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Carolina Orsi e Giorgia Marchetti, punti di riferimento della nazionale femminile di padel, sono pronte a tornare in campo con la maglia azzurra, tre anni dopo lo storico trionfo ai Giochi Europei in Polonia
22 agosto 2026
Dall’oro di Cracovia all'energia di Taranto. Carolina Orsi e Giorgia Marchetti, punti di riferimento dell'Italpadel femminile, sono pronte a tornare in campo con la maglia azzurra, tre anni dopo lo storico trionfo ai Giochi Europei in Polonia. Le due romane faranno il loro esordio domenica alle 17 ai Giochi del Mediterraneo, un nuovo capitolo dopo tanti successi importanti: tra questi, il terzo posto ai Mondiali 2024, l'argento agli Europei dello stesso anno e il bronzo a quelli del 2025.
Ad accogliere le azzurre è stato subito un pubblico che ha risposto con grande entusiasmo al debutto del padel, per la prima volta ai Giochi come sport da medaglia. "Siamo rimaste veramente stupite da Taranto – racconta Marchetti –. L'accoglienza è stata fantastica, abbiamo trovato tantissimi fan e un pubblico davvero caloroso". Uguale la sensazione di Orsi, una delle più acclamate e richieste dal pubblico per il rito di selfie e autografi. "L'atmosfera è speciale e anche l’esperienza sulla nave, dove siamo tutti insieme, è particolare e divertente. Durante la cerimonia abbiamo sentito tutto il calore: il pubblico, lo stadio, lo spettacolo. È un’esperienza davvero unica e siamo felici di poterla vivere".
Proprio il contesto multisportivo che accompagna la competizione impreziosisce la presenza del padel. "È un super evento, che sicuramente non viviamo tutti i giorni – spiega Orsi –. Una cosa è giocare il torneo del proprio sport, un’altra è essere parte di una competizione multidisciplinare: è veramente bellissimo". Tanto che le azzurre hanno già deciso di vivere i Giochi anche oltre il campo: "Ci siamo ripromesse di andare a vedere le gare degli atleti italiani e di trasformarci anche noi in tifose. Per noi è qualcosa di completamente nuovo. È la seconda partecipazione ufficiale del padel in un evento riconosciuto dal Cio, anche per questo siamo felici ed emozionate".
A loro, le prime azzurre a scendere in campo, tutta la squadra guarda come riferimento ed esempio. "Sicuramente sentiamo un po’ di più il peso di dover fare bene, anche se tutto il team è molto competitivo – racconta Marchetti –. Ma questo dà anche la carica. Vestire la maglia azzurra è un orgoglio e avere il nostro pubblico qui a tifarci è stupendo. Direi quindi che è più un’energia positiva che una pressione negativa". La loro forza nasce anche dal rapporto costruito negli anni. "Conta tanto. Sai di poter contare sull’altra persona – racconta Orsi –. Giorgia e io siamo anche molto amiche fuori dal campo e possiamo dirci sempre tutto guardandoci in faccia. Questo è fondamentale". Prima di entrare in campo, la loro intesa si traduce in piccoli gesti di supporto reciproco. "Non è un vero e proprio rituale, probabilmente è qualcosa di più astratto. C’è molta condivisione: se una non ha gli occhiali, non ha il polsino o ha dimenticato qualcosa, l’altra se ne accorge, glielo prende e poi si scende in campo. È un rituale basato soprattutto sulla condivisione. Ma non siamo particolarmente scaramantiche", spiega.