere entrambe le cose: velocità e costanza. E sono contenta di vedere che il lavoro sta funzionando".

Il tema passa al percorso di crescita. Hailey ricorda il Roland Garros Under 18 del 2017 (dove raggiunse gli ottavi) e il lungo processo per diventare una giocatrice stabilmente inserita nel circuito maggiore. "Per me la differenza più grande tra junior e professionismo è la vita sociale. Da Under 18 finisci il match e vai a pranzo con le tue avversarie. Qui non è così. Non significa che non abbia amiche nel Tour, ma siamo tutte qui per costruirci una carriera. Forse ci ho messo più tempo del previsto per capire certe cose, però adesso sento che tutto sta andando al posto giusto e che ogni passaggio è stato necessario".

Andreeva e Baptiste, l'intervista doppia a due campionesse non convenzionali

Andreeva, invece, torna sul rapporto con la sua coach, Conchita Martinez, con la solita ironia. "Ultimamente date tantissimo merito alla mia allenatrice… ma va bene, se lo merita. Lavoriamo insieme da più di due anni e lei ha un’esperienza enorme. Ieri guardavo la finale di Roma del 1995 che ha vinto contro Arantxa Sanchez, un sacco di tempo fa... Vedere come giocava mi aiuta anche a capire meglio cosa vuole da me oggi. E per me è importantissimo avere accanto qualcuno che abbia già vissuto tutto quello che sto vivendo io".

Dal tennis alla vita fuori dal campo. Baptiste racconta di viaggiare sempre con il fratello di Frances Tiafoe, Franklin, e con il cane Oscar. "Avere Franklin con me ovunque è speciale. È come mio fratello, un supporto nel tennis ma anche il mio migliore amico. Mi sento a casa ovunque andiamo. Mentalmente fa una differenza enorme. E poi lui è sempre pronto a scherzare. Forse anche troppo".

Andreeva invece racconta delle sue - poche e selezionate - amicizie nel circuito. "Ho un rapporto molto bello con Victoria Mboko, ci conosciamo da quando avevamo dodici anni. E direi che anche Daria Kasatkina è un'amica: quando sono arrivata nel Tour è stata molto gentile con me, molto accogliente, e questo mi ha aiutata". Il resto dell’incontro scivola su dettagli da backstage. Quante racchette consumano in un anno? Circa 25 entrambe (ma Mirra non è affatto sicura della cosa). Scarpe? Baptiste prova a stimarne una trentina, Andreeva si spinge verso le cinquanta paia ("almeno due paia per ogni torneo"), supportata dalla manager che annuisce.

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E ancora. Nel borsone di Hailey ci sono premietti per il cane e tre paia di cuffie ("impazzisco se non ho la mia musica"), con playlist che vanno da Flume a Kanye West per caricarsi e da John Mayer a Sade per rilassarsi. Mirra invece porta sempre due cuffie: una per sentire il mondo e una per escluderlo completamente. "Ma anche io ho un cane, solo che adesso non è con me".

E quando si parla di Parigi, le preferenze sono opposte: Baptiste sceglie il ristorante Miss Ko sugli Champs-Élysées, mentre Andreeva chiude il dibattito in pochi secondi. "Io non vado da nessuna parte. Mi piace stare in camera. Amo il mio letto. Torno dall’allenamento o dalla partita e quella è la mia destinazione preferita".

Infine il gioco dei pronostici. Alla domanda sulla possibile outsider del torneo femminile, Andreeva sorride e lancia un messaggio che sa quasi di investitura. "È difficile pensare a un’altra giocatrice oltre a me… però direi Hailey. Sta giocando molto bene ultimamente. Guardatevi da lei, perché può fare davvero un gran torneo. Lo posso dire dopo l’ultima partita che abbiamo giocato". Parigi è pronta ad accoglierle, di certo ci faranno divertire.

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