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Alcaraz nella storia! Firma l’Australian Open ed il Career Grand Slam

Sul cemento della Rod Laver Arena un coraggioso Djokovic cede in quattro set dopo aver vinto il primo. Lo spagnolo è il nono tennista a vincere tutti e quattro i Major ed il più giovane a riuscirci

di | 01 febbraio 2026

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Carlos Alcaraz con il trofeo dell'Australian Open 2026 (foto Getty Images)

A Melbourne si riscrive la storia! Carlos Alcaraz trionfa all’Australian Open, diventando il nono giocatore a firmare tutti e quattro gli Slam ed il più giovane a riuscire nell’impresa. SNella sfida per il titolo sulla Rod Laver Arena lo spagnolo, numero uno del mondo, ha battuto in rimonta per 26 62 63 75, dopo una battaglia di tre ore e due minuti, il serbo Novak Djokovic, n.4 del ranking e del seeding, dieci volte vincitore Dawn Under (in dieci finali giocate), che resta fermo a 24 trofei Major mancando il record assoluto in solitario (per ora è condiviso con Margaret Court).

Per Alcaraz è il settimo trofeo Slam su otto finali disputate (l’unico a batterlo in una sfida per un titolo Major Jannik Sinner a Wimbledon dello scorso anno). Complessivamente per lo spagnolo è il 25esimo titolo in carriera su 33 finali disputate. “Carlitos” consolida il suo primato nel ranking: sale a quota 13.650 punti, con un vantaggio di 3.350 punti su Sinner. 

STATS - Alla fine per Carlos 9 ace e 2 doppi falli contro i 4 ace e i 2 doppi falli di Nole; il 65% di prime in campo con il 69% dei punti portati a casa ed un 77% di punti vinti anche con la seconda di servizio. Lo spagnolo ha trasformato 5 palle-break su 16 e ne ha cancellate 4 delle 6 che ha concesso. A referto per lui 32 vincenti a fronte di 27 errori gratuiti: 32 contro 46 il bilancio di Nole.

Il vincitore dell'Australian Open 2026 Carlos Alcaraz ed il finalista Novak Djokovic (foto Getty Images)

Il vincitore dell'Australian Open 2026 Carlos Alcaraz ed il finalista Novak Djokovic (foto Getty Images)

La finale. Nole è avanti per 5-4 nel bilancio dei precedenti (4-1 sul duro, compresa la vittoria nei quarti a Melbourne nel 2025) ma Carlitos ha vinto il più recente, in semifinale allo Us Open dello scorso anno. Primo set. Inizio estremamente solido di Djokovic al servizio: perde due “quindici” nei primi quattro turni. Molto più complicato quello di Alcaraz - sceso in campo con una fasciatura alla coscia sinistra (quella che gli aveva creato problemi in semifinale) più o meno nascosta dal pantaloncino -, che subisce il break già nel quarto gioco (3-1) alla terza opportunità, e che nel sesto è costretto a recuperare da 0-30 (4-2).

Il serbo disegna il campo come nelle giornate migliori e chiude gli spazi come un gatto (5-2). Lo spagnolo è sempre un filo in affanno e nell’ottavo game arrivano altre due palle-break che sono altrettanti set-point: basta il primo perché la risposta di diritto in back strettissima di Nole obbliga Carlos all’errore. E Djokovic incamera il 6-2 in appena 33 minuti con 8 vincenti a fronte di 4 gratuiti (10 contro 8 il bilancio di Carlitos), percentuali nettamente migliori al servizio, 2 palle-break su 4 trasformate e nessuna concessa.

Secondo set. Recupera da 0-30 il serbo, in un primo game chiuso ai vantaggi grazie ad uno straordinario drop-shot di rovescio. Nel terzo gioco, con un diritto incrociato largo, offre le prime due palle-break della partita e poi completa l’opera con una volée di rovescio incrociata a campo aperto spedita abbondantemente fuori (2-1). In quello successivo Djokovic spreca una chance per il contro-break mettendo lungo un diritto tutt’altro che impossibile, ed Alcaraz conferma il vantaggio (3-1). Il serbo resta attaccato (3-2) ma lo spagnolo tiene per la seconda volta di un turno di battuta a zero (4-2).

Nel settimo game - gran passante di rovescio lungolinea di Carlitos - calo fisico di Nole che offre altre due palle-break: sulla prima lo spagnolo sbaglia la risposta di diritto ma sulla seconda il serbo sotterra il diritto in rete (5-2). E poco dopo Alcaraz pareggia il conto anche in termini di punteggio (6-2, in 36 minuti). Per il 22enne di El Palmar (Murcia) 9 vincenti a fronte di 5 gratuiti (3 contro 11 il bilancio di Djokovic), 2 palle-break su tre trasformate ed una concessa e cancellata. Deciso miglioramento delle percentuali al servizio. Nole esce dal campo per il toilette break.

L'esultanza di Carlos Alcaraz (foto Getty Images)

L'esultanza di Carlos Alcaraz (foto Getty Images)

Terzo set. Si riparte dopo che Alcaraz si lamenta per la parziale chiusura del tetto. Djokovic recupera da 0-30 e chiude ai vantaggi (1-0). La partita sembra essersi messa sui binari dello spagnolo che alza decisamente il ritmo. Nel quinto gioco, con un rovescio lungolinea largo, il serbo concede due palle-break: Carlos lo fa spostare tanto e Nole mette largo il diritto incrociato (3-2). Djokovic non molla, e la riprova è il nono game dove annulla tre set-point di fila, poi un quarto, manca a sua volta due chance per il 4-5 prima di mettere largo il rovescio lungolinea sul quinto set-point (6-3 per Alcaraz, in 51 minuti), quando scoccano le due ore di partita.

I numeri sono sempre più favorevoli allo spagnolo, che mette a referto 7 vincenti contro 5 gratuiti (11 contro 14 il bilancio del serbo), trasforma 2 palle-break su 6 senza concederne nessuna anche perché mette dentro l’83% di prime. Al cambio campo entra il medico che dà una pastiglia a Djokovic, sofferente per problemi di stomaco.

Quarto set. Sempre più deciso Alcaraz (1-0). Eroico Djokovic che porta a casa un secondo gioco, durato oltre dodici minuti e 18 punti dove il 38enne di Belgrado annulla ben 6 palle-break (1-1).

Nole fa esercizi di stretching e, dopo due di fila decisamente tribolati, torna a tenere un turno di battuta immacolato, cosa che non gli succedeva dal settimo game del primo set (2-2): subito imitato, però, dallo spagnolo (3-2). “Mollare” è una parola non contemplata nel vocabolario di Djokovic, che resta incollato al suo avversario anche se deve recuperare da 0-30 (4-4). Un errore di diritto costa ad Alcaraz una delicata palla-break, che però il serbo spreca mettendo lungo il diritto, e poco dopo un urlaccio del murciano sottolinea il pericolo scampato (5-4).

Il set diventa “long” (5-5), Alcaraz si assicura perlomeno il tie-break (6-5). Il dodicesimo gioco inizia con uno scambio massacrante da 24 colpi, deciso da un rovescio incrociato in rete del serbo. Che gli costa molto caro in quanto, poco dopo, concede due match-point: basta il primo, perché il diritto di Djokovic è lungo. “Lavoro concluso”, scrive Carlos sull’obiettivo della telecamera…Alcaraz è nella storia! 

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